Sbarco da Diciotti per 16 migranti
Nave Diciotti
Diciotti Salvini Autorizzazione Procedere Gasparri
IMMIGRAZIONE
13 Febbraio Feb 2019 0954 13 febbraio 2019

Gasparri ha proposto di non procedere contro Salvini per la Diciotti

La decisione del presidente della Giunta per le immunità del Senato. Al Tribunale dei ministri di Catania i documenti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli.

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Il presidente della Giunta per le immunità del Senato Maurizio Gasparri ha proposto di non concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. Gasparri ha deciso inoltre di trasmettere alla presidente del Senato Elisabetta Casellati gli atti firmati dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, allegati alla memoria difensiva presentata da Salvini, affinché l'intero dossier venga inviato - tramite la procura di Catania - al Tribunale dei ministri della città etnea. Gasparri ha dunque accolto, di sua iniziativa, la richiesta avanzata in questo senso anche dal senatore di Liberi e uguali Pietro Grasso, membro della Giunta per le immunità. Una richiesta che di fatto rimanda al Tribunale dei ministri il compito di valutare l'operato di tutto il governo, non più del solo Salvini.

OCCHI PUNTATI SUL MOVIMENTO 5 STELLE

Gli occhi adesso sono puntati sul Movimento 5 stelle. Cosa faranno i pentastellati? Hanno trovato un accordo al loro interno? «Sicuramente», ha risposto il senatore Mario Michele Giarrusso, anche lui membro della Giunta, «avrete novità presto». Poi ha aggiunto: «Non verremo mai meno ai nostri ideali, c'è stata un'ampia e documentata relazione del presidente, che esamineremo insieme ai membri della Giunta, con Luigi Di Maio e il Movimento, e decideremo sul punto». Un altro esponente del M5s, il senatore Gianluigi Paragone, ha dato un'indicazione più chiara: «La cosa migliore credo sia di coinvolgere i nostri iscritti con un referendum sulla piattaforma Rousseau». E alla domanda su come lui stesso intenda votare in Aula, Paragone ha risposto così: «Occorre aspettare che il Tribunale dei ministri prenda coscienza di una nuova notizia, ovvero quella relativa al fatto che il governo intero si è auto-incolpato. È venuto meno il principio per cui Salvini deve rispondere da solo. Anche noi del M5s, nel nostro dibattito interno, abbiamo capito che si rischia di esporre tutta la catena».

COSA HA SCRITTO GASPARRI NELLA SUA RELAZIONE

Nella sua relazione, Gasparri ha sostentuo che i fatti della Diciotti erano «parte di un tentativo strategico dell’esecutivo di risolvere in maniera strutturale il problema dell’immigrazione irregolare». La Giunta, a suo parere, «non può che limitarsi al riscontro delle finalità indicate dalla legge costituzionale, senza estendere la propria valutazione alla scelta dei mezzi per conseguirle». E dunque, «alla luce delle argomentazioni fin qui evidenziate», il presidente «sottolinea l’opportunità che la Giunta proponga all’assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere», ravvisando «esimenti che attengono al comportamento del governo, che sono citate dalla legge più volte e che attengono a un preminente interesse pubblico». Questo perché «escluso il movente privato ed escluso il movente politico-partitico, rimane in piedi esclusivamente il movente governativo, che ha ispirato l'azione del ministro Salvini e che è pertanto idoneo per il diniego dell'autorizzazione a procedere». Nella relazione, infine, viene ribadito che il Senato non è chiamato a valutare la natura politica o amministrativa dell'atto, «in quanto anche un atto amministrativo (o di alta amministrazione) può avere finalità governative».

La nave Diciotti nel porto di Catania (foto d'archivio).

LE REAZIONI DELLA POLITICA

Grasso, commentando la proposta di negare l'autorizzazione a procedere, non ha nascosto i suoi dubbi: «Lascia perplessi che il fine di governo, ma che potrebbe essere anche definito politico tout court, non preveda nessuna valutazione sui mezzi per raggiungerlo. È pericolosa questa deriva. Poniamo il caso che una scuola, oppure uno stadio, vengano chiusi con le persone tenute dentro per fini politici. Questo può costituire un precedente pericoloso». Sulla stessa linea il senatore ex M5s Gregorio De Falco: «L'interesse nazionale è un criterio molto elastico e soggettivo. Lo esamineremo, ma temo che ci si possa far rientrare tutto e il contrario di tutto. C'è una pericolosità intrinseca nell'affermare questo criterio, perché facendo una sintesi estrema significa far coincidere il governo con lo Stato. E questo non va bene, c'è già passato qualcuno negli anni scorsi. L'immedesimazione addirittura attraverso il governo di una persona con il governo e con lo Stato, è molto pesante e grave».

LA MEMORIA DIFENSIVA DI SALVINI

Salvini, su cui pende l'accusa di sequestro di persona, ha presentato una memoria difensiva di 16 pagine in cui spiega perché i 177 migranti soccorsi ad agosto dalla Diciotti sono stati fatti sbarcare a Catania dopo cinque giorni dall'attracco e non subito. In aggiunta ci sono i documenti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli che certificano che quella scelta fu di tutto il governo, non solo del Viminale. Grasso, nei giorni scorsi, aveva chiesto che tutti gli atti venissero inviati al Tribunale dei ministri di Catania, ritenendoli la "prova" della corresponsabilità dell'intera maggioranza gialloverde. Alla richiesta del senatore di Liberi e uguali si era accodato lo stesso De Falco. Gasparri ora punta a chiudere la partita rapidamente, tra il 19 e il 20 febbraio, prima delle elezioni regionali in Sardegna in programma per domenica 24. I membri della Giunta inizieranno a discutere la sua proposta nel pomeriggio del 13 febbraio e andranno avanti anche il giorno successivo, per votare «presumibilmente la prossima settimana».

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