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Elezioni Abruzzo Analisi Sconfitta M5s Luigi Di Maio

L'analisi di Luigi Di Maio sulla sconfitta del M5s alle elezioni in Abruzzo

Il capo politico ha pubblicato un post sul Blog delle Stelle: «Dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci». E spunta l'ipotesi di aprire alle «liste civiche» radicate sul territorio.

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«È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori. Non improvvisando come a volte accade. Questo vuol dire pure che dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci. Mi ha colpito il fatto che in alcune regioni in questi anni siamo rimasti nella nostra zona di comfort, evitando di incontrare categorie importanti come ad esempio quelle dell’imprenditoria e del volontariato. È ora di farlo». Sul Blog delle Stelle Luigi Di Maio ha analizzato così la sconfitta del M5s alle elezioni regionali in Abruzzo.

Il ragionamento prosegue con un annuncio: «Nelle prossime settimane presenterò agli iscritti delle proposte da sottoporre a consultazioni online. Dobbiamo affrontare il tema dell’organizzazione nazionale e locale, dobbiamo aprire ai mondi con cui sui territori non abbiamo mai parlato a partire dalle imprese, dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio. Questo processo non si concluderà dall’oggi al domani. Richiederà mesi e richiederà impegno da parte di tutto il Movimento per poi arrivare alla formulazione di proposte da votare su Rousseau. Abbiamo anche da migliorare la presenza del governo e dei parlamentari sul territorio, di questo parleremo alla prossima assemblea dei parlamentari che si terrà lunedì sera».

GRILLO RICORRE A «MAALOX E VASELINA»

Il Movimento 5 stelle riscopre così l'autocritica. Lo stesso Beppe Grillo, dal Teatro delle celebrazioni di Bologna dove si trovava per una tappa del suo tour, commentando il risultato elettorale è stato chiaro: «Sto usando il Maalox con la vaselina». Il garante del M5s non ha risparmiato stoccate agli abruzzesi che «hanno fatto la loro scelta». «Chiedo solo che ci diano indietro 700 mila euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, le quattro ambulanze e lo spazzaneve», ha detto. Parole a cui ha risposto Di Maio sempre sul Blog delle Stelle: «Continueremo sempre a restituire gli stipendi, a costruire le trazzere, a regalare le ambulanze, atti di testimonianza importantissimi per spiegare che una politica diversa è possibile». Una gag che non è nuova. Il 26 maggio 2014, dopo un'altra batosta elettorale (in quel caso furono le Europee) in un videomessaggio Grillo provò a scherzarci su, ironizzando sull'hashtag #VinciamoPoi. «Ora Casaleggio è in analisi per capire perché si è messo il cappellino e poi tutti insieme vedremo che cosa fare», disse. «State tranquilli, dai, vin... vinciam... Vincono loro. Vincono loro, ma è meraviglioso lo stesso. Intanto io mi prendo un maalox, non si sa mai. Casaleggio, c'è il Maalox anche per te, vieni qua».

LA NON VITTORIA IN SICILIA E IL FLOP DELLE COMUNALI

Più stizzita fu la reazione di Giancarlo Cancelleri dopo la sconfitta (o meglio non vittoria) alle ultime Regionali siciliane. «Mantengo il sorriso, oggi è comunque un giorno di festa», disse il 6 novembre 2017, «abbiamo ottenuto il 35% con un voto libero e sono loro i veri vincitori. La vittoria», non tardò a sottolineare, «è contaminata dagli impresentabili e da Nello Musumeci che li ha candidati». Dopo il risultato deludente della tornata elettorale del giugno 2017 (dove il M5s non riuscì a conquistare nemmeno un capoluogo di regione), Massimo Bugani capogruppo M5s al Consiglio comunale di Bologna ma soprattutto socio di Rousseau arrivò a mettere in discussione una delle regole totem del Movimento. «Dobbiamo aprire una riflessione sulla regola dei due mandati», disse ai microfoni di Radio Citttà del Capo. «Alle Amministrative siamo deboli, a meno che non ci troviamo davanti a Comuni indebitati». Un'uscita che irritò non poco Grillo che in un post mise i puntini sulle i: «Le regole del Movimento 5 stelle si basano sui nostri principi e non sono derogabili. Il limite dei due mandati è una di queste regole». Chiudendo a ogni ipotesi di alleanza. Ora Di Maio apre alle liste «civiche radicate sul territorio» da far votare, queste sì, su Rousseau. Il Cambiamento più che nel governo è ancora una volta nel Movimento.

13 Febbraio Feb 2019 1529 13 febbraio 2019
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