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14 Febbraio Feb 2019 0834 14 febbraio 2019

Secondo Conte questa Ue è al canto del cigno

Il premier dopo "il processo" subito all'europarlamento: «Molti di quelli che mi hanno criticato non verranno rieletti. Il leader del governo sono io, non Salvini o Di Maio».

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«Ho avuto l'impressione che per alcuni parlamentari europei, il discorso di martedì sia stato un po' il canto del cigno», ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera e da Repubblica a proposito delle critiche rivoltegli da vari deputati durante il suo intervento al parlamento Ue.

«Il mio è un governo che esprime il cambiamento in atto in Italia e in Europa. Per questo mi hanno attaccato. Molti di loro sanno che non verranno rieletti. Sono figli di forze con una vecchia ispirazione. Il nuovo vento li spiazza», afferma Conte. «Chi parlava apparteneva alle vecchie famiglie politiche. Anzi, per molti di loro era una sorta di canto del cigno». «Mi hanno descritto come confuso. Ma non è vero. Semmai ero amareggiato, perché è stata persa un'occasione. Potevamo discutere del futuro dell'Unione e invece alcuni parlamentari hanno trasformato l'aula di Strasburgo in un'arena da talk show», prosegue Conte, che parla di attacchi scomposti a cui, dice, «ho risposto pan per focaccia».

«IL LEADER DEL GOVERNO SONO IO, NON DI MAIO O SALVINI»

«Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese. Non potevo accettarlo. E avevo l'obbligo di far notare che io, a differenza di altri, non son un prestanome di qualche comitato d'affari. Che non ho conflitti di interesse», sottolinea. Sul fatto che gli attacchi fossero rivolti a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio, «il leader del governo sono io, più di loro. Io rappresento l'unità e l'azione dell'esecutivo». Il premier nega l'immagine di un'Italia isolata: «Con Angela Merkel il rapporto è eccellente. Con Parigi risolveremo presto. E non siamo mai stati contro l'Ue. Noi lavoriamo semmai a un cambio di rotta, per un'Europa più equa e solidale. Siamo per il cambiamento e le famiglie tradizionali europee si oppongono», dichiara. Sulla Francia, «Il presidente Mattarella come sempre si è mosso molto bene. D'altronde non pensavo che la polemica potesse protrarsi a lungo», osserva Conte, secondo cui «i gilet gialli, per quanto in modo confuso e a volte sbagliato, cercano di interpretare quanto di muovo si sta muovendo nella società francese, che piaccia o no». Quanto al Venezuela, «Noi non appoggiamo Maduro. Chiediamo fin dall'inizio elezioni libere e rapide», rimarca Conte. «Di Battista non ha un ruolo di governo e le sue posizioni non lo rispecchiano».

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