Matteo Salvini San Valentino

Da San Valentino alla povertà: il governo dell'abolizione

Mancava solo la festa degli innamorati. Dalla legge Fornero alla povertà, dalla mafia al valore legale del titolo di studio, tutto ciò che l'esecutivo gialloverde vorrebbe cancellare. 

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Intercettando come sempre il trending topic del momento Matteo Salvini - o, meglio, il suo spin doctor Luca Morisi - non poteva non cavalcare l'hashtag #SanValentino. E lo ha fatto accarezzando la ben nota sindrome da crocerossina. «Un abbraccio a tutte voi amiche, che fate vivere, sognare e crescere questa pagina e l'Italia», scrive sui social il ministro dell'Interno. «San Valentino? Avete ragione voi, probabilmente sarebbe una 'festa' da abolire... vi voglio bene». Due appunti due, prima di continuare, circa il sottotesto del post.

Salvini dà per scontato che San Valentino, i cuoricini, le romanticherie ma anche lo struggimento d'amore siano cose da femmine. Un sentire che però, il Capitano della ggente - essendo uno di noi - capisce, condivide, conosce. Perché sennò rivolgersi esclusivamente alle amiche? In seconda battuta Salvini evidentemente esclude di risvegliare qualche interesse amoroso negli uomini. Vero che i gay sono costretti a vivere nel luogo comune del buon gusto, ma perché escluderlo? Va detto che sono lontani i tempi dei Los Padanos, dove Los stava per Libero Orientamento Sessuale...la "Lega meno Nord" di oggi non solo dice d'averlo duro, ma pure perfettamente eterosessuale e atto alla procreazione. Lo dimostra l'esistenza stessa di Pillon. Salvini, solo e single dopo la rottura con Elisa Isoardi - sì, la stessa che in una sorta di perverso revenge porn ha applaudito alla vittoria di Mahmood - lancia lì un'idea: San Valentino, festa da abolire? E via il televoto, pardon, il fiume di commenti sui social.

Un abbraccio a tutte voi Amiche, che fate vivere, sognare e crescere questa Pagina e l’Italia. San Valentino? Avete ragione voi, probabilmente sarebbe una “festa” da abolire...😉 Vi voglio bene!

Geplaatst door Matteo Salvini op Woensdag 13 februari 2019

DALLA POVERTÀ AL VALORE LEGALE DELLA LAUREA, È FURIA ABOLITRICE

Non stupirebbe a questo punto un post gemello del collega vicepremier Luigi Di Maio, del resto quello gialloverde non è forse un governo fondato sull'abolizione? Salvini ha giocato la campagna elettorale sull'abolizione della Fornero, per esempio. Obiettivo tecnicamente non raggiunto, ma con quota 100 è come se lo fosse. E Di Maio non ha forse abolito la povertà con il reddito di cittadinanza? Meglio di Silvio Berlusconi che ai tempi d'oro annunciò l'intenzione di sconfiggere il cancro. Il segretario leghista il meglio lo ha dato col decreto Sicurezza abolendo non solo la pacchia, ma di fatto la "protezione umanitaria" che porterà nell'irregolarità circa 70 mila persone. A dicembre 2018 andò oltre, promettendo di abolire la criminalità organizzata. «Siamo più forti noi», disse sicuro. «Possono tener duro ancora qualche mese o qualche anno, ma mafia, camorra e 'ndrangheta saranno cancellate dalla faccia di questo splendido Paese, ce la metteremo tutta».

Ma la sua furia abolitrice non conosce limiti. Sempre lo scorso novembre propose di discutere l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Non un'idea nuova, eh. Già cavalcata dal Movimento 5 stelle, a cancellarlo ci aveva provato Carlo Sibilia nella passata legislatura. Anche se la laurea non è più uno status symbol ma semmai uno status di disoccupazione, resta comunque sinonimo di professoroni, élite, Casta e dunque perché non cancellarla con un colpo di spugna populista.

ANCHE IL PARLAMENTO DI STRASBURGO DA ELIMINARE

A proposito di élite e radical chic, il capo politico del M5s ha avuto da ridire anche sul sistema di voto che all'ultimo Sanremo ha consegnato la vittoria a Mahmood. Premiato più dalla giuria d'onore e dai "pennivendoli" che dal televoto, quindi dal popolo. Aboliamolo, dunque. Dal 2020 solo il voto da casa! Magari, verrebbe da scherzare, su Rousseau così da chiudere il cerchio. Zeitgeist, si dirà. Anche la democrazia rappresentativa è destinata a essere superata, ha detto Davide Casaleggio. Il futuro è la democrazia diretta. «Il superamento è inevitabile», disse a luglio 2018 il figlio del cofondatore del M5s e presidente dell'Associazione Rousseau in una intervista alla Verità, «tra qualche lustro è possibile» che il parlamento «non sarà più necessario nemmeno in questa forma». Nel frattempo a proporre di abolire la sede dell'Europarlamento di Strasburgo ci hanno pensato il duo Di Battista-Di Maio arrivato nella città francese con un mini-van in diretta Facebook. Rimanendo agli strascichi del festivalone nazionalpopolare, Salvini è entrato nella polemica sul monologo di Virginia Raffaele colpevole di aver pronunciato la parola Satana per ben cinque volte, appoggiando gli esorcisti. «Non sottovalutiamo il problema delle sette sataniche con tutti i problemi connessi», ha scritto il vicepremier nell'Anno domini 2019, «ascoltiamo con attenzione gli esperti che ci aiutano a combattere il fenomeno». Insomma, il Maligno esiste: aboliamolo!

IL PROBLEMA DELL'OBBLIGO VACCINALE

Abolito - ma non subito, solo con un «percorso graduale» - anche il numero legale per l'ingresso alla facoltà di Medicina. Restando in tema tra gli elettori del Movimento - e non solo - c'è pure chi vorrebbe abolire se non i vaccini, l'obbligo vaccinale. D'accordo a parole anche l'alleato leghista che ha sentenziato sicuro: «Dieci sono inutili». Ma mica è finita: Di Maio a gennaio ha detto di voler abolire pure il pedaggio ai caselli autostradali da sostituire magari con una vignetta come in Svizzera. Chissà se andrà meglio di altre "abolizioni" promesse dal Movimento 5 stelle e poi disattese come l'Ilva e la Tap. Insomma più che del cambiamento, questo è il governo dell'abolizione. Via buonismo, via fondi pubblici all'editoria (o, meglio, quel che ne resta), via la mafia, via la povertà, via le aperture domenicali (con molti punti interrogativi). E adesso è il turno pure di San Valentino. Ma care amiche e amici romantici non temete, alla fine Salvini non farà nulla per un semplice motivo: la cancellazione della Festa degli innamorati non è nel contratto di governo.

14 Febbraio Feb 2019 1810 14 febbraio 2019
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