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Novita Reddito Di Cittadinanza Emendamenti

La vera partita del reddito di cittadinanza si gioca alla Camera

Lega e M5s accelerano per approvare il decretone. Ritirati gli emendamenti più divisivi, restano però molti nodi. E i dossier più caldi si spostano a Montecitorio.

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Dopo una settimana di guerra fredda, soltanto su un punto i leghisti non hanno voluto cedere: gli aggravi burocratici per gli stranieri che accedono al reddito di cittadinanza. Gli extracomunitari con permesso di soggiorno da 10 anni, dei quali due continuativi, dovranno presentare ulteriore documentazione sulla famiglia d’origine e sui beni detenuti nei Paesi di appartenenza.

CORSA PER APPROVARE REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

L'obiettivo della maggioranza ormai è approvare reddito e quota 100 al più presto, anche perché si avvicina la scadenza del 30 marzo. Il testo dovrebbe arrivare lunedì 25 febbraio nell’Aula del Senato. In quest'ottica i due partiti hanno deciso di ritirare gli emendamenti più divisivi (come il divieto di confermare il sussidio più di due volte, il blocco al doppio incentivo per chi assume nel Mezzogiorno o le incompatibilità per il futuro presidente dell’Inps), e soprattutto ne hanno trasformato altri in ordini del giorno per trasferire a Montecitorio la patata bollente, la soluzione dei nodi ancora scoperti.

LA PATATA BOLLENTE PASSA ALLA CAMERA

In questa chiave - complice anche l’accordo sulla presidenza dell’Inps - è tornata tra M5s e Lega la pace in commissione Lavoro di Palazzo Madama, bloccata per quasi tutta la scorsa settimana. Ormai nel consesso si va avanti spediti per chiudere la discussione su centinaia di emendamenti e si procede con lievi correzioni al testo: dall'estensione delle maxisanzioni a chi sfrutta in nero dei beneficiari del reddito di cittadinanza alla revoca ai condannati per mafia o terrorismo fino allo stop agli incentivi per i datori di lavoro non in regola con le quote di assunzioni obbligatorie riservate ai disabili. I problemi però sono destinati a ripresentarsi presto. Sono attesi nel passaggio alla Camera gli emendamenti del governo, che ha non poche correzioni da fare sui due provvedimenti welfaristici. E sono modifiche che spesso costano, mentre il Mef ha ribadito che le risorse per il pacchetto non possono aumentare.

I PUNTI CALDI: DALL'ASSEGNO DI RICOLLOCAMENTO AL TFS PER GLI STATALI

Sul fronte del reddito, per esempio, bisogna superare i paletti all’assegno di ricollocamento, che stando al testo del decretone va soltanto ai disoccupati iscritti ai centri per l’impiego. Si devono sciogliere le sovrapposizioni tra pensione di cittadinanza e indennità previdenziali già previste. Va ridefinito il ruolo dei Comuni sia nei controlli contro gli abusi sia nell’assistenza ai più bisognosi. Sul versante di quota 100 occorre aumentare la quota di Tfs per gli statali da anticipare con un prestito garantito dallo Stato o allargare a chi ha più di 45 anni il riscatto agevolato della laurea.

I DESIDERATA DI LEGA E M5S

Poi ci sono i desiderata di Lega e cinque stelle che soltanto per quieto vivere sono stati frenati in attesa di tempi migliori. Richieste, anche queste, costose. Toccherà alla Camera tornare su nodi molto delicati come la definizione delle risorse (tra i 300 e i 400 milioni di euro) per alzare reddito e pensione di cittadinanza alle famiglie con disabili. Sempre da discutere sono le variazioni alle cosiddette scale d’equivalenza per alzare i sussidi ai nuclei più numerosi o con figli studenti fuori sede, l’estensione delle tariffe agevolate anche alle bollette dell’acqua, i tagli al sussidio per chi ha debiti fiscali con i Comuni, le condizioni agevolate per le lavoratrici che accedono al pensionamento anticipato con quota donna. Senza contare che - parallelamente - vanno firmate le convenzioni con le Regioni, senza le quali non è possibile assumere i Navigator o rilanciare i centri per l'impiego oppure l'intesa con i Caf che chiedono 30 milioni di euro in più per accettare le domande di iscrizione al reddito di cittadinanza.

21 Febbraio Feb 2019 1523 21 febbraio 2019
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