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Le cose da sapere sulla carcerazione di Roberto Formigoni

L'ex governatore lombardo è entrato nella prigione di Bollate. La difesa chiede i domiciliari. Procura ha detto no nonostante i 71 anni del Celeste. Perché la legge Spazzacorrotti ha tolto i benefici legati all'età.

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Sono lontani i tempi delle giacche sgargianti. Cappotto scuro, seduto sui sedili posteriori di una Bmw Gt colore grigio metallizzato, Roberto Formigoni si è presentato al carcere di Bollate, a Milano, poco dopo le 10 di venerdì 22 febbraio 2019. Lì deve scontare la condanna a cinque anni e 10 mesi che gli è stata inflitta dalla Cassazione giovedì 21 febbraio per la vicenda Maugeri-San Raffaele, dove era accusato di corruzione.

L'ITER: PERQUISIZIONE, VISITA MEDICA E COLLOQUIO CON GLI EDUCATORI

L'ex presidente di centrodestra della Regione Lombardia è stato accompagnato in auto dal suo legale. Nella Casa circondariale di Bollate ha dovuto subito fare i conti con le formalità di ogni nuovo detenuto. Prima la ricezione all'Ufficio matricola, poi la perquisizione ai suoi effetti personali (che saranno custoditi), una visita medica generale e i colloqui con gli educatori. Una procedura terminata prima delle 12. Il carcere di Bollate è uno dei più moderni d'Italia ed è lo storico capofila di svariati progetti per il recupero dei detenuti. È diretto ad interim da Cosima Buccoliero.

AGLI OPERATORI È APPARSO SERENO E TRANQUILLO

Formigoni è apparso «sereno» e «tranquillo» agli operatori del carcere con i quali ha sostenuto una serie di colloqui, tra cui quello con un educatore incaricato di capire se, in base alle condizioni psicologiche, ci siano misure particolari da adottare per tutelare la sua salute. Da quanto è trapelato sono in corso le valutazioni per stabilire quale sia la cella idonea a ospitarlo considerando la compatibilità con i compagni con cui dovrà dividere uno spazio ristretto.

  • L'arrivo di Roberto Formigoni nel carcere di Bollate.

LA RICHIESTA DELLA DIFESA: DETENZIONE AI DOMICILIARI

Ma è giusto che Formigoni sia finito dietro le sbarre? La sua difesa ha depositato una istanza per ottenere la detenzione domiciliare. La richiesta è stata presentata dall'avvocato Mario Brusa, storico difensore del Celeste, al sostituto procuratore generale di Milano Antonio Lamamma. Il problema è che la procura è pronta a dare parere negativo. E c'è un motivo preciso.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il premier Giuseppe Conte e il suo vice Luigi Di Maio durante la presentazione del ddl Spazzacorrotti diventato legge.

LA LEGGE SPAZZACORROTTI: VIA I BENEFICI LEGATI ALL'ETÀ

Per gli avvocati difensori l'ex governatore deve poter scontare la pena a casa in quanto ha più di 70 anni. Negli uffici giudiziari, però, si fa notare che il reato di corruzione, in base alle norme della legge cosiddetta Spazzacorrotti varata a dicembre 2018 dal governo gialloverde, esclude le misure alternative al carcere. Formigoni non può quindi godere più dei benefici legati all'età che gli avrebbero consentito altrimenti di evitare la cella. Sull'istanza comunque la decisione spetta alla Corte d'Appello.

IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA? È LO STESSO CHE LO HA CONDANNATO

Il magistrato di Sorveglianza chiamato a occuparsi della questione Formigoni è Gaetano La Rocca, lo stesso giudice che ha presieduto il collegio che ha condannato il Celeste in primo grado. Era il presidente della decima sezione penale del tribunale che il 22 dicembre 2016 emise la sentenza. Secondo la legge non è incompatibile con il "suo" condannato. Ma sulla richiesta dei domiciliari l'ultima parola spetta alla Corte d'appello.

LA PROCURA HA GIÀ RESPINTO LA RICHIESTA

Il 25 febbraio Il sostituto procuratore generale di Milano Antonio Lamanna ha respinto la richiesta di sospensione dell'ordine di carcerazione emesso venerdì 23 febbraio nei confronti di Formigoni in seguito alla condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi per il caso Maugeri-San Raffaele. Il procuratore generale contestualmente ha trasmesso il provvedimento di rigetto dell'istanza di detenzione domiciliare della difesa alla Corte d'appello affinché, tramite un incidente di esecuzione, si esprima sulla richiesta avanzata dai legali dell'ex governatore della Lombardia.

BERLUSCONI: «È STATO IL MIGLIOR GOVERNATORE DI TUTTI»

Nei confronti di Formigoni sono arrivate diverse parole di solidarietà. In primis quelle del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, a Cagliari per la giornata conclusiva della sua campagna elettorale per il voto in Sardegna: «Formigoni è stato il miglior governatore in assoluto di tutte le Regioni italiane». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni, del Movimento 5 stelle, non si è fatto minimamente intenerire: «Formigoni è solo il primo di tanti che verranno colpiti dalla legge Spazzacorrotti voluta dal M5s. Niente più favori per i colletti bianchi e la politica, se sei un corrotto o un corruttore finisci dritto in carcere e ci rimani. Punto. Altro che servizi sociali come avvenuto per qualcuno in un recente passato...».

Aggiornato il 25 febbraio 2019 22 Febbraio Feb 2019 1215 22 febbraio 2019
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