Regionali 2019
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Maieli Partito Sardo Azione Protesta Pastori Sardi

L'eletto col Psd'Az dipendente del caseificio delle proteste

Il neo-consigliere sardo del Partito sardo d'Azione Piero Maieli lavora da Pinna, centro della battaglia del latte e storicamente associato al centrosinistra e a Renzi. 

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Tra i neoletti consiglieri regionali della Sardegna c'è un professionista con esperienza bifronte sulla vertenza del momento: quella sul prezzo del latte. Si tratta di Piero Maieli, 42 anni, eletto nella circoscrizione di Sassari tra le fila del Partito sardo d'Azione alleato della Lega: arriva a Cagliari con un tesoretto di 1.674 voti. Da 11 anni Maieli è un veterinario dipendente del caseificio dei fratelli Pinna, a Thiesi, nel Sassarese. È una delle aziende più importanti dell'Isola in cui si produce anche pecorino romano Dop ed è stato uno dei luoghi caldi della protesta degli allevatori con episodi di vandalismo. Il presidio era attivo anche il giorno del voto ed è lì che sarebbe dovuto arrivare il latte delle autocisterne intercettate nei giorni scorsi da malviventi armati.

MAIELI CONSULENTE DI PINNA ED ELETTO CON IL PSD'AZ

Quello di Maieli è un ruolo importante: responsabile per le attività di controllo della qualità e sanità animale. Non un posto in ufficio ma un continuo contatto con i produttori nelle campagne. Una sorta di consulente-consigliere che gira per gli ovili anche su richiesta. «Tra l'altro», precisa Maieli al telefono a Lettera43.it, «in forma totalmente gratuita per gli assistiti, visto che mi paga l'azienda: un caso più unico che raro nel settore, mi creda». Un posto organico che accompagna alla libera professione e al lavoro per le aziende di famiglia, sempre in ambito zootecnico: sedici anni di esperienza dopo la laurea a Sassari tra Ploaghe – dove vive – e altri centri vicini.

Matteo Renzi in visita al caseificio Pinna nel 2017.

I PINNA CON MATTEO RENZI

Sarà riuscito a intercettare più il voto ballerino dei pastori o quello dei cosiddetti industriali, i trasformatori? Ai Pinna per cui lavora viene spesso contestato sui social l'acquisto di latte non sardo per i loro prodotti. Accusa sempre negata con forza con dure note stampa e minacce di querela. Non solo. Tra le immagini virali che circolano in Rete c'è quella della visita dell'ex premier Matteo Renzi allo stabilimento a dicembre 2017: non un selfie con i proprietari ma una foto comunque divertente che nei giorni pre voto è diventata un meme nei gruppi Facebook per contrastare il voto a sinistra. Associato tra l'altro ai trasformatori e in continguità anche con la Giunta uscente di centrosinistra, guidata dal professore universitario Francesco Pigliaru (anche lui sassarese).

L'IMPEGNO NELLA VERTENZA SUL PREZZO DEL LATTE

Da tempo comunque il caseificio di Thiesi ha delocalizzato una parte della produzione in Romania. Vanta la produzione di 100 mila quintali di formaggi e ricotte e realizza – secondo le informazioni del sito aziendale – 65 milioni di fatturato all'anno (grazie pure alla grande distribuzione a ell'export). Maieli in questo contesto si considera un osservatore privilegiato più che un esperto. Anche se ha ben due specializzazioni sul latte di pecora. Lui dipendente dei Pinna, sarà presto utile al neo presidente del centrodestra – Christian Solinas, l'uomo di Salvini in terra sarda – che appena insediato ha citato subito la vertenza in stallo sul prezzo. «Si arriverà a una soluzione», sostiene Maieli, «il clima è avvelenato per via di alcune mele marce». Il neo consigliere si dice comunque fiducioso. Intanto il prezzo proposto resta lontano dall'euro chiesto: a 72 centesimi, Iva inclusa. Non di più. Il sunto e la ricetta sono gli stessi: sovraproduzione, abbassamento prezzi a cascata, ritiro giacenze con soldi pubblici (i 50 milioni di euro da governo e regione). Ma intanto chi conferisce il latte, e la gran parte, conferma anche il consigliere-veterinario con fonti dirette, lo fa – e lo farà ancora per molto tempo - a 55 centesimi al litro. Ovvero sottocosto.

28 Febbraio Feb 2019 0831 28 febbraio 2019
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