Europee 2019
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Roberto Maroni Contro Salvini Berlusconi
Politica
5 Marzo Mar 2019 2143 05 marzo 2019

Il progetto di Maroni per una Lega nordista frenato da Salvini

Per l'ex presidente della Regione Lombardia si va verso un conflitto tra sovranisti e autonomisti. Per questo sta lavorando per un Carroccio del Nord sul modello della Csu bavarese. 

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Il nome di Bobo Maroni, alla fine, non c'è. Matteo Salvini ha annunciato ai fedelissimi la cinquina dei pezzi da novanta nella circoscrizione Nord-Ovest per stravincere alle prossime Europee: capolista chiaramente il Capitano, poi - nell'ordine - l'europarlamentare Angelo Ciocca convinto di prendere almeno 60mila preferenze, l'ex azzurra Silvia Sardone (11mila voti soltanto tra Milano e provincia alle ex regionali), Oscar Lancini, ex sindaco di Adro, nel bresciano, assurto alle cronache nazionali per aver vietato ai bambini del scuole del suo Paese di sedersi a mensa, se i genitori non avessero pagato la retta, in ultima Laura Molteni, consigliera a Palazzo Marino. Ma fino a qualche giorno fa, nel Carroccio, in molti erano convinti che nella stessa cinquina ci sarebbe stato l'ex segretario della Lega ed ex governatore della Lombardia.

GIORGETTI HA BLOCCATO L'IPOTESTI DI MARONI A STRASBURGO

L'interessato smentisce di aver chiesto posti in lista, ma da via Bellerio spiegano che Salvini avrebbe studiato l'ipotesi di portarlo all'Europarlamento di Strasburgo. Ipotesi bloccata soprattutto da un altro pezzo da novanta della Lega, come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. La tentazione, al Capitano, era venuta per motivi di natura prettamente tattica. Tra lui e Maroni i rapporti sono molto tesi. I due si sentono spesso, con l'ex ministro di Interni e Lavoro che non gli risparmia consigli sia sulla gestione del partito sia sulla strategia dei Cinquestelle: per esempio, ultimamente. gli avrebbe suggerito di proporre a Di Maio una legge elettorale nazionale sul modello dei sindaci, che permetterebbe ai grillini di aprirsi più facilmente al territorio come prevede il nuovo corso dimaiano. Soprattutto l'ex governatore della Lombardia, dalle colonne di Repubblica, avrebbe lanciato la proposta di affiancare alla Lega sovranista e nazionale del Capo, un movimento più nordista e autonomista.

L'IDEA DI MARONI: UNA LEGA NORDISTA SUL MODELLO DELLA CSU BAVARESE

Racconta chi lo conosce, che Maroni starebbe pensando a un'articolazione della Lega sul modello di quello che è la Csu bavarese nell'ambito della Cdu tedesca. Una realtà da fare all'interno della Lega e non contro la Lega. «Il futuro», ha spiegato ai suoi fedelissimi,«è che in futuro la dialettica politica sarà tra sovranisti e autonomisti. Di conseguenza c'è il rischio che il Carroccio perda molti voti al Nord, se Salvini continua a seguire i Cinquestelle e il progetto di autonomia differenziata non va in porto». Questa idea Maroni l'ha proposta per primo allo stesso Salvini, che avrebbe frenato il suo predecessore alla segreteria di via Bellerio, ma non l'avrebbe bocciata. Il Capitano ha spiegato ai suoi che - con le Europee alle porte - non ci sono i tempi tecnici per realizzarla, ma che potrebbe tornare utile qualora il governo cadesse e montasse il malcontento al Nord, dove le imprese vorrebbero più fondi per le opere pubbliche e meno sussidi contro la povertà come il reddito di cittadinanza e dove i governatori (da Attilio Fontana a Luca Zaia) temono di non portare a casa un'autonomia che avevano già data per certa a i loro elettori. A fine anno si vota in Emilia Romagna e la Csu nordista di Maroni potrebbe drenare voti in una regione storicamente rossa. Almeno questo spera l'ex ministro degli Interni, che ufficialmente dice di non volere più fare politica. Ma dello stesso progetto Maroni avrebbe parlato anche con Silvio Berlusconi e i governatori del Nord, i quali aspettano di capire se Salvini davvero ha deciso di chiudere con il centrodestra e continuare anche in futuro sull'asse sovranista con i Cinquestelle. In ottica contraria, con il ritorno del Capitano alle origini, sia l'ex Cavaliere sia gli esponenti istituzionali più in vista del Carroccio potrebbero spingere per una lista che metta assieme autonomisti e riformisti del Nord, stanchi delle posizioni più intransigenti del Capo.

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