Spesa Italia Nato Trenta

La Nato ha chiesto all'Italia di spendere di più per l'Alleanza

Il ministro della Difesa Trenta vorrebbe cambiare i sistemi di calcolo per la spesa considerando anche il contributo alle missioni. Il segretario Stoltenberg: «Roma spenda di più».

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«Elogio l'Italia per i contributi alle missioni, ma deve spendere di più», ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg in vista della pubblicazione della relazione annuale della spesa dei Paesi dell'Alleanza il 14 marzo, ad un gruppo di giornalisti. Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha più volte sollecitato la Nato «ad una valutazione complessiva» della «condivisione del peso (burden sharing)» tra gli Alleati, tenendo conto dell'alto contributo dell'Italia alle missioni. Nel 2018 Roma ha contribuito con 21,1 miliardi di euro (l'1,15% del suo Pil) al bilancio della Nato. Le regole dell'Alleanza Atlantica prevedono che ogni Paese membro contribuisca con il 2% del Pil.

«Mi aspetto che l'Italia faccia di più. Ha iniziato a muoversi nella giusta direzione, ma ha ancora molta strada da fare», ha detto Stoltenberg. «L'equa suddivisione del peso Nato prevede tre voci: spesa (del 2% del Pil), capacità, e contributi alle missioni. Tutte e tre le voci sono importanti, tutte e tre vengono valutate, e su tutte e tre sollecitiamo i Paesi a dare risultati. Il fatto di rispettare una di queste voci non giustifica la mancanza di rispetto di un'altra. Occorre rispettarle tutte e tre: soldi, capacità e contributi alle operazioni, che in qualche modo le tre sono collegate tra loro», spiega Stoltenberg.

«IL METODO DI CALCOLO DEV'ESSERE CONDIVISO»

«Abbiamo concordato un modo standard per calcolare la spesa per la difesa dei Paesi della Nato» ponendo l'obiettivo del 2% «e credo ci si debba attenere a questi criteri, perché occorre poter fare confronti tra la spesa degli Stati. Le modifiche» a questo calcolo «dipendono da una decisione politica che deve essere concordata da tutti e 29 gli alleati».

5 Marzo Mar 2019 1030 05 marzo 2019
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