Flash Mob Madamin Torino Si Tav Chi Sono Chiamparino

Il nuovo flash mob delle madamin per dire sì alla Tav

Sabato 9 marzo oltre un migliaio di persone in piazza a Torino davanti a Palazzo Carignano. Chiamparino: «O partono i bandi o il governo vada a casa». Il 17 marzo altra grande manifestazione.

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Di nuovo in piazza a Torino per dire sì alla Tav. Le madamin - appellativo piemontese con cui vengono chiamate le giovani donne in famiglia e nome che si sono date sette signore pro Tav, cioè l'informatica Giovanna Giordano (che ha creato il brand del comitato color arancione e un gruppo Facebook), Simonetta Carbone, esperta in pubbliche relazioni, Adele Olivero, avvocata, Donatella Cinzano, creativa pubblicitaria, Patrizia Ghiazza, cacciatrice di teste, Roberta Dri, art director, Roberta Castellina, architetta - hanno organizzato un altro flash mob per la giornata di sabato 9 marzo 2019, questa volta davanti a Palazzo Carignano, sede del parlamento subalpino da cui Cavour fece partire il progetto per il tunnel del Frejus. «Siamo pronte, vista la situazione di stallo, a fare sentire la voce dei cittadini che dicono sì alla Tav subito», hanno spiegato le madamin, che avevano già organizzato un evento in piazza Castello il 12 gennaio; risale al 10 novembre 2018 invece la prima manifestazione che portò in piazza oltre 30 mila persone. Le madamin avevano anche scritto un appello all'azienda incaricata di costruire l'opera. «Torniamo in piazza, dietro alla forte richiesta della comunità di Facebook. Di fronte alla continua indecisione del governo noi diciamo sì Tav subito», hanno detto le madamin in piazza. Alla fine sono stati oltre un migliaio i partecipanti, con loro numerosi esponenti politici del centrosinistra e di +Europa. Per le imprese presenti tra gli altri i presidenti di Amma e Unione industriale, Giorgio Marsiaj, e Dario Gallina.

«LO SCONTRO IN ATTO NEL GOVERNO È ANCHE MERITO NOSTRO»

ll 9 marzo era presente anche l'associazione sì Tav sì Lavoro di Mino Giachino, per ribadire il proprio sostegno al progetto ferroviario di Alta velocità Torino-Lione. «Lo scontro in atto nel governo è il frutto più importante delle manifestazioni sì Tav che abbiamo organizzato a novembre e a gennaio a Torino», ha detto Giachino, che poi in piazza ha risposto al presidente della Camera Roberto Fico che spiegava come il no alla Tav fosse una battaglia identitaria dei cinque stelle: «L'identità di una forza minoritaria non può bloccare economia e lavoro. Il presidente Fico si preoccupi di fare applicare la legge dello Stato che ha approvato la Tav o indica un referendum. Intanto si sblocchino i bandi degli appalti della Telt».

Le madamin.
Ansa

IN PREPARAZIONE UN GRANDE CORTEO DOMENICA 17 MARZO

Le mandamin hanno spiegato che il flash mob è solo «un assaggio»: in programma c'è già una nuova grande manifestazione il domenica 17 marzo, in piazza Castello. Intanto anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, su Facebook ha aderito all'iniziativa: «Di fronte all'indecente sceneggiata del governo Conte-Di Maio-Salvini sulla Tav, le madamin hanno organizzato un flash mob per dire sì alla Tav subito. Bene, ci sarò e spero di incontrarvi in tanti».

Oltre un migliaio di partecipanti al flash mob delle madamin sabato 9 marzo 2019 a Torino per dire sì alla Tav.
Ansa

CHIAMPARINO: «SE I BANDI NON PARTONO IL GOVERNO VADA A CASA»

Chiamparino a margine del flash mob ha poi detto: «Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa». Secondo il governatore la lettera di Palazzo Chigi invita la Telt, la società italo-francese chiamata a deliberare sui bandi lunedì, «a non fare i capitolati d'appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì. È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d'interesse, sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati, una roba da Repubblica delle banane».

9 Marzo Mar 2019 1100 09 marzo 2019
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