Nicola Zingaretti Che Tempo Che Fa Fazio

Cosa ha detto Nicola Zingaretti da Fazio a Che tempo che fa

Presente e futuro del Partito democratico, alta velocità, Lega e Movimento 5 stelle. Questi alcuni dei punti toccati dal neo segretario dem durante la trasmissione di Rai Uno.

  • ...

Reduce dalla vittoria alle Primarie del Partito democratico del 3 marzo, Nicola Zingaretti è stato uno degli ospiti della puntata di domenica 10 marzo di Che tempo che fa su Rai Uno. Il dem, incalzato anche dalle domande di Fabio Fazio, ha parlato - tra le altrte cose - dell'attuale governo a guida Lega-M5s, di politica internazionale e del Pd che verrà. «Vorrei cambiare la sede nazionale: spostarla da via del Nazareno e poi costruire sedi con co-working delle idee per ragazzi e ragazze, che ci dicano 'state sbagliando, dobbiamo cambiare posizione'», ha spiegato spiazando conduttore e pubblico. Tanto che al rientro dalla pubblicità Fazio ha scherzato: «Il suo annuncio ha già fatto sobbalzare gli altri vertici del partito».

IL PARTITO DEMOCRATICO CHE VERRÀ

Il sogno nel cassetto di Zingaretti resta comunque molto concreto: «Mi candido a riproporre un nuovo bipolarismo tra il centrodestra e un nuovo centrosinistra che non c'é». Poi il leitmotiv che ha caratterizzato l'intera campagna delle primarie da parte di tutti e tre i candidati: «Cambiare e unità sono le parole d'ordine, il nostro popolo era stanco di illusioni e litigi. Ho molta fiducia in questo, ma spalancherò comunque porte e finestre per costruire un partito completamente diverso». Chiodo fisso di Zingaretti sono però le sedi che, per il nuovo segretario, devono «essere aperte, se dobbiamo tornare dalle persone dobbiamo dare dei segnali chiari. Non bisogna sempre dire venite, dobbiamo andare noi da loro». In questo senso spiragli anche per nuove possibili alleanze nonostante «abbiamo una brutta storia di ministri che facevano cortei contro governi di cui facevano parte, ma l'alternativa non può essere la torre d'avorio».

PER ZINGARETTI LA LEGA HA AVVELENATO LA POLITICA

«Credo sia finito il leaderismo. E come è finito il periodo del capo deve farlo anche quello del cattivismo. Ovvero dello sfogo e della ricerca del capro espiatorio», ha spiegato ancora Zingaretti facendo chiaro riferimento alla Lega di Matteo Salvini. Per poi aggiungere: «Dobbiamo invece guardare in faccia i problemi delle persone e dimostrare che diamo soluzioni migliori rispetto a loro». Il segretario ha sostenuto infatti che «per eleminare le paure si è fatta l'offerta dell'odio, bisogna cercare invece soluzioni per stare meglio e io credo sia possibile». Un nuovo attacco al ministro dell'Interno non è però tardato ad arrviare: «Abbiamo totalmente sottovalutato quanto le democrazie non possono sopravvivere a tassi di diseguaglianza così alti, non avremmo mai dovuto accettare che un direttore di azienda guadagni 200 volte un suo operaio. Il problema è perché le idee velleitarie di Salvini conquistano tanti consensi: ma lui non produce ricchezza e giustizia, dovremo farlo noi», ha aggiunto.

LEGA, M5S E TAV

Ma quando Fazio gli ha chiesto se il governo sia davvero a rischio crisi a causa dell'alta velocità Zingaretti ha spiegato di non sapere se «terrà. Stanno facendo pagare un prezzo enorme al Paese. Penso comunque che non cadrà sulla Tav, perché hanno fatto pagare agli italiani un prezzo ignobile e sono sembrati degli azzeccagarbugli». Ma l'alta velocità, alla fine, si «farà perché il vero capo del governo si chiama Matteo Salvini, ma è iniziato con una nostra enorme figuraccia» come governo italiano.

10 Marzo Mar 2019 2101 10 marzo 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso