Sblocca Cantieri Governo Conte

Il tour dei cantieri da sbloccare secondo il premier Conte

Decreto in arrivo al prossimo Consiglio dei ministri. E verifiche in tutta Italia assieme al ministro Toninelli: si parte dalla Sicilia. A Verona il taglio della prima lamiera per il nuovo ponte di Genova.

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Dopo lo scontro tra Lega e M5s sulla Tav Torino-Lione, il premier Giuseppe Conte ha scritto su Facebook che oggi, lunedì 11 marzo, annuncerà «le prime tappe del tour sui cantieri delle infrastrutture che sbloccheremo per far ripartire il Paese». Il premier è arrivato a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, per inaugurare lo stabilimento Fincantieri Infrastructure. E in sua presenza è stato effettuato il taglio della prima lamiera destinata alla costruzione del nuovo ponte di Genova, dopo il crollo del viadotto Morandi. Conte, nel corso di un successivo punto stampa, ha spiegato che «al prossimo Consiglio dei ministri presenteremo un decreto per sbloccare i cantieri, il lavoro preparatorio è quasi ultimato». Mentre il tour di verifiche partirà dalla Sicilia, dove il 28 aprile ci sono le elezioni amministrative: «Il 12 marzo sarò lì con il ministro Danilo Toninelli a sbloccare un cantiere che nella mia opinione è altrettanto strategico, e in quella degli esperti più strategico, della Tav: la statale Agrigento-Caltanissetta. Capisco che l'opinione pubblica sia tutta concentrata sulla Tav, ma l'Italia ha bisogno di investimenti e non esiste solo quella». I comuni siciliani al voto sono 34. Fra questi c'è anche Caltanissetta, capoluogo di provincia.

Alcune brevi dichiarazioni alla stampa

Geplaatst door Giuseppe Conte op Maandag 11 maart 2019

Il premier ha inoltre promesso che il nuovo ponte di Genova «verrà consegnato nei tempi previsti» e ha definito Fincantieri «una vera eccellenza italiana di cui il governo è orgoglioso». Toninelli gli ha fatto eco: «Il decisore pubblico deve verificare che quanto promesso sulla carta corrisponda a verità. Ci impegneremo, io e il presidente Conte, a visitare tanti cantieri. Siamo persone concrete e in questo Paese, soprattutto al Sud, non si può vivere normalmente e non si può fare impresa senza infrastrutture». Il premier ha riassunto così la posizione dell'esecutivo sugli appalti: «Dobbiamo avviare opere nuove, ma che servano veramente all'Italia e agli interessi dei cittadini. Con il ministro Toninelli gireremo i cantieri non per photo-opportunities, ma per mappare il Paese e verificare le criticità».

Taglio del nastro e punto stampa

Geplaatst door Giuseppe Conte op Maandag 11 maart 2019

IN ITALIA OLTRE 600 CANTIERI FERMI SECONDO I DATI DELLA CISL

Di cantieri da sbloccare aveva parlato anche il vicepremier Matteo Salvini, con toni ultimativi: «Conto che il premier porti a giorni, non a mesi, il decreto sblocca cantieri e il nuovo codice degli appalti». Secondo il leader della Lega il provvedimento è urgente e deve imboccare la corsia preferenziale riservata ai decreti legge, come confermato poi da Conte. «Ci sono almeno 300 cantieri fermi da anni e sbloccarli è un'emergenza nazionale», aveva puntualizzato Salvini. E anche l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, si era detto favorevole: «Le infrastruttture in Italia le dobbiamo fare, grandi, medie e piccole». Intanto, da un'analisi del sindacato Filca-Cisl che riunisce i lavoratori delle costruzioni, è emerso che in Italia ci sono opere pubbliche potenziali per un valore di 36 miliardi di euro. Appalti che potrebbero avere importanti ritorni su crescita e occupazione, ma i cantieri fermi secondo il sindacato sono più di 600. La Tav, per il segretario generale Franco Turri, rientra in questo quadro ed è «fondamentale per avvicinare il Paese all'Europa. Chiamarla Torino-Lione è riduttivo, sarebbe più corretto definirla Milano-Parigi». Negli anni della crisi il settore delle costruzioni ha sofferto in maniera particolare. Sono state chiuse 120 mila aziende e sono stati persi 620 mila posti di lavoro. Tanto che il peso del comparto sul Pil è scivolato all'8% dall'11,5% rilevato nel 2008.

L'AVVERTIMENTO DELL'EUROPA SUI FINANZIAMENTI PER LA TORINO-LIONE

Sul futuro della Tav è tornata anche la Commissione europea, che tramite un portavoce ha avvertito: «La pubblicazione degli avis de marché è un primo passo necessario», ma «altri ne serviranno» per scongiurare il rischio di perdere i fondi stanziati da Bruxelles. Conte, però, tiene il punto. E rispondendo al sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti, che ha ricordato l'esistenza di trattati internazionali già conclusi sulla linea ferroviaria, ha chiosato: «Giorgetti non ha detto nulla di più e nulla di meno. Ci sono dei trattati che sono stati conclusi, altrimenti non ci troveremmo a parlare di Tav e avremmo messo da parte questa infrastruttura che alla luce degli studi e di tutte le verifiche fatte è poco conveniente per gli interessi dell'Italia».

11 Marzo Mar 2019 1020 11 marzo 2019
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