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Lo scambio tra Lega e M5s sulla Tav

Salvini ottiene il via libera alle altre opere care al Nord: la Brescia-Padova, la Pedemontana veneta e il tunnel del Brennero. E un riequilibrio nella Commissione guidata da Ponti.

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Il via libera prima alle altre opere del Nord bloccate dalla mannaia della relazione costi benefici e l'impegno a non lasciare al professor Marco Ponti il "controllo" sulla commissione che valuta l'economicità delle infrastrutture per il Mit. Sarebbero queste le contropartite che la Lega ha ottenuto, dopo l'accordo sulla Tav in maggioranza. Matteo Salvini non accetta di passare per sconfitto e i primi sondaggi sembrano dargli ragione. Non a caso sottolinea, dopo il consiglio federale del suo partito, che «il Cda di Telt (la società italofrancese deputata a costruire l'infrastruttura) ha approvato all'unanimità i bandi della futura ferrovia. C'è stata una scelta chiara e unanime». Per poi, forse nel tentativo di abbassare la pressione con gli alleati, aggiungere: «La Tav è una delle tante opere pubbliche, in Italia ci sono 300 cantieri da riaprire, contiamo che nell'arco di qualche giorno ci sia un decreto urgente sblocca cantieri, si deve rivedere il malefico codice degli appalti».

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SEMAFORO VERDE ALLA BRESCIA-PADOVA, PEDEMONTANA VENETA E BRENNERO

Ma il leader della Lega non ha imposto al premier Giuseppe Conte e agli alleati dei Cinquestelle un'accelerazione sul decreto che deve iniziare a modificare il codice degli appalti, facilitando le assegnazioni delle infrastrutture sotto bando pubblico e rallentare i ricorsi. Salvini ha chiesto a Luigi Di Maio e avrebbe ottenuto lo sblocco di tutte le opere nel Nord Italia, che sono congelate in attesa dell'esito della valutazione dei costi e benefici. Prima delle Europee il ministero delle Infrastrutture, guidato da Danilo Toninelli, deve dare innanzitutto il via libera alla tratta dell'alta velocità tra Brescia a Padova, che vale 7,7 miliardi di euro. La relazione di Ponti e dei suoi tecnici è già sul tavolo del ministro e il suo esito sarebbe negativo. Ma al Carroccio la cosa interessa poco, anche perché prima delle Europee vuole lo sblocco alla Pedemontana Veneta (2,3 miliardi di euro il valore) e al tunnel del Brennero.

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LA COMMISSIONE DI PONTI SARÀ RIEQUILIBRATA

Parallelamente sempre via Bellerio ha chiesto di rivedere la composizione della commissione che per la struttura di missione del Mit valuta le opere. Non solo Ponti e i cinque tecnici a lui vicini, ma un consesso aperto ad altri esperti. Ufficialmente per velocizzare i tempi, in realtà per riequilibrare un consesso dove i componenti sono storicamente critici verso le modalità con le quali sono state progettate le grandi opere italiane. Sul fronte politico Salvini - pur stanco delle uscite dei Cinquestelle - ha chiesto ai suoi di frenare critiche e attacchi politici. Non vuole marcare più di tanto la questione per evitare di indebolire il governo e perdere consensi verso le Europee. E questa strategia sta pagando, come dimostrano i sondaggi. Una rilevazione della Swg per il Tg La7 dà il Carroccio al 33,7 per cento, in crescita di 3 decimali, e i grillini al 21,85, in calo dello stesso valore. Nicola Piepoli, secondo il quale Salvini non supera il 30 per cento e il M5S al 25, fa notare che «gli elettori italiani hanno già metabolizzato l'argomento Tav. Il problema sarà tra sei mesi e allora la politica dovrà uscire allo scoperto e "svelare" se intende l'opera solo con una valenza nazionale oppure internazionale».

11 Marzo Mar 2019 2029 11 marzo 2019
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