Telt Tav Alta Velocità Procedura

Sulla Tav l'Italia si arrocca ma intanto la Francia tira dritto

Il M5s chiude all'opera. Però la società italo-francese Telt, responsabile dei lavori della Torino-Lione, come da accordi ha dato il via libera alla procedura sulle candidature. Iter che si può bloccare senza oneri.

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Eppur la Francia tira dritto. Sempre e comunque senza strappi, nei limiti delle procedure previste. Ma intanto al di là delle Alpi l'iter sulla Tav procede. Una situazione che stride con l'arroccamento italiano sulla posizione del "no" alla grande opera ferroviaria. Mentre infatti il governo gialloverde (con voci più gialle che verdi in questo caso) continua a ripetere che la linea Torino-Lione «evidentemente non si farà» - parole fataliste del sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano -, qualcosa si è mosso. Il consiglio d'amministrazione di Telt - acronimo di Tunnel Euralpin Lyon Turin, società italo-francese responsabile della realizzazione del progetto - in una video conferenza tra Roma e Parigi ha dato via libera all'unanimità alla pubblicazione degli "avis de marchés", e cioè gli inviti a presentare candidatura relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base della Torino-Lione. Tutti i 10 consiglieri aventi diritto di voto si sono espressi a favore alla presenza del rappresentante dell'Unione europea. Nulla di compromettente: la famosa "clausola di dissolvenza" frutto della mediazione del premier Giuseppe Conte prevede l'esplicitazione della «facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura in ogni sua fase». Telt lo ha confermato in una norma, ribadendo «l'impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all'invio dei capitolati di gara alle imprese». Si tratta del "cavillo" giuridico-lessicale che aveva fatto esultare sia Lega sia Movimento 5 stelle: lunedì 11 invece solo Matteo Salvini ha salutato con soddisfazione l'ok del cda. Fonti grilline interpellate dall'Ansa hanno commentato laconicamente: «Appare evidente che i bandi sono stati rinviati. Ma se la Lega vuole che diciamo che i bandi sono partiti, lo facciamo. Se li fa stare meglio ok, basta che chiudiamo questa farsa».

OBIETTIVO: SALVAGUARDARE IL FINANZIAMENTO EUROPEO

Di certo non c'è stato alcun colpo di scena rispetto agli accordi del weekend per scongiurare la crisi di governo tra Carroccio e pentastellati: la decisione di pubblicare gli "avis de marchés" era stata anticipata da Telt nella lettera di sabato 9 marzo al presidente del Consiglio Conte, per rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione europea del finanziamento per l'anno 2019. L'azienda ha spiegato che «l'obiettivo è quello di salvaguardare l'integrità della contribuzione del finanziamento europeo consentendo l'approfondimento e il libero confronto tra Italia e Francia e con l'Unione europea».

CONTE: «SPERO IN UN PROFICUO DIALOGO CON JUNCKER-MACRON»

Il premier Giuseppe Conte commentando la decisione di Telt sugli avvisi sulla Tav ha detto: «Manteniamo fede a quanto previsto dal contratto di governo, permettendo un'integrale ridiscussione della Tav, oltretutto senza perdere i finanziamenti europei. Ho già preso contatti con il presidente della Commissione europea Juncker e con il Presidente Macron, che vedrò a Bruxelles in occasione del prossimo Consiglio europeo di fine marzo. Con loro confido di avviare un proficuo dialogo, alla luce dell'analisi costi-benefici recentemente acquisita». «Così», ha continuato, «come indicato nella lettera che ho inviato sabato alla Telt, la società incaricata della realizzazione della Torino-Lione, l'eventuale avvio dei capitolati di gara è differito ai prossimi mesi e potrà avvenire solo in presenza di un consenso dei governi italiano e francese. La Telt quest'oggi ha dato il via libera alla mera attività di presentazione delle candidature da parte delle imprese, senza oneri a carico dello Stato italiano», ha concluso.

La sede italiana della Telt, in piazza della Croce Rossa a Roma.
Ansa

PARIGI ESULTA PER LA «TAPPA POSITIVA»

Una mossa che è piaciuta a Parigi: la Francia si è detta soddisfatta per le odierne decisioni del consiglio di amministrazione di Telt che «rappresentano una tappa positiva nell'interesse del progetto Lione-Torino», ha scritto in una nota la ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne. Un binario che procede a due velocità, tra la frenata italiana e lo slancio francese.

CHIAMPARINO: «PRONTA UNA RICHIESTA FORMALE DI REFERENDUM»

Il governatore Sergio Chiamparino ha attaccato i gialloverdi: «Il Piemonte non ci sta a farsi prendere in giro da Conte-Salvini-Di Maio, tre uomini in fuga elettorale dalla Tav. Reagiremo con ogni strumento democratico concesso». Quindi l'annuncio: «Mercoledì 12 marzo formalizzeremo la richiesta al ministero dell'Interno di poter tenere la consultazione popolare sul blocco della Tav con le elezioni europee del 26 maggio, in modo che sia chiaro chi è per la crescita, l'ambiente, la sicurezza, e chi è contro».

11 Marzo Mar 2019 1715 11 marzo 2019
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