Via Della Seta Cina Europa

Quali Paesi Ue hanno siglato un memorandum d'intesa con la Cina

Tredici Stati hanno già concluso l'accordo con Pechino. Due, inclusa l'Italia, lo stanno negoziando. La posizione del parlamento europeo.

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Sono già 13 i Paesi dell'Unione europea che hanno siglato un memorandum di intesa con la Cina, mentre un altro, oltre all'Italia, lo sta negoziando. È quanto si apprende da fonti europee in relazione al progetto cinese di una Nuova via della Seta, o Belt and Road Iniatiative (Bri). I Paesi che hanno già sottoscritto un memorandum sono Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Lussemburgo è invece in trattativa.

In principio, viene spiegato, non ci sono controindicazioni alla firma di tali documenti, dipende tutto dalla loro sostanza. L'Ue non ha firmato un memorandum poiché, spiegano gli addetti ai lavori, ci sono già due piattaforme che guidano le sue relazioni con la Cina: la strategia Ue-Cina e quella sulla connettività.

LE CRITICHE DI TAJANI AL GOVERNO

Da giorni, l'Italia è nel mirino degli Stati Uniti - che guardano con preoccupazione all'estensione dell'influenza di Pechino sull'Europa - per il memorandum di intesa con la Cina, che potrebbe essere firmato il 22 marzo, in occasione della visita del presidente cinese Xi Jinping a Roma. Anche il presidente del parlamento europeo (e vice presidente di Forza Italia), Antonio Tajani, ha commentato con toni critici: «Io difendo la sovranità dell'Italia e dell'Europa, non possiamo accettare di svendere il nostro debito pubblico a una potenza straniera e mi fa specie che un governo come quello italiano che dice di essere sovranista e di mettere gli italiani innanzitutto sia pronto ad alzare le mani di fronte ad un'offensiva cinese».

LA SPACCATURA TRA LEGA E M5S

Il tema, all'interno del governo gialloverde, è spinoso. Dalla Lega emerga più di un dubbio. Matteo Salvini ha spiegato: «Se si tratta di colonizzare l'Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, allora no». Anche il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha espresso perplessità sulla tenuta della difesa degli interessi nazionali, a cominciare da quelli della cibernetica. E lo scontro con il Movimento 5 stelle emerge in tutta la sua forza "elettorale". «Sorprende la spaccatura della Lega sulla via della Seta», hanno sottolineato dal Movimento ricordando come tra i primi promotori dell'adesione alla Bri ci sia proprio Michele Geraci, sottosegretario al Mise in quota Lega.

12 Marzo Mar 2019 1347 12 marzo 2019
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