Zingaretti Pd M5s

Attenti alla ferocia scientifica del mite Zingaretti

Più il M5s va in crisi, più aumentano gli attacchi al segretario del Pd. Spero si ispiri al protagonista del film Cane di paglia che, al culmine di tanti sfottò e sopraffazioni, liquidò senza scampo i suoi persecutori.

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La scelta di Nicola Zingaretti di cambiare la sede del Pd trasferendola dal Nazareno ad altro luogo più in periferia, con libreria annessa, vicina alla metro, si presta a diverse interpretazioni politiche. Tutte infondate. Zingaretti è uomo pratico e la cosa che lo turba non è sedere là dove si sono seduti Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, ma trovare una soluzione più comoda e decente. Il palazzo del Nazareno aveva solo il vantaggio di essere vicino al parlamento così che la pletora dei deputati delle correnti volta a volta maggioritarie potevano stare un po’ qua e un po’ là. È, tuttavia, una sede scomoda, assolutamente inadatta a un partito che vuole dare a chi viene dalle periferie un luogo accessibile senza doversi munire di una guida per girarlo. Non credo che le prime scelte di Zingaretti perciò vadano necessariamente interpretate in chiave politica. Questa è più antirenziana, questa è più dalemiana, questa piacerebbe a Walter Veltroni. C’è anche il criterio oggettivo: questo è utile e questo no.

ZINGARETTI PUNTI SU UN GRUPPO DIRIGENTE GIOVANE

Diversa è la scelta di dar vita a un gruppo dirigente molto giovane. Spero che il nuovo segretario porti avanti questa decisione. Le facce nuove sono la linfa della politica e soprattutto in politica le facce consumate dovrebbero essere accantonate. Non accade ancora nei talk show dove continuano a imperversare quelle e quelli che hanno portato il Pd al 19%. Ribadisco che spero che Zingaretti sappia valorizzare tutti, indipendentemente dalle magliette che hanno indossato. È un ragionamento che riguarda la vita interna del suo partito e la necessità di non sprecare nessuna intelligenza ancora utile. Ma il rapporto fra la vecchia classe dirigente renziana e il Paese è ampiamente logorato. Meglio farsi rappresentare in tivù da ragazze e ragazzi possibilmente preparati e forniti di cazzimma che sappiamo proporsi come giovane classe politica tollerante, inclusiva e poco disponibile alle risse verbali.

IL NEO SEGRETARIO PD DIVENTERÀ PRESTO IL NEMICO DEL MONDO M5S

Zingaretti sa che questo è anche il momento dei “buoni consigli”, spesso inascoltabili. Sa anche che fra qualche giorno o ora qualcuno si sarà già stancato di lui e comincerà a bombardarlo. Ha già visto che dalle parti dei giornalismo grillino, disilluso dalla mancata apertura ai cinque stelle, è cominciata la derisione e la presa in giro. I tempi sono talmente popolati di cretini, giornalisti compresi, che anche il cognome del nuovo segretario del Pd viene usato per ironie che non fanno ridere. È comprensibile che dal mondo M5s verranno le ostilità maggiori e che verranno dai quei colleghi che sull’ascesa dei pentastellati, che avevano favorito e sostenuto, aveva puntato ambizioni e sogni di gloria. I sondaggi dicono che il Movimento 5 stelle continua a calare.

Le cronache dicono che gli autori di questo disastro, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, si sono ancor più impadroniti del partito. Va bene così. Più loro salgono su, più rapidamente il M5s andrà giù. Da qui verranno attacchi e sarcasmi sul nuovo segretario del Pd. Sono convinto che non reagirà. Questa appare la sua indole. Spero che in lui ci sia però anche un po’ del carattere di David Summer il mite protagonista di Cane di paglia, diretto e inventato da Sam Peckinpah, che al culmine di tanti sfottò e sopraffazioni trasformò la sua mitezza in scientifica ferocia e liquidò senza scampo i suoi persecutori.

12 Marzo Mar 2019 1005 12 marzo 2019
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