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La vicenda di Giulia Sarti e delle foto hackerate

La Polizia Postale: «Nessun video o foto nuova in Rete». Salvini: «Vicenda disgustosa». Dagli scatti osè sottratti nel 2013 fino all'incontro con Tibusche e rimborsopoli. Le spine della grillina riminese.

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Dopo l'ultimo strascico della rimborsopoli grillina, con l'archiviazione della querela fatta nei confronti dell'ex fidanzato Bogdan Tibusche accusato di essersi intascato 23 mila euro, e le dimissioni dalla presidenza della commissione Giustizia della Camera, sembrava che i riflettori sulla pentastellata riminese Giulia Sarti stessero per spegnersi e che il suo dossier fosse ormai esclusiva del collegio dei probiviri chiamato a valutare la sua permanenza o meno nel Movimento 5 stelle. E, invece, no. Le Iene stanno seguendo il caso, hanno intervistato Tibusche che dice e non dice, lasciando intendere di essere in possesso di un backup del sistema di videosorveglianza fatto installare da Sarti. Cosa contengano quei filmini non è dato sapere. Nel frattempo sono ricominciati a girare su WhatsApp i vecchi scatti osè che furono trafugati dalla mail della pentastellata poco dopo l'elezione.

SALVINI: «È UNA VICENDA DISGUSTOSA E MOLTO GRAVE»

Al momento, le verifiche della Polizia Postale sulla vicenda della parlamentare «non hanno rilevato la presenza in rete di nuove foto e video», hanno chiarito fonti del Viminale il 14 marzo. Nel polverone è entrato anche Matteo Salvini: «È una vicenda disgustosa e molto grave. È nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono e/o hanno subito lo stesso vergognoso trattamento», ha detto il ministro dell'Interno che ha fatto sapere di seguire da vicino la vicenda.

LA VICENDA: L'HACKERAGGIO DEL 2013

Era l'aprile del 2013 quando un gruppo di pirati informatici sotto la firma di 'Anonymous Pd' (il Pd però non c'entrava nulla) annunciarono la pubblicazione online delle foto della deputata lanciando un ultimatum al Movimento: «Continueremo finché Grillo e Casaleggio non diranno la verità sui guadagni realizzati attraverso la politica». I vertici non risposero. Passata la tempesta la vicenda non è mai stata chiarita: chi sia stato a violare la corrispondenza non solo di Sarti ma anche di altri deputati M5s - 7.600 mail in tutto scrisse L'Espresso - è tuttora un mistero nonostante la procura di Roma avesse aperto una inchiesta sulla vicenda. Non si escluse addirittura l'ipotesi che si trattasse di una sorta di boicottaggio interno per azzoppare la "corrente" di Sarti. L'onorevole, almeno fino al 2014, era vicina al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, tanto da essere la vip più ricercata all'Open Day organizzato dal primo cittadino nel dicembre 2014. Poi Sarti ha seguito una via diversa rientrando nei ranghi. Tanto che nonostante fosse stata coinvolta nello scandalo rimborsi - per cui si autospese una prima volta dal Movimento 5 stelle - fu ugualmente candidata alle elezioni del 4 marzo 2018 e addirittura nominata alla presidenza della commissione Giustizia.

IL RAPPORTO CON TIBUSCHE

Sarti dopo essere stata "beccata" con un ammanco di 23 mila euro nelle rendicontazioni (non si tratta di sottrazione di soldi pubblici, va specificato) aveva denunciato l'ex fidanzato (anche se lui ha negato la relazione sentimentale) Bogdan Tibusche, accusandolo di essere il responsabile della sparizione del denaro. Facciamo un passo indietro: chi è Tibusche?

A presentarlo a Sarti fu Angelo Tofalo mentre si trovavano tutti a casa di Stefano Vignaroli anch'esso vittima dello stesso hackeraggio. Bogdan, come ha raccontato Lorenzo Andraghetti su Lettera43.it venne presentato come un esperto di sicurezza informatica, ma anche come un hacker in grado di rimuovere da internet le foto che avevano messo in imbarazzo la pentastellata e di scoprire il responsabile. Con queste credenziali si conquistò facilmente la fiducia di Sarti.

L'AUTOSOSPENSIONE E LE CHAT CON CASALINO

Il 26 febbraio di quest'anno un nuovo tsunami. La procura di Rimini ha archiviato la querela sporta da Sarti nei confronti di Tibusche. «A seguito delle notizie riportate sulla stampa in merito alla richiesta di archiviazione per la querela da me sporta nei confronti di Andrea Tibusche Bogdan», aveva dichiarato secca la pentastellata, «annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione giustizia della Camera e, a tutela del M5s, mi autosospendo». A quel punto Sarti è stata scaricata pure dal capo politico Luigi Di Maio: «Credo che l'espulsione sia doverosa», ha commentato. E da Rocco Casalino, dominus della comunicazione pentastellata. Il portavoce del premier Giuseppe Conte infatti con una nota ha negato le sue presunte pressioni sulla decisione di Sarti di denunciare Tibusche per salvare la faccia sulle restituzioni fantasma. «Sarti si è probabilmente coperta dietro il mio nome con l'allora compagno, se avessi saputo di questi ammanchi o di giri strani l'avrei immediatamente riferito al capo politico e ai probiviri», sono le parole di Casalino. «Io non tutelo i parlamentari, ma il Movimento, come sanno tutti». Eppure anche la sequenza di messaggi, finita sui giornali, non chiarisce del tutto le responsabilità.

TORNANO IN CIRCOLO LE VECCHIE FOTO

Ora tornano a circolare nelle chat pure di giornalisti quei vecchi scatti privati della parlamentare. Pare che giri anche un video hard farlocco, tutto purché se ne (s)parli, insomma. Immediata la solidarietà del mondo politico nei confronti della grillina riminese: dal presidente della Camera Roberto Fico all'azzurra Mara Carfagna. Anche le Iene hanno detto la loro. «Stanno circolando due tipi di cose», ha detto a Un giorno da Pecora Filippo Roma. «Le vecchie foto dell'onorevole Sarti, a suo tempo rubate dall'hacker, e ora nuovamente in circolo, magari da qualcuno che le aveva conservate e che ora, visto che si è tornati a parlare dell'argomento, le ha nuovamente distribuite. E poi c'è un filmato fake, un video con una ragazza dai capelli mori che non c'entra nulla con la Sarti, non è lei e nemmeno gli somiglia, che si accoppia con un tizio e viene filmata con un cellulare».

Aggiornato il 14 marzo 2019 13 Marzo Mar 2019 1758 13 marzo 2019
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