Europee 2019
Europee 2019
Zingaretti Pd Lista Europee 2019

La prima linea di Zingaretti deve essere cattivissima

Per le Europee del 2019 più che ai nomi nella lista del Pd guarderò ai temi e alla cazzimma che il nuovo segretario metterà nel combattimento elettorale.

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Il voto per le prossime Europee ha portato alla luce due idee contrapposte su come presentarsi a quella importante competizione. Ci sono quelli che pensano che, essendo il sistema di voto proporzionale con sbarramento al 4%, sia meglio che ciascuna forza vada da sé, racimolando tutti i voti possibili così da dare rappresentanza autonoma a formazioni di orientamento diverso e con collocazione europea diversa. Ci sono quelli che temono la dispersione del voto in sei-sette liste, alcune delle quali inesorabilmente non raggiungeranno il 4%, facendo così un regalo al fronte avverso.

Il tema è cruciale per il centrosinistra e per la sinistra. Nicola Zingaretti , con pazienza, sta cercando di metter su una lista unitaria e, fallito l’incontro con i ragazzi attempati di Emma Bonino, pensa di fare una lista del Pd con molti apporti di personalità autonome. Poi ci sarà per l’appunto quella di + Europa, quella dei Verdi e dio solo sa quante liste di sinistra competeranno fra di loro attaccando più il Pd che Matteo Salvini. Sappiamo fin d’ora che molti voti finiranno dispersi e inutilizzati. Ma alla vanità personale e alla vanità identitaria non c’è rimedio. Prevalgono le piccole ambizioni su quelle grandi. Amen.

IL SOVRANISMO, CONCETTO VUOTO CHE TORNERÀ PRESTO IN CANTINA

È fondamentale, però, che Zingaretti apra la sua lista senza schemi antichi. Non servono candidati civetta: il giovane, la donna, quello dello spettacolo, la scienziata. Servono tutti loro, ma quel che occorre è porre con forza il tema europeo e il tema dell’Italia in Europa contrapponendosi ai sovranisti. Questa storia del sovranismo, dopo le Europee, tornerà in cantina come tutti gli oggetti usati. È un’idea di seconda mano totalmente priva di consistenza a meno che non si trasformi in nuovo nazionalismo che ha dato già le sue prove miserabili in Gran Bretagna con la Brexit. Non si può sfuggire a due dati. Il primo è che il popolo italiano è il più “contaminato” del mondo avendo alle spalle un vissuto ultra-millenario in cui gente di varie storie, di vari luoghi, di vari colori persino si è fusa in una unica nazione. Il secondo dato è che l’Italia diventa una nazione quando si iscrive, con i suoi leader che vollero il Risorgimento, nel grande alveo europeo che favorì il processo unitario contro l’impero austriaco e anche contro il potere temporale e territoriale della Chiesa. Quello che dicono i sovranisti semplicemente non esiste se non nel dibattito iper-ideologico e nella esperienza del fascismo.

PER LE EUROPEE AL PD SERVE UNA CAMPAGNA ELETTORALE AGGRESSIVA

Qui, su questi temi e, per “li rami”, sulle scelte concrete da fare per l’Italia europea che bisogna costruire la sostanza di una aggressiva campagna elettorale. Chi ci sta, ci sta. E in ogni caso non è il momento di seguire Massimo Cacciari, che peraltro fra i primi propose una lista unitaria, che vorrebbe infliggerci il dibattito su Pd e M5s. Le liste Zingaretti le faccia a modo suo, paghi i prezzi indispensabili alle correnti, tenga presente che ci sono personaggi “voto-repellenti” cioè quei candidati e candidate che stanno sulle palle a tutti, sia che siano stati renziani sia che non lo siano stati. Soprattutto lasci a casa i presenzialisti, quelli che non vogliono mai a stare fermi un giro o che ignorano che hanno fatto l’ultimo giro. Se c’è un renziano bravo e non odioso, viva lui/lei. E questo atteggiamento valga anche per altri.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Io, come molti elettori, questa volta, a meno di non essere costretto da liste fatte veramente male, non guarderò ai nomi. Guarderò ai temi che Zingaretti metterà al centro della battaglia europeista e guarderò alla cazzimma che il nuovo leader metterà nel combattimento elettorale. Movimento 5 stelle e Salvini vanno contrastati con fermezza, soprattutto il capo della Lega. Ci saranno molte fake news. A brigante, brigante e mezzo. Non sarà un pranzo di gala e farà bene il segretario del Pd a mettere su un drappello di “cattivissimi” che facciano vedere i sorci verdi a chi sta distruggendo l’Europa e il nostro Paese.

13 Marzo Mar 2019 0904 13 marzo 2019
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