Tav Bandi Premier Conte

Conte, un premier no-Tav da 300 milioni

Le lettere con cui il presidente del Consiglio ha salvato il governo potrebbero costargli caro. Se entro sei mesi Telt non riuscirà a riempire di contenuti i bandi varati, sarà denunciato per danno erariale. 

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Delle due, l’una: o Giuseppe Conte è particolarmente ricco, oppure è un temerario. Rischia di pagarli di tasca sua, infatti, i 300 milioni che – in assenza di bandi – sarebbero andati a carico, come danno erariale, ai consiglieri di amministrazione della Telt, la società italofrancese che deve seguire la Tav. È questo il risultato dello scambio epistolare della scorsa settimana tra la presidenza del Consiglio e i vertici della società italo-francese. La scelta di indire i bandi senza riempirli di contenuti, come chiesto da Conte, se da una parte ha azzerato lo scontro fra Lega e cinque stelle, dall’altro ha finito per scaricare sul premier l’onere di un eventuale danno erariale qualora al termine dei sei mesi pattuiti i bandi dovessero rimanere privi di contenuti.

Mutatis mutandis: è come se Conte avesse valutato 300 milioni il prezzo del suo restare a Palazzo Chigi. Oppure, l’avvocato del popolo è sufficientemente scaltro da pensare che, in caso di suo ritorno all’Università, il costo del danno erariale possa cadere in prescrizione. Cosa su cui non ci sarebbe da giurarci, vista la durata della causa sui derivati alla Corte dei Conti.

Tutto dipende da cosa succederà fra sei mesi, ovvero il tempo a disposizione di Telt per riempire di contenuti i bandi varati lunedì scorso. Se lo farà, o verrà messa nelle condizioni di farlo, Conte la sfanga. Ma se per qualunque motivo ciò non dovesse avvenire, il presidente del Consiglio proprio per le lettere scritte alla società rischierebbe di trovarsi di fronte a una denuncia per il danno recato all’erario. Conte, infatti, non può non sapere che soltanto una legge votata dal parlamento può cancellare la Tav. Con le sue lettere ha giocato con il fuoco: ha salvato, per il momento, il governo, ma rischia che gli costi caro.

Quello di cui si scrive la rubrica Corridoi su Lettera43.it lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere alla vigilia di una tornata di nomine particolarmente calda.

14 Marzo Mar 2019 0915 14 marzo 2019
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