Bodgan Tibusche Video Giulia Sarti

Caso Sarti: a chi sta mandando un messaggio Tibusche?

Non vedremo mai né sapremo nulla dei presunti video girati a casa della grillina. L'ex fidanzato con le sue insinuazioni si rivolge a qualcun altro. Una cosa è certa: né lui né lei sono credibili. 

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Quando più di un anno fa scoppiò il caso rimborsopoli nel Movimento 5 stelle, fui il primo a raccontare chi fosse l'ex fidanzato della deputata grillina Giulia Sarti, Bogdan Tibusche. Sarti all'epoca tentò di passare per vittima truffata e lo denunciò per appropriazione indebita. Oggi, dopo un anno, il caso è stato archiviato perché la magistratura ha ritenuto che la denuncia fosse priva di fondamento. Quello a cui invece stiamo assistendo oggi, con il ritorno in circolazione di vecchie foto osè hackerate nel 2013 e la bufala di un nuovo video hot, non ha nulla a che vedere con il punto politico della vicenda. Giulia Sarti ha denunciato un innocente probabilmente per garantirsi la rielezione in parlamento ed evitare l'espulsione dal M5s. Senza questa messa in scena forse non sarebbe mai diventata presidente della commissione Giustizia.

LA CAUTELA DEL M5S NEI CONFRONTI DI GIULIA SARTI

Ma torniamo alle carte. A Sarti veniva contestato dal M5s un ammanco di 23 mila euro nei versamenti al fondo per il microcredito. Lei denunciò il suo ex per l'appropriazione indebita di 12 mila euro. Ma non si trattava dei 12 mila euro i cui bonifici vennero pubblicati sul sito tirendiconto.it e poi annullati (per far sembrare di aver fatto versamenti invece mai avvenuti). Erano i soldi dell'affitto della casa che Sarti pagava a Bogdan. Era sufficiente capire questa differenza per trovare l'"inganno". Giulia Sarti quindi era ben cosciente e al corrente di aver annullato bonifici al fondo microcredito e aver caricato online l'avvenuto (finto) versamento prendendo in giro gli iscritti al M5s e gli stessi vertici. È per questo motivo che doveva essere espulsa dal M5s. Una 32enne che non è in grado di gestire il suo conto corrente, di pagare i contributi dei propri collaboratori, che chiede di firmare dimissioni in bianco a un suo ex-collaboratore, non solo non dovrebbe mai esser nominata presidente di una commissione, ma non dovrebbe proprio far politica. Giulia Sarti dovrebbe dimettersi da deputata e trovarsi un un altro lavoro. Invece, nonostante per molto meno il M5s abbia cacciato in fretta e furia (con gogna mediatica annessa) altri parlamentari che, come Sarti, avevano taroccato i bonifici, abbiamo assistito a una “cautela” nei suoi confronti che può avere varie spiegazioni. La prima è che dopo esser venuti al corrente che Sarti registrava tutto quel che accadeva a casa sua, alcune persone, forse colleghi di partito, hanno scelto di non mettersi contro di lei. Ma Giulia Sarti, va ricordato, aveva anche molti amici nel mondo del giornalismo.

IL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA E IL MISTERO DELLE REGISTRAZIONI

Nell'intervista andata in onda a Le Iene, Bogdan Tibusche racconta del sistema di videosorveglianza installato nell'abitazione della deputata. In realtà non è altro che un messaggio inviato a chi in quella casa ci è entrato ignaro di essere registrato e che ora non sa bene come muoversi. Cosa contengano le registrazioni è difficile dirlo. Si è insinuato che vi siamo scena hard, oppure qualche segreto politico che sarebbe bene non fosse reso pubblico. C'è però una certezza in tutta questa storia: di questi video non vedremo mai nulla. Se qualcosa dovesse uscire sapremmo perfettamente chi sarebbe l'autore, il quale finirebbe subito denunciato per violazione della privacy. Per questo motivo la mossa di Bogdan di andare in tivù parlando di questi video è furba, ma poco intelligente. In realtà, se anche avesse qualcosa in mano, non potrebbe usarla. Sicuramente non adesso.

BOGDAN ERA IL FIDANZATO DI SARTI NON UN COLLABORATORE

Quel che invece mi preoccupa abbastanza è vedere la nuova narrazione del “collaboratore” farsi largo nei media. Bogdan sempre nell'intervista con le Iene ha mentito spudoratamente dicendo di non aver mai avuto una relazione sentimentale con Giulia Sarti. Lo posso confermare come diretto testimone. Ero il suo collaboratore e li ho visti assieme molte volte. Erano fidanzati. Nei primi periodi lui viveva a casa sua, nel quartiere Monti a Roma (Bogdan ha detto di aver dormito solo una volta a casa di Sarti). Veniva presentato a tutti (ci sono decine di testimoni) come il fidanzato (dopo soltanto una settimana di frequentazione) e sotto il falso nome di Andrea. Piuttosto: perché Bogdan usava un falso nome? Perché Sarti permetteva che un suo fidanzato/collaboratore girasse per gli uffici della Camera sotto falso nome? Perché fino a oggi nessuno ha fatto questa domanda né a Bogdan né a Sarti?

Ma soprattutto: qual è quel collaboratore parlamentare (lavoro che ho svolto per quasi tre anni) che dopo aver interrotto il rapporto lavorativo si fa chiamare col nomignolo di «tesoro» dall'ex capo in una chat finita su tutti i giornali? Ma come può uno che millantava collaborazioni con servizi segreti e polizia postale (su questo nessuno ha chiesto conto) essere creduto quando sostiene che Sarti lo ricompensava con 350 euro al mese di affitto? Se fosse un collaboratore avrebbe avuto un contratto regolare. In caso contrario vorrebbe dire che veniva pagato in nero. E Bogdan avrebbe potuto denunciarla, chiedere i danni e una giusta ricompensa davanti al giudice. Cosa che non ha mai fatto perché Bogdan era il suo fidanzato, e non il collaboratore. Come fidanzato svolgeva “gratuitamente” alcuni servizi, come la gestione del suo sito internet e i social network per esempio. In cambio Sarti gli pagava l'affitto della casa che lui aveva a Salerno.

Giulia Sarti sta passando come la vittima per via delle vecchie foto che sarebbero tornate in circolazione per opera di qualche criminale del web. L'onorevole Sarti era stata messa in guardia da tutti quelli che le stavano vicino, come me, sul fatto che Bogdan fosse un millantatore e un ciarlatano da cui star lontana. Ha scientemente scelto di tenersi vicini personaggi ambigui che oggi l'hanno portata nuovamente ad apparire su tutti i giornali. Un soggetto che si è avvicinato a lei promettendole di far sparire dal web le vecchie foto (mai sparite) e che finisce in tivù, dopo sei anni, raccontando che è in possesso di video della sua ex fidanzata. Non sono credibili né lui né lei. A sbugiardare Sarti ci ha già pensato la magistratura. Riguardo a lui, ora sapete come stanno le cose.

15 Marzo Mar 2019 1804 15 marzo 2019
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