The Voice 2019 Giudici Pagelle
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15 Marzo Mar 2019 1750 15 marzo 2019

The Voice e le pagelle ai giudici del 2019

Scelta la giuria per la nuova edizione del talent musicale Rai: Elettra Lamborghini, Guè Pequeno, Gigi D'Alessio e Morgan. Il grande escluso è Sfera Ebbasta. Colpa del conflitto d'interessi dell'etichetta Bhmg?

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La prima cosa, e anche l'ultima, e forse pure l'unica, che salta all'occhio della giuria di The Voice fresca croccante, appena twittata da una pontificale Simona Ventura - «habemus giuriam!» -, è che risponde a logiche squisitamente televisive; la conferma, in altre parole, che la musica in tivù è sempre più una faccenda televisiva, non musicale: che il medium è più che mai il dominus, e la trasmissione prevale sull'emissione, intesa come creazione artistica.

ELLETRA LAMBORGHINI, LA RICH KID DE NOANTRI

Prendiamo questa rich kid de noantri, Elettra Lamborghini, che si è scelta una missione cruciale: «Voglio scrollarmi di dosso la fama di erediteria nullafacente». Brava, auguri, ma che ci azzecchi con la musica? Ma la domanda suonerebbe provocatoria a livello portineria: ella, la profetessa della riccanza – «nota», scolpiscono le cronache, «per il carattere decisamente estroverso e i numerosi tatuaggi» – di telemusica ne sa, provenendo dai fasti di Mtv Super Shore, finalmente approdato in Italia via Spagna (Gandia Shore) e Messico (Acapulco Shore). Pertanto eccola qui, sul talent del servizio pubblico, dove “la Matadora” potrà finalmente convincere tutti che non è solo una riccastra romagnola.

Elettra Lamborghini.

GUÈ PEQUENO, IL RAPPER MALEDETTO CHE VIVE IN SVIZZERA

Anche Guè Pequeno arriva en caroza da altre televisioni ed altri talent, in particolare Top Dj, prima su Sky Uno, poi su Italia1. Questo nostro Pequeno è un tipo abbastanza inafferrabile: rapper di successo, uno di quelli che per primi hanno sdoganato il genere a livelli e dimensioni commerciali, difende un'aura da maledetto di borgata, «trafficavo fumo con Marrakash», anche se si definisce «di famiglia intellettuale»; denuncia il consumismo borghese ma si dichiara attaccato ai soldi, innaffia le radici meneghine ma, come Mina, preferisce vivere nella vicina Svizzera, a Lugano. Un rapper aziendale, uno che sa districarsi con talento manageriale nelle propaggini di svariate attività. Professionalmente, i titoli per fare il giurato a un talent, dunque, li avrebbe, anche se non scampa la fatidica accusa: avere tradito, essersi svenduto al profitto. Come se i suoi colleghi, invece...

Guè Pequeno.

GIGI D'ALESSIO, IL VETEROMELODICO CHE SOSTITUISCE SFERA EBBASTA

Il caso di Gigi d'Alessio è speculare: Gigi, principe dei vetero neomelodici, è uno che, parallelamente alla compagna a singhiozzo, Anna Tatangelo, le televisioni le bazzica da anni e in vari formati, in un certo senso non ne è mai uscito e quindi arriva a The Voice semplicemente attraversando un corridoio. Il suo sbarco, peraltro, risulta alquanto arabescato: in prima scelta, si ricorderà, era stato proposto il nome di un altro trapper, quello Sfera Ebbasta in aroma di grillismo, nel cuore di Carlo Freccero ma stoppato dall'amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, manco fosse stato una Tav alla rovescia, una ritorsione alle grandi opere rotte nel paniere leghista dal movimento di Grillo. Sfera ancora sclera per l'esclusione, perché, si sa, si nasce eversivi e si cresce normalizzati. Dopo di lui, un rosario di ipotesi, da Carla Bruni, che però sdegnosamente disdegnava, ad Arisa, da ultimo fino ad Ultimo. Alla fine è spuntato un D'Alessio, e tutti son contenti, perché il talentato Gigi è una garanzia.

Gigi D'Alessio.

MORGAN, IL GENIO MALEDETTO DELLE CANZONI DEGLI ALTRI

Rimane l'eterno Morgan, il rieccolo, una specie di Fanfani dei talent. Morgan assicura quel quid di imprevedibilità, forse più egoriferita che reale, lui riposa su una fama di genio e sregolatezza in parte da dimostrare e purtuttavia ostinata. Anche se, quando qualcuno chiede conto dei risultati, per esempio invitando a riferire di un qualche successo, qualche exploit di Marco Castoldi, invariabilmente si sente citare una, massimo due canzoni d'ormai quasi una trentina d'anni fa. Oppure qualche cover, nelle quali va fortissimo. Ma che importa? Morgan è il giudice giusto al posto giusto, dategli un talent e lui spremerà saggezza salomonica e sgregolatezza controllata. Del resto, sono o non sono un gioco, questi format? O, come diceva Manuel Agnelli, «i programmi che, nel lungo periodo, determineranno la fine della musica». Naturalmente, lo diceva prima di essere nominato giudice ad X-Factor per tre edizioni: dopo, ci andò «a cercare il nuovo Lou Reed». Non l'ha trovato.

Morgan.

LA BHMG AL CENTRO DELLA POLEMICA IN RAI

Detto questo, rimane il retroscena più gustoso, e ce lo teniamo in caudam: si dà il caso, infatti, che tra i motivi di perplessità che alla fine hanno cassato la partecipazione dello Sfera, più che il “cattivo esempio” (figurarsi) ci fosse il solito groviglio di interessi: l'etichetta da lui fondata insieme a Charlie Charles, infatti, la Bhmg, prevede in organico anche i giudici consacrati Elettra Lamborghini e Gue Pequeno. Pochi lo sanno, o lo dicono (tanto più gli interessati), ma, evidentemente, alla Rai ne erano consapevoli e debbono essersi convinti che tre giudici su quattro sotto la medesima egida dovevano essere un po' troppi perfino per un sistema televisivo di bocca buona come il nostro, che i conflitti d'interesse li divora senza bisogno di alka selzer. Tutto si può dire della Rai, ma non che non siano misurati, e anche coerenti: dopo il Sanremo di F&P Group, il The Voice di Bhmg, però senza esagerare. Non è spettacoloso?

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