Berlusconi Imane Fadil

Berlusconi sostiene di non aver mai conosciuto Imane Fadil

L'ex presidente del Consiglio afferma: «Non le ho mai parlato, le sue parole erano inventate e assurde». Ma Emilio Fede se la ricorda.

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Imane Fadil era una delle teste chiave nel processo Ruby, aveva una verità sua ed era pronta a rivelarla, aveva chiesto 2 milioni di risarcimento costituendosi parte civile, eppure Silvio Berlusconi sostiene di non averla mai conosciuta: «Spiace che muoia sempre qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato», ha detto l'ex presidente del Consiglio a Melfi (Potenza), rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla morte della modella. «Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha fatto sempre pensare che fossero tutte cose inventate e assurde». Berlusconi non si ricorda di Imane, ma Emilio Fede sì: «La conoscevo, le volevo bene», ha raccontato l'ex direttore del Tg4 in un'intervista al Fatto Quotidiano, «era una brava ragazza con dei problemi economici, la sua famiglia era povera. Un paio di volte le ho pagato il taxi da piazzale Loreto a casa, mi auguro con tutto il cuore che si chiarisca la vicenda».

TEMEVA DI ESSERE STATA AVVELENATA E LO DISSE AI MEDICI

Le indagini sulla morte di Imane Fadil proseguono. Il Centro antiveleni dell'Irccs Maugeri di Pavia, che si è occupato del caso, «non identifica radionuclidi e non effettua misure di radioattività» e la consulenza tossicologia richiesta dalla clinica dove era ricoverata Fadil riguardava «il dosaggio dei metalli». Lo ha precisato Carlo Locatelli, il direttore del Centro antiveleni dell'Istituto scientifico. La giovane modella si era fatta sempre più sospettosa. Aveva detto di temere di poter essere stata avvelenata non solo alle persone più vicine a lei ma anche ai medici dell'Humanitas che l'avevano in cura. È quanto risulta dalle cartelle cliniche che la Procura ha sequestrato il primo marzo, giorno in cui la modella marocchina di 34 anni è morta a causa, come risulta dagli esiti degli esami tossicologici eseguiti in un centro specializzato di Pavia, di un mix di sostanze radioattive.

SBAI: «BERLUSCONI NON C'ENTRA»

Secondo Souad Sbai, ex deputata del Popolo della libertà, giornalista e saggista italiana originaria del Marocco, «Berlusconi non c'entra. Le responsabilità vanno ricercate altrove, in una certa alta 'diplomaziai con cui la ragazza uccisa aveva lavorato e che gli ha chiuso la bocca per paura denunciasse la verità». Sbai l'ha scritto su suo profilo Twitter.

16 Marzo Mar 2019 1349 16 marzo 2019
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