Regionali 2019
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Crollo M5s Carbonia Piazza

Da feudo M5s a città simbolo del crollo grillino: viaggio a Carbonia

Dalle Politiche alle ultime Regionali il Movimento, che governa da tre anni la città, ha perso il 36,3%. L'emorragia di voti più alta d'Italia. Alla ricerca dei motivi del flop stellato. 

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da Carbonia

Davanti al campanile con l'orologio senza lancette di piazza Roma c'è poco via vai. «Qui nel 38 ho visto Mussolini che si affacciava da quelle finestre del municipio. Ero lì con la mia classe vicino alla torre littoria». Luigi Sabiu, 88 anni, sfoglia il giornale a metà mattina e ricorda il recente traguardo degli 80 anni di Carbonia, città di fondazione fascista. Sulcis-Iglesiente: terra di minatori e operai, roccaforte di sinistra, poi investita dalla fiammata del Movimento 5 stelle: alle ultime Politiche prese il 45,8%, e tre anni fa riuscì a eleggere, dopo 70 anni di predominio rosso, una sindaca. Paola Massidda al ballottaggio con il diretto avversario del centrosinistra, l'uscente Giuseppe Casti del Pd, vinse con il 61,60%. Un successo che tutto d'un tratto si è sgonfiato: è in questa ex provincia che si è registrato, secondo l'Istituto Cattaneo di Bologna, il crollo più netto del M5s: 36,3% in meno di un anno. Un record nazionale condiviso con la provincia di Nuoro. Cosa è cambiato tra pozzi spenti e la filiera dell'alluminio di Eurallumina e Alcoa che attende un rilancio da anni?

LA SINDACA MASSIDDA: «IL M5S HA BISOGNO DI UNA RISTRUTTURAZIONE»

In questa area della Sardegna vivono poco più di 130 mila persone, per lo più cassintegrati, giovani emigrati e minatori in pensione. «Votare, ho votato», dice Sabiu a Lettera43.it, «è un obbligo, ora vivo qui». Anche lui ha lavorato in galleria per 30 anni, ma in Germania. Poi è tornato con la moglie; il figlio invece no, è rimasto nel Nord. «Nel M5s c'è anche gente intelligente», aggiunge, «ma bisticciano troppo». Litigiosità che si è fatta sentire anche in Giunta, con cinque assessori dimissionari su sette. «Diciamo che c'è una certa animosità, ma è normale», commenta dalla sua scrivania la sindaca. Sui numeri delle Regionali non ha dubbi: «Non ci sono attenuanti: alle Amministrative il Movimento con va». Fatte tutte le dovute tare: «Siamo andati soli con la nostra armata Brancaleone di 60 contro 1.300 candidati delle altre liste: 11 per il centrodestra e 8 per il centrosinistra». La soluzione è quella dettata dal capo politico Luigi Di Maio: aprire alle civiche. «Anche», continua Massidda, «c'è bisogno di una ristrutturazione. È una forza politica in divenire, la nostra. Di certo, nel caso in cui si decida di aprire, sarebbe necessario il consenso dalla Base».

Paola Massidda, sindaca M5s di Carbonia.

«L'ALLEANZA CON SALVINI NON È STATA ACCETTATA»

Eppure molti malumori tra i grillini sardi arrivano proprio per l'utilizzo di strumenti di consultazione considerati poco trasparenti, soprattutto per via degli attivisti esclusi dalla piattaforma della Casaleggio. «Sulla piattaforma Rousseau sono necessari interventi che garantiscano la rappresentatività, ed è necessario allargare i numeri», spiega la sindaca di Carbonia. «Nonché essere tra la gente, anche con una sede. Ho nostalgia di quella che abbiamo avuto per le Comunali...il virtuale non paga». E non ha pagato nemmeno l'alleanza con la Lega di Matteo Salvini: «Mi chiedevano: "Ma se votiamo per lui è la stessa cosa, no?"», aggiunge. «L'alleanza non è stata capita e non è stata accettata».

Il mercato civico di Carbonia.

I DUBBI SUL REDDITO DI CITTADINANZA

​Al mercato civico poco distante dal municipio i venditori di pesce in capannello hanno pochi dubbi anche sul cavallo di battaglia a 5 stelle: il reddito di cittadinanza. Misura rivendicata invece con orgoglio dalla sindaca perché «almeno si deve accettare un lavoro, altrimenti come succede anche qui si prende il sussidio e si arrotonda col nero». Ma chi assiste al crollo delle vendite non è d'accordo. «Non si può vivere di assistenzialismo», sbotta Antonello Mulas, 54 anni, più di 20 dietro il bancone. «Pensano di dare quattro soldi e sistemare tutto. Poi assumono le persone per controllare gli assistiti. I grillini sono di un pressapochismo imbarazzante». Tre figli, di cui due all'università di Cagliari, Mulas allarga le braccia: «Mi salva solo l'esperienza, dove potrei andare ora? Siamo stati rovinati dalle generazioni di politici di entrambi gli schiaramenti. Il nuovo presidente? Lasciamolo fare...».

La stazione di Carbonia.

Ma al nome di Salvini, il padrino del vincitore sardista Christian Solinas alleato con la Lega, tutti storcono il naso. Poco distante c'è il chiosco del kebab di sulcitani doc: «Lo fanno da 27 anni», assicura un cliente in attesa. «Conoscono meglio la ricetta loro che gli "originali"». Sulla politica sorrisini e parole a denti stretti: «Il cambio sinistra-destra è fisiologico, ogni cinque anni succede». E il M5s? «A me non piace». Gli fa eco la titolare, mentre gira le cipolle: «Se non sono stati votati... È già tanto se entrano in Consiglio».

La piazza di Carbonia, città del Sulcis Iglesiente retta dal Movimento 5 stelle.

In sei saranno all'opposizione di una maggioranza regionale guidata dal centrodestra. Un anno fa da questa zona il M5s aveva portato a Roma 16 parlamentari su 25. Alle Regionali nei 24 comuni dell'ex provincia l'affluenza è stata leggermente più bassa della media sarda: 51,3% contro 53,77%. Poco più di uno su due. «Mai votato», ammette un 18enne, «ciuffo liscio sulla fronte, dilatatore all'orecchio e zaino in spalla. «Ed è la seconda volta che non vado perché non so nulla, non ci informano e la politica non ci interessa». Frequenta l'alberghiero e fa il pendolare da Portovesme, sede del polo industriale dismesso. «Non è proprio così», si schernisce la ragazza con lui, lunghi ricci rossi, ancora minorenne. Il test per lei è solo rinviato.

16 Marzo Mar 2019 1850 16 marzo 2019
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