Maria Giovanna Maglie Greta Thunberg

Maria Giovanna Maglie contro Greta Thunberg

La giornalista critica la 16enne icona della protesta ambientalista: «Se non fosse affetta da Asperger la metterei sotto con la macchina».

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Greta Thunberg, la 16enne svedese diventata l'icona mondiale delle proteste ambientaliste dei giovani e dello sciopero di venerdì 15 marzo, finisce nel mirino anche di Maria Giovanna Maglie. La giornalista a Un Giorno da pecora su Rai RadioUno aveva sbottato: «Adesso non si può più dire male di Greta perché mi hanno detto che ha la sindrome di Asperger, cioè è malata di autismo, allora a quel punto il politically correct e anche il buon senso mi vietano di dire quello che avrei detto se fosse stata sana: che l'avrei messa sotto con la macchina. Ma non si può dire». E incalzata dai conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro ha aggiunto: «Ma sapete quanti esseri umani metterei sotto con la macchina?».

Sabato 16 marzo, su Twitter, Maglie ha chiarito citando Repubblica che aveva ripreso il suo intervento, il senso di quella che ha definito «una battuta durante una trasmissione di satira e di scherzo come Un giorno da pecora. L'esercito del #politicallycorrect è sempre #incinta».

MAGLIE: «GRETA È UNA GIGANTESCA MACCHINA DI PROPAGANDA»

Un chiarimento che evidentemente non è bastato al pubblico dei social. Così Maglie ha scritto una lettera a Dagospia spiegando il senso della sua uscita. «Io ho osato fare una battuta, che può far ridere o meno, non mi pare questo il punto, che poi è una frase che a Roma si dice sempre, 'te metterei sotto co' la machina', specificando poi che lo farei anche con altri che mi stanno antipatici e mi basterebbe naturalmente un colpetto su un piede, nessun omicidio. Solo che ho osato toccare la ragazzina simbolo del politically correct. Una gigantesca macchina di propaganda della quale è il terminale sfruttato e strumentalizzato, e che viene raccontata bene in alcuni articoli evidentemente non letti o tenuti nascosti, che ha mandato ieri in piazza milioni di bambini e ragazzi per i quali, guardare le interviste, il cambio di clima è conseguenza dello spread e simili amenità».

«Naturalmente», ha scritto ancora la giornalista, «la giornata dedicata al pericolo che incombe non poteva essere una domenica, meglio un bello sciopero di giorno feriale, meglio se il giorno prima del fine settimana. Repubblica.it ha pensato bene di rilanciare la mia battuta come il caso del giorno. Mi sono presa e mi sto prendendo la mia dose di insulti livorosi e sanguinosi, che partono da Craxi per arrivare a Salvini, vecchi e nuovi tiranni invisi al mondo; insulti che non brillano per argomentazioni, tutto una ciccia e merda, evidentemente si parla di ciò che si conosce, e minacce di morte, che evidentemente però a differenza della mia battuta sono legittimi e giustificati. Per fortuna ci sono anche molte persone sensate a popolare i social».

16 Marzo Mar 2019 1945 16 marzo 2019
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