Marchi Storici Italiani Contrassegno Stato

L'idea di un contrassegno di Stato per tutelare i marchi storici italiani

Il governo potrebbe introdurlo con il decreto crescita. L'obiettivo sarebbe quello di difendere i brand con oltre 50 anni di operatività sul mercato. Allo studio anche misure per contrastare le delocalizzazioni.

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Un «contrassegno di Stato» per tutelare i marchi storici italiani. Il governo sta pensando di introdurre il nuovo sigillo di garanzia con il varo del decreto crescita, che il ministero dello Sviluppo sta provvedendo a mettere a punto con il ministero dell'Economia. La notizia è stata diffusa dai sindacati, che hanno partecipato al tavolo tecnico convocato al Mise. Del bollino, per il momento, non si conoscono altri dettagli. Ma l'obiettivo sarebbe quello di difendere i marchi con oltre 50 anni di storia, o di operatività sul mercato, dall'italian sounding.

INIEZIONI DI CAPITALE PER CONTRASTARE LE DELOCALIZZAZIONI

Il governo, inoltre, starebbe studiando interventi per contrastare le delocalizzazioni, iniettando capitale nelle aziende in crisi in attesa di trovare un investitore per il rilancio. Si tratterebbe quindi di operazioni-ponte per traghettare le aziende verso il mercato, senza arrivare alla nazionalizzazione.

L'IPOTESI DI UNA BANCA PUBBLICA PER GLI INVESTIMENTI

Spazio anche per un vecchio cavallo di battaglia del M5s: l'esecutivo, infatti, potrebbe puntare sulla creazione di una banca pubblica per gli investimenti. Ma anche su questo progetto non sono emersi ulteriori dettagli.

STANZIAMENTO INIZIALE DI 500 MILIONI DI EURO

Il decreto crescita, sempre secondo i sindacati presenti al tavolo, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri venerdì 29 marzo. Previsti quattro capitoli, che poggerebbero su uno stanziamento iniziale già garantito di 500 milioni di euro: innovazione e sviluppo; nuova finanza per le imprese; Made in Italy, marchi storici e internazionalizzazione; efficienza energetica.

21 Marzo Mar 2019 1852 21 marzo 2019
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