Congresso Mondiale Famiglie Verona 2019 Relatori

Cosa sappiamo sulla prima giornata del Congresso mondiale delle Famiglie di Verona

Al convegno scaligero tavola rotonda sulla famiglia naturale in Europa. E il modello è quello ungherese: zero tasse per le donne che hanno almeno quattro figli. Intervento a sorpresa di una senatrice M5s.

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È cominciato il 29 marzo il Congresso mondiale della famiglia di Verona, che prevede la presenza di diversi esponenti del governo - tra i quali i ministri Matteo Salvini, Lorenzo Fontana e Alberto Bonisoli - assieme a integralisti cattolici e dell'ultradestra internazionale. Da subito sono arrivati attacchi contro la legge sull'aborto da parte di Massimo Gandolfini, leader italiano del Family Day. L'apertura della tre giorni è affidata all'americano Brian Brown, presidente della Iof - International organization for the family, la rete all'interno della quale vengono organizzati ogni anno i congressi della famiglia.

Durante la prima giornata saranno presenti il vescovo di Verona Giuseppe Zenti, il sindaco Federico Sboarina che ha co-organizzato l'evento, e i governatori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Venerdì è anche la giornata della ministra ungherese per la Famiglia e per la gioventù, Katalin Novak, autrice della legge che azzera le tasse per le madri che hanno almeno quattro figli al grido di «non vogliamo più migranti, ma più bambini ungheresi e in generale più bambini europei e cristiani». E sempre dall'Ungheria arriva il vicesegretario di Stato, Atilla Beneda, per prendere parte alla tavola rotonda: «La famiglia naturale: politiche e prassi in Europa».

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La ministra ungherese Katalin Novak.

A SORPRESA L'INTERVENTO DI UNA SENATRICE M5S

La senatrice del M5s Tiziana Drago si è presentata a sorpresa sul palco del 13esimo Congresso mondiale della famiglia di Verona, 'violando' il diniego alla partecipazione all'incontro pronunciato nei giorni scorsi dal vicepremier Luigi Di Maio. «Ho ricevuto l'invito tempo fa», ha detto, accolta da un applauso, «e ci ho pensato. Auspico che su questi temi ci sia un dialogo. Non è stato facile venire qui e voglio dire che è stata una scelta personale. Il M5s non è una realtà politica legata solo alle dichiarazioni di questi giorni, ci sono anche senatori e deputati che hanno apertura verso la famiglia tradizionale. Bisogna tutelare i diritti di tutti, e quelli dei bambini vanno al primo posto».

LA LEGGE SULL'ABORTO SOTTO ATTACCO

Nel primo giorno subito sotto attacco la legge italiana sull'aborto, la 194. Massimo Gandolfini, tra gli organizzatori e leader italiano del Family Day, ha dichiarato: «In Italia, dal 1978 a oggi, sono stati uccisi sei milioni di bambini e ne sono stati salvati 200mila. Li ha salvati ad esempio il Movimento per la vita. Ecco lo Stato ha tradito se stesso». Poi h aggiunto; «L'aborto è l'uccisione di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli che aiutano la maternità». Il senatore Simone Pillon, della Lega, ha detto che «a me interessa che venga applicata tutta la legge 194, che parla di tutela della donna e della gravidanza soprattutto nella prima parte. Credo che si debba applicare anche quella».

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SALVINI: ABORTO NON SI TOCCA, SOLO LA SINISTRA FA POLEMICA

Viene preso in contropiede, così, il leader della Lega Matteo Salvini secondo cui quella sul Congresso di Verona è una «polemica costruita sul nulla dalla sinistra»: «Andrò a ribadire la libertà di scelta di tutti e per tutti: le conquiste sociali non si toccano, non si discute sulla revisione dell' aborto del divorzio, della libertà di scelta per donne e uomini. Si ragiona su come aiutare le famiglie italiane: mamme e papà, coi bimbi e coi nonni e uscire da una situazione di povertà che a volte, dopo la nascita di un figlio, ti entra in casa».

ZAIA DÀ IL PATROCINIO, MA DICE: «LA PATOLOGIA È L'OMOFOBIA»

A proposito della sua partecipazione e al patrocinio della Regione Veneto, il presidente Luca Zaia ha dichiarato in un''intervista al Corriere della Sera: «Dicono che sarà una manifestazione contro i gay? Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c'è una patologia è l'omofobia, non l'omosessualità». «A noi è stato richiesto il patrocinio di un evento internazionale che si svolge da anni. Sulla carta, i temi sono la centralità della famiglia nella società, la promozione della natalità, il rispetto della donna. Sulle carte che ci hanno inviato, c'è scritto questo», ha spiegato, aggiungendo che, dopo le polemiche, il congressoha il dovere di essere ancora più chiaro «sull'omofobia, sul ruolo sociale della donna e anche sulla legge 194. In Italia c'è una legge e non va toccata». A margine del convegno, Zaia ha aggiunto: «Il Veneto è una regione in cui la libertà di espressione è garantita a tutti, quindi è giusto che questi signori portino le loro tesi, nel rispetto ovviamente delle libertà altrui. Il medioevo è altro, è vietare alle donne di studiare, lapidarle, evitare qualsiasi espressione di femminilità, obbligare al burqa».

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L'INTERVENTO DI BRIAN BROWN

Brian Brown, presidente della Iof e promotore del Congresso di Verona, ha illustrato così la sua posizione: «Siamo a Verona per difendere e promuovere una realtà di base, qualcosa di vero. All'inizio del mondo: un uomo, una donna, un figlio, l'inizio dell'umanità. Dove c'è un eroe che difende la casa, una madre che nutre un figlio, c'è famiglia. Qualche volta leggiamo che quel che facciamo è diverso, ma non è così. L'uomo, la donna, un figlio vanno oltre ogni cultura e religione, razza, colore, Paese. La diversità della nostra coalizione ci fa forti, la verità universale e la bellezza della famiglia ci lega assieme».

29 Marzo Mar 2019 0846 29 marzo 2019
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