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Cosa sappiamo sull'incontro di Juncker con Conte e Mattarella del 2 aprile

Il presidente della Commissione Ue a Roma: «Tra noi e l'Italia è grande amore. Ma dovete sforzarvi per la crescita». Ma in serata arriva la bacchettata: «Alcuni ministri italiani sono bugiardi»

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Prima le carezze, poi la bacchettata e, infine l'affondo. L'Europa ci guarda e continua a controllarci, consapevole che dobbiamo fare di più. È questo il succo del messaggio spedito dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker all'Italia nel giorno del colloquio a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte. Poi in serata è arrivata la dichiarazione più dura, quella in cui accusa un «certo numero di ministri italiani» di essere dei bugiardi.

L'ATTACCO ALLA RADIO: «CI SONO MINISTRI BUGIARDI»

In un'intervista al network radiofonico Euranetplus il presidente della Commissione si è tolto i guanti: «Abbiamo dato 130 miliardi all'Italia. Il piano-Juncker ha generato investimenti dell'ordine di 63,3 miliardi. I fondi strutturali, sostegno europeo per rinvigorire l'economia, sono più di 44 miliardi» ha dichiarato. Per poi aggiungere: «Nel complesso il sostegno europeo all'Italia si attesta a 130 miliardi di euro. C'è un italiano, uno solo che lo sa? No, perché un certo numero di ministri italiani dicono il contrario. Sono dei bugiardi».

IN MATTINATA AVEVA PARLATO DI «GRANDE AMORE»

In mattinata Juncker aveva scherzato dicendo che «tra Italia e Commissione Ue è grande amore, con tutti i ministri italiani», poi ha riconosciuto che in materia di immigrazione serve «una solidarietà più articolata tra l'Europa e il vostro Paese, che porta un grande fardello», pur ricordando il finanziamento di un miliardo dato all'Italia per il tema dei flussi di profughi, a dimostrazione che non siamo stati lasciati soli. Ma inesorabile è arrivata anche la frecciata sui conti pubblici: «Le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita», ha detto Juncker, ammettendo quindi di essere «leggermente preoccupato per il fatto che l'economia italiana continua a regredire».

CONTE: «PRONTI AD APPROVARE IL DECRETO CRESCITA»

Conte dal canto suo ha detto che «il governo aveva previsto il rallentamento economico per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva ma responsabile approvando misure di cui il Paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale». Sul Documento di economia e finanza (Def), «l'impalcatura non cambia rispetto allo scenario concordato con la Commissione a dicembre 2018», ha assicurato il premier, prima di aggiungere, rispondendo alle sollecitazioni di Juncker: «In settimana confidiamo approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale». Conte ha spiegato di aver illustrato al presidente della Commissione Ue anche il decreto sblocca-cantieri.

L'incontro fra Jean-Claude Juncker e Giuseppe Conte.
Ansa

JUNCKER: «LA TAV NON È UN PROGETTO IDEOLOGICO»

Non è mancato il tema della Tav. Secondo Juncker «la Torino-Lione non è un progetto ideologico, ma tecnico. Abbiamo concordato che i ministri di Italia e Francia parlino tra loro e poi con la commissaria Ue per vedere quale soluzione si può trovare. Lascio alla cura di francesi e italiani trovare un accordo». Conte ha spiegato di aver avviato un «supplemento di riflessione e un percorso con la Francia per condividerlo». L'esito del confronto che ci sarà «tra i nostri rispettivi ministri dei Trasporti verrà condiviso doverosamente con la commissaria competente Bulc».

SALVINI RIFIUTA LEZIONI DALL'EUROPA

L'incontro era inizialmente in programa per il primo aprile, ma l'aereo che avrebbe dovuto trasportare a Roma Juncker da Saarbrucken (dove lunedì ha avuto un vertice con le autorità politiche del Land tedesco della Saar) ha avuto problemi tecnici, ed è ripartito solo in tarda serata, arrivando nella capitale italiana nella notte. Di sicuro però la politica italiana non ha steso affatto il tappeto rosso al presidente dell'Unione: Matteo Salvini si è affrettato a dichiarare che gli italiani «non prendono lezioni da Juncker», criticando le parole del presidente Ue affidate a un'intervista a Fabio Fazio durante il programma Che tempo che fa, sul fatto che non è vero che l'Europa non ha aiutato l'Italia. A lanciare l'allarme sui nostri conti pubblici per la verità non è stato solo Juncker, ma anche il ministro delle Finanze Giovanni Tria, che ha segnalato il rischio di crescita zero per l'Italia. «Crediamo», ha confermato il presidente della Commissione europea, «che la crescita dell'Italia arriverà solo allo 0,2%, cioè zero. Il che vuol dire che i problemi dell'Italia continueranno a crescere». Juncker è stato ricevuto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Jean-Claude Juncker con Sergio Mattarella al Quirinale.
Ansa
2 Aprile Apr 2019 0710 02 aprile 2019
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