Europee 2019
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Sovranisti Europa Usa Russia

I sovranisti europei sono ascari di Russia e Usa

Se vincessero i partiti dell’estrema destra avremmo alla guida dell’Ue forze che non hanno una cultura democratica e che non sono autonome dalle principali potenze mondiali.

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L’incontro delle destre estreme a Milano, capeggiate da Matteo Salvini, rende patetico il tentativo di Luigi Di Maio di giocare da ala sinistra del governo. I

l campo di gioco è molto chiaro. La partita si svolge su un terreno in cui l’egemonia di questa destra, che si vergogna talmente di sé da chiamarsi “sovranista”, è limpida. Non bastavano le scelte e le dichiarazioni di Salvini, oggi abbiamo chiaro come, per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’estrema destra, con molti contatti con il fascismo, cerca di imporre la propria forza sull’Europa. Se ciò accadesse sarebbe una vera emergenza democratica per due ragioni: perché avremmo alla guida dell’Ue partiti che non hanno una cultura democratica e la seconda ragione sta nel fatto che questi partiti non sono autonomi dalle principali potenze, ora Donald Trump ora Vladimir Putin.

I “sovranisti” sono ascari di forze economiche mondiali che non vogliono una grande Europa come soggetto internazionale.

I “sovranisti” non sfasceranno il Vecchio continente perché sono nazionalisti ma per il contrario, perché sono ascari di forze economiche mondiali che non vogliono una grande Europa come soggetto internazionale. Di Maio queste cose non le capisce né le può capire, Davide Casaleggio guarda alla politica come luogo di affermazione e dominio del suo gruppo economico. MI stupisce che non se ne accorgano altri esponenti del M5s e quegli intellettuali che hanno tirato la volta ai grillini e che oggi, dopo aver vagheggiato la “bella politica”, si ritrovano con un incapace alla vice-presidenza e con il dilagare di forze contigue al fascismo in Italia e in Europa.

IL PD PER CONTRASTARE SALVINI DEVE RIASSORBIRE LA BOLLA GRILLINA

Lo spazio per la battaglia di una sinistra democratica è enorme. Una battaglia che va fatta sui contenuti ma anche sull’idea di un’Europa non consegnata né consegnabile a Trump e a Putin. Servirebbe l’idea di un sovranismo europeo contro coloro che ci stanno regalando ai nemici del futuro del Continente. Io non voglio discutere le liste di Nicola Zingaretti. Non mi piacciono. Non vedo la novità. Ma la faccio finita qui. Ingoio, da elettore, questo rospetto purchè la battaglia sia intransigente e qualcuno spieghi a Carlo Calenda che l’avversario che dovrà combattere nelle prossime settimane non sta alla sua sinistra ma alla sua destra.

Da sinistra, il finlandese Olli Kotro (The Finns Party), il tedesco Jörg Meuthen (Alternative für Deutschland), Matteo Salvini (Lega) e il danese Anders Vistisen (Dansk Folkeparti).

Finora Articolo 1 è stato molto generoso a non piantare una grana contro un Pd escludente. Bisogna che tutti abbiano il coraggio di indicare il nemico comune. Coloro che pensano di rafforzare Di Maio per indebolire Salvini hanno solo da riflettere su ciò che è accaduto. Il leader pentastellato ha portato quello leghista al 30% dei consensi. Continuando a votare i cinque stelle Salvini ingrasserà ancora di più, non solo elettoralmente. Solo una sinistra che riassorba la bolla grillina può contrastare il salvinismo e la svendita della tradizione europea.

9 Aprile Apr 2019 1020 09 aprile 2019
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