Scontrini Ignazio Marino Orfini

Il Pd e quella reticenza nel chiedere scusa a Ignazio Marino

Dopo l'assoluzione dell'ex sindaco di Roma per il caso scontrini, l'allora presidente dem Orfini non rinnega la sfiducia: «Era inadeguato e stava amministrando male». Renzi: «Il fango veniva dai Cinque stelle».

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Nessuna scusa per averlo sfiduciato. Anzi. All'indomani dell'assoluzione dell'ex sindaco di Roma Ignazio Marino da parte della Cassazione per il caso scontrini, ha detto la sua Matteo Orfini, presidente del Partito democratico e commissario straordinario dei dem locali proprio all'epoca del caso. Senza fare alcun passo indietro, nonostante qualcuno abbia anche proposto di candidare Marino alle Europee.

  • Marino fu condannato a due anni in Appello a gennaio del 2018.

Una presa di posizione arrivata attraverso un lungo post su Facebook. «Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di avere sfiduciato Ignazio Marino. Ovviamente non credo di doverlo fare, perché quella scelta l'ho assunta spiegando fin dal primo momento che non era legata all'inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro».

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Geplaatst door Matteo Orfini op Woensdag 10 april 2019

RENZI: «FANGO CONTRO MARINO VENNE DAI CINQUE STELLE»

Anche l'ex segretario del partito Matteo Renzi non fa passi indietro sulla decisione presa allora: Il caso degli scontrini contro Marino, scrive nella sua Enews «è stato una violenta campagna di fango del M5S contro l'allora sindaco per i suoi guai giudiziari. Le dimissioni di 26 consiglieri del Pd e il decadimento del sindaco non avevano niente a che fare coi problemi giudiziari o con gli scontrini. Nel 2015 la scelta del Pd romano fu totalmente figlia di valutazioni amministrative legate al governo di Roma. Il Pd romano prese una decisione politica».

MARINO: «SOLLIEVO, MA NIENTE ALLEGRIA»

Marino fu indagato a ottobre 2015 e prosciolto dall'accusa di peculato un anno dopo. Ma intanto era decaduto dal suo ruolo di primo cittadino della Capitale dopo le dimissioni di 26 consiglieri. In Appello però a gennaio del 2018 arrivò la condanna a due anni. L'ex sindaco ha spiegato, sempre tramite Facebook, che l'assoluzione piena ottenuta dalla Cassazione «è un sollievo, ma non posso affermare di essere allegro. Penso infatti a tutte le persone, familiari, amici, compagni di sogni e progetti che hanno sofferto con me, e per me, in questi anni».

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Geplaatst door Ignazio Marino op Dinsdag 9 april 2019

L'EX ASSESSORE: «NESSUNO LO DIFESE, ZINGARETTI ERA LONTANO»

Interpellato sulla questione, l'ex assessore all'Urbanistica di Roma e attuale presidente del municipio III della Capitale Giovanni Caudo ha dichiarato: «Nel Pd romano in quel momento non ricordo ci fosse qualcuno che si oppose apertamente alla decisione di far cadere Ignazio Marino, anche perché era un partito commissariato. In quel momento c'era Orfini. Tra i democratici ricordo solo gli interventi critici del parlamentare Marco Miccoli. Quanto a Nicola Zingaretti nel suo ruolo di presidente della Regione ci sembrò lontano».

10 Aprile Apr 2019 1504 10 aprile 2019
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