Umberto Bossi Manuela Marrone Storia Lega

Il 12 aprile 1984 Bossi davanti a un notaio fondò la Lega

Trentacinque anni fa nasceva ufficialmente il partito. Con Umberto, il cognato, la futura moglie Manuela Marrone, un dentista, un notaio, un architetto. Il resto è storia. 

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Erano le 16 di giovedì 12 aprile 1984. Nello studio di un notaio di Varese nasceva la Lega Autonomista Lombarda, il primo embrione di quella che sarebbe diventata la Lega Nord (nata nel 1991). A firmare l'atto costitutivo sei persone: Umberto Bossi, suo cognato, un commerciante, un dentista, un architetto e la sua futura moglie Manuela Marrone. Fu proprio casa sua, a Varese, a ospitare la prima sede. Un'era geologica fa: ora quella creatura, sotto la gestione di Matteo Salvini, ha cambiato pelle, ha rottamato - almeno nello storytelling - il "Nord", è tornata al governo ed è diventata, stando ai sondaggi, il primo partito d'Italia.

Ma torniamo al passato. Bossi, già animato dalla passione politica, da qualche tempo girava il Nord freneticamente «con una vecchia Citroen, per un'azione di proselitismo. Aveva anche inaugurato la moda dei manifesti e delle scritte sui muri delle autostrade e dei vecchi edifici, da antesignano dei graffitari», ricostruisce la Lega in una nota. Quel 12 aprile di 35 anni fa a vidimare la nascita del nuovo partito fu il notaio Franca Bellorini, con studio a Varese, in via Bernasconi numero 1, secondo piano.

IL GRUPPO DI FONDATORI DAVANTI AL NOTAIO

Il gruppo di 35-40enni, contunua la ricostruzione, «si accomoda con entusiasmo attorno a un grande tavolo di fronte al notaio. A capo di quel gruppo, un giovane magro dai capelli neri, Umberto Bossi da Cassano Magnago, lo stesso che aveva redatto lo statuto e inventato il nome, Lega Autonomista Lombarda, e il simbolo, Alberto da Giussano». Anni prima Bossi aveva fondato un giornale, Lombardia Autonomista, ne era il direttore responsabile e l'editore. «Bombardava il territorio con i suoi articoli. Propagava le sue idee in giro, nei bar e nei circoli culturali. Scriveva poesie in dialetto lombardo».

Con lui davanti a Bellorini gli altri fondatori: Giuseppe Leoni, architetto di Mornago (Varese), che aveva organizzato l'appuntamento dal notaio, Marino Moroni, anche lui di Mornago, un commerciante di articoli igienico-sanitari dalla personalità stravagante, Pierangelo Brivio di Samarate, il paese della madre di Bossi, Ida Valentina Mauri, e cognato di Bossi; Emilio Benito Rodolfo Sogliaghi, un odontotecnico di Milano, e infine una giovane donna, Manuela Marrone, divenuta poi la First Sciura padana. «Scherzai un po' con la ragazza», ricorda il notaio, «per il fatto che, come lei, anch'io avevo un genitore con le origini siciliane. Lei suo padre, io mia madre». Nel 1985, alle Anninistrative di Varese, Leoni diventò il primo consigliere comunale. Alle Politiche del 1987, Bossi con la sua Lega Lombarda, appoggiata da Liga Veneta e Lega Piemont, ottenne lo 0,42%, tradotto 137.276 voti. Abbastanza per ottenere un seggio in entrambi i rami del parlamento: alla Camera andò Leoni e lui arrivò a Palazzo Madama diventando il Senatùr.

SALVINI, LA RIVOLUZIONE DELLA LEGA E La NOSTALGIA DEGLI ANNI 80

Ora la Lega ha rimpiazzato il "Nord" con "Salvini premier", ha dimenticato la Padania e vola anche al Sud. Conquistando i «terroni», i migranti di ieri. Nonostante la rivoluzione politica, sono proprio quegli anni che il ministro dell'Interno pare rimpiangere, come quasi ogni 40enne sui social. Forse ricordando quella sua prima apparizione televisiva nel 1988 a Doppio Slalom, quiz condotto da Corrado Tedeschi. Una 80Stalgia che Salvini ogni tanto riscopre sui social, tra un hamburger addentato e un selfie in divisa. «Ghiaccioli e gelati a 100 lire, che nostalgia! Buon sabato amici, prepariamo un futuro migliore ricordandoci il meglio del passato», cinguettava per esempio il 10 marzo 2018.

A febbraio di quest'anno, invece, la nostalgia per quegli anni era stata scatenata da un telefono a gettoni la cui foto, lo scorso febbraio, era stata corredata con un «Ma quanto si stava meglio?😊 Rivoglio quelle cabine, quei gettoni, quelle attese, quelle emozioni!».

Bossi e Salvini sono come due ere dell'evoluzione geologica del partito più vecchio d'Italia. Passato in questi decenni dalle canotte del Senatùr alle felpe dedicate e alle stellette del Capitano.

12 Aprile Apr 2019 0612 12 aprile 2019
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