Europee 2019
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Finlandia Elezioni Europee

Il peso delle elezioni in Finlandia in vista delle Europee 2019

Il Paese scandinavo al voto con l'incognita dei Veri Finlandesi. Alleati della Lega e guidati da Halla-aho su posizioni sempre più xenofobe. I socialdemocratici sono in testa, ma potrebbe non bastare.

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Ci sono diverse ragioni per tenere d'occhio la Finlandia in vista delle elezioni europee del prossimo 23-26 maggio 2019.

Il primo è che nel pieno della campagna per l'europarlamento di Strasburgo i finlandesi si apprestano anche a votare per rinnovare il loro parlamento, il 14 aprile prossimo. Inaspettatamente, dopo l'improvvisa crisi di governo del marzo scorso: il premier liberal-conservatore Juha Sipilä ha gettato la spugna, dichiarando il fallimento delle riforme che aveva in animo. Si spera (ma non è detto) in un ricambio con la vittoria dei socialdemocratici, nei sondaggi al 19-20% per le Legislative. Magari in coalizione con la sinistra attorno al 9-10% e con i Verdi, che trainati dall'effetto Greta e dall'ascesa in Germania sarebbero vicini a raddoppiare dei consensi al 12-13%, qualcosa di mai accaduto agli ecologisti alle elezioni politiche in Finlandia.

L'IMPROVVISA CRISI DI GOVERNO

Sarebbe una cornice ideale, per compiere le riforme sociali dopo il flop della forma di reddito di cittadinanza tentata da Sipilä e sospesa, motivo per il quale si cita molto la Finlandia, anche in Italia, negli ultimi tempi. Ma il quadro non è così idilliaco: chi vive in Finlandia evidentemente non si sente nel Paese che da sette anni per l'Onu è il più felice al mondo, l'altra ragione che ultimamente fa parlare della Finlandia. C'è un disagio razionalmente inspiegabile, nei politici come tra la gente nel Paese nordico che ha la disoccupazione ai minimi e il Pil in crescita dal 2015, è agli antipodi dai grandi flussi migratori nel Mediterraneo e con l'andamento economico migliore in Scandinavia. Dove, eppure, dal 2015 i sovranisti euroscettici di Timo Soini, popolare vicepremier fino al 2017 e ministro degli Esteri uscente, sono al governo e crescono nei sondaggi al 16%.

Jussi Halla-aho, nuovo leader dei Veri Finlandesi, secondo partito in Finlandia.
GETTY

Jussi Halla-aho dei Veri Finlandesi ha alle spalle una condanna per incitamento all'odio razziale e religioso

IL NUOVO LEADER XENOFOBO DEI VERI FINLANDESI

Soini non ha gradito il passo indietro di Sipilä. Avrebbe puntato a conservare la poltrona, perché dal 2017 il partito dei Veri Finlandesi che Soini portò all'exploit elettorale del 2011 (19%) e poi per la prima volta al governo nel 2015 (18%), dopo 20 anni di opposizione, ha un nuovo leader. Il numero due Jussi Halla-aho, europarlamentare dal 2014 e una condanna del 2012 per incitamento all'odio razziale e religioso dopo aver scritto che l'islam santifica la pedofilia, ha spostato i Veri Finlandesi ancora più a destra di Soini. Se il ministro degli Esteri uscente (espulso dal partito e scissionista in una piccola nuova sigla) era entusiasta degli indipendentisti britannici (Ukip), che frequentava come gli integralisti cattolici irlandesi, Halla-aho si è fatto catturare dalla Lega e ha fatto la comparsa alla kermesse organizzata da Matteo Salvini per un'alleanza sovranista.

CON SALVINI NEL CARTELLO UE DI ESTREMA DESTRA

L'8 aprile 2019 a Milano c'erano anche i delegati di Alternative für Deutschland (AfD), l'estrema destra tedesca che ha negato diverse volte il nazismo, e del Partito popolare danese ultranazionalista che chiede anche terapie per gli omosessuali. Spiccava il fortait di Marine Le Pen, ma la regina dei sovranisti europei ha fatto sapere che il suo Raggruppamento nazionale sarà nel gruppo con la Lega. Nell'Europarlamento uscente i Veri Finlandesi si erano posizionati nel blocco degli ultraconservatori (Ecr) con polacchi clericali del Pis e, tra gli altri, l'eurodeputato di Fratelli d'Italia. Mentre il Carroccio è con Le Pen e l'estrema destra austriaca (Fpö) e olandese (Pvv) in quello dei nazionalisti, di stampo più xenofobo, e in particolare antislamico, che religioso. Con il cartello proposto Salvini tenta la sintesi, sebbene restino divisioni.

Il premier liberale uscente Juha Sipilä, nei popolari europei con Angela Merkel.
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LO SCHEMA PER SPOSTARE IL CENTRO UE A DESTRA

Gli eredi del Partito rurale scandinavo disciolto nel 1995 sono per esempio contrari alla Flat tax: uno dei cardini del programma elettorale di Soini è proprio aumentare la progressività fiscale e introdurre una patrimoniale. L'opposto della Lega. I Veri Finlandesi erano al governo con i liberal-conservatori proprio come il Carroccio con Forza Italia, Sipilä è tra l'altro un tycoon come Silvio Berlusconi. Al di là delle peculiarità delle politiche nazionali, in Europa Salvini intende replicare il modello di un'alleanza con i popolari, per spingere i centristi verso le politiche sovraniste contrarie all'immigrazione. È accaduto anche in Austria, con l'ultimo governo tra popolari ed estrema destra, potrebbe ripetersi a Strasburgo con il Ppe e, di riflesso, nella Commissione di Bruxelles.

VERI FINLANDESI SECONDO PARTITO

Nei sondaggi per le Europee i Veri Finlandesi restano più bassi (11%) che alle Legislative, ma è sempre stato così. Nei nazionali sono il secondo partito, dietro i socialdemocratici e davanti ai conservatori della Coalizione nazionale (16-17%), la destra moderata storica finlandese, e ai centristi liberali di Sipilä (14-15%), entrambi nei popolari europei e nella coalizione uscente. La Lista blu fondata da Soini è attorno all'1% e uscirà con ogni probabilità dal parlamento. Come i filorussi ed euroscettici del Movimento 7 Stelle, emuli finlandesi dei grillini che non hanno attecchito perché riciclati della vecchia politica. La sinistra dei distinguo potrebbe al solito non trovare una maggioranza: anche in Svezia i socialdemocratici, dopo mesi di stallo, sono stati costretti nel 2019 a una grande coalizione. In Finlandia, unico Paese scandinavo nell'euro, a un mese dalle Europee potrebbe dettare la linea il Salvini di Helsinki.

13 Aprile Apr 2019 1200 13 aprile 2019
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