Giuseppe Ciarrapico Morto

Morto Giuseppe Ciarrapico

Imprenditore e politico, protagonista degli Anni 90, vicino ad Andreotti, Almirante e Berlusconi, pluricondannato. Non rinnegò mai il fascismo. Aveva 85 anni.

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È morto a Roma, all'età di 85 anni, Giuseppe Ciarrapico, imprenditore e politico, ex senatore del Popolo della Libertà. Simpatizzante fascista fin da giovanissimo, Ciarrapico si avvicinò alla Democrazia cristiana e in particolar modo a Giulio Andreotti, restando comunque amico di Giorgio Almirante e continuando a stampare i manifesti del Movimento sociale italiano nella sua azienda tipografica di Cassino, famosa anche per la stampa di libri revisionisti. Gestore delle terme di Fiuggi, fu presidente dell'As Roma tra il 1991 e il 1993.

MEDIATORE DEL LODO MONDADORI

La sua figura fu centrale anche nel Lodo Mondadori, vicenda nel quale svolse il ruolo di intermediario tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti. La sua attività imprenditoriale incluse anche il marchio di acque minerali Recoaro e diverse cliniche romane, prima fra tutte Villa Stuart. Da editore fu a capo di due società: Nuovo Oggi srl ed Editoriale Oggi srl, con le quali pubblicò le testate come Ciociaria Oggi, Latina Oggi, Nuovo Oggi Molise, Nuovo Oggi Castelli, Nuovo Oggi Guidonia e Nuovo Viterbo Oggi. Per tre anni, alla fine dei Novante, tentò l'avventura anche in Sicilia, con Sicilia Oggi.

SENATORE DEL PDL TRA IL 2008 E IL 2013

Dopo aver sostenuto la candidatura di Francesco Storace alla presidenza della Regione Lazio nel 2005, tra il 2008 e il 2013 è stato senatore del Popolo della Libertà, eletto nella circoscrizione Lazio. La sua candidatura, fortemente voluta da Silvio Berlusconi contro il parere di Alleanza nazionale, suscitò non poche polemiche anche perché in campagna elettorale Ciarrapico affermò di non aver mai rinnegato il fascismo. Altre dichiarazioni di stampo antisemita (come quando in parlamento si scagliò contro An chiedendo se i finiani avessero già ordinato le kippah e affermando che «chi ha tradito una volta tradisce sempre») e omofobo lo misero in minoranza anche all'interno del suo stesso partito, che nel 2013 non lo ricandidò.

VITALIZIO RITIRATO PER LE NUMEROSE CONDANNE

Nel 2015 ha subito la revoca del vitalizio parlamentare in virtù delle numerose condanne per finanziamento illecito ai partiti, violazione della legge a tutela del lavoro minorile, ricettazione fallimentare nell'ambito del crac della Casina Valadier, bancarotta fraudolenta per il crac dell'Ambrosiano e per truffa editoriale.

14 Aprile Apr 2019 1031 14 aprile 2019
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