Armando Siri Ministero Delle Infrastrutture E Dei Trasporti Corruzione

Chi è Siri, il leghista che voleva curare la corruzione col buonsenso

Il sottosegretario ai Trasporti indagato, il cui caso sta spaccando il governo, a fine febbraio aveva criticato l'Anac suscitando le ire del M5s. Profilo dell'ideologo della flat tax. 

  • ...

«Per curare la malattia della corruzione abbiamo scatenato degli anticorpi che non solo non funzionano, ma hanno distrutto l’organismo, quindi è stata una reazione eccessiva». Così Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, ora indagato per corruzione, parlava del codice degli appalti il 28 febbraio scorso. «Siamo l’unico Paese che ha un ente ulteriore contro la corruzione, sembra che diamo per scontato che siamo tutti corrotti e dobbiamo curarci, io penso che sia il contrario: siamo tutti persone corrette fino a prova contraria, quindi dobbiamo alleggerire il codice che secondo me va questo codice va cancellato e totalmente riscritto». In altre parole per il senatore leghista e ideologo della flat tax «per curare la corruzione serve soprattutto buonsenso». E sul futuro dell'Anac aggiungeva sicuro: «Smettiamola di prendere medicine per curare una malattia che ha bisogno di buonsenso e di meno burocrazia».

IL PRIMO SCONTRO CON NICOLA MORRA

Dichiarazioni che oggi, alla luce delle accuse a suo carico scritte nel decreto di perquisizione della procura di Roma - Siri è accusato di corruzione per avere nella sua «duplice veste di senatore della Repubblica e sottosegretario alle Infrastrutture» nella «qualità di pubblico ufficiale» asservito «le sue funzioni e i suoi poteri a interessi privati» - pesano come macigni. Già a fine febbraio, contro Siri si era scagliato il grillino Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, lo stesso che ora si dice d'accordo con la richiesta di dimissioni avanzata dal capo politico M5s Luigi Di Maio. «La corruzione non si combatte con il solo buonsenso», aveva messo in guardia Morra, «ma con severe leggi anticorruzione, leggi da applicare sempre. Chi afferma il contrario è in malafede, o di un’ingenuità assoluta».

L'IDEOLOGO DELLA FLAT TAX SOSTENITORE DELLA PACE FISCALE

Ma chi è Armando Siri a cui il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli ha appena ritirato le deleghe e che davanti alle pressioni del M5s rifiuta di dimettersi? Il suo nome è legato innanzitutto alla flat tax, cavallo di battaglia di Salvini e alla pace fiscale. Ma anche ai tavoli sulla Tav e su Alitalia. Senatore leghista e sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ha spesso travalicato le sue deleghe e varcato il ministero dell'Economia, tanto da far sbottare il viceministro M5s Laura Castelli: «Sono certa che anche al Mit c'è tanto da fare...». Ma di energia e di eolico - sottolineano dal suo staff, commentando a caldo quanto emerge dall'inchiesta di Palermo incentrata su Vito Nicastri - «non si è mai occupato».

SIRI, DA FORZA ITALIA ALLA LEGA SALVINIANA

Genovese trapiantato a Milano, Siri ha 47 anni e una figlia. Giornalista di Mediaset e socialista craxiano, si era avvicinato a Forza Italia prima di scrivere un libro (L'Italia nuova, l'inizio) e fondare nel 2010 un suo movimento, il Partito Italia Nuova (Pin). Nel 2014 è entrato nell'orbita salviniana, diventando consigliere economico oltre che responsabile della scuola di formazione politica della Lega. È stato tra i protagonisti della svolta nazionale del partito fondato da Umberto Bossi. Al fianco di Salvini in incontri come quello con Steve Bannon, è considerato l'ideologo della tassa piatta con aliquota al 15%. Nel 2018 è stato eletto senatore e il suo nome è entrato subito in lizza per un posto nel governo, ma era osteggiato dal Movimento 5 stelle perché aveva patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta riguardo al fallimento della società Mediaitalia. Alla nascita dell'esecutivo, Siri ha giurato da sottosegretario al ministero guidato da Toninelli, con numerose deleghe (ora sospese): dai sistemi informativi e statistici allo sviluppo del territorio, al sistema delle città. E ancora: riqualificazione urbana, navigazione, aeroporti e trasporto aereo. Al ministero ha lavorato ai tavoli di Alitalia ed Air Italy, ha seguito la vertenza Enav. Nelle ore del braccio di ferro sulla Tav, si è fatto promotore della cosiddetta "clausola della dissolvenza" per far partire i bandi.

18 Aprile Apr 2019 1324 18 aprile 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso