Elezioni Sicilia 2019

La guida completa alle elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile al voto 36 Comuni, Caltanissetta unico capoluogo di Provincia. La Lega corre sola in alcuni centri, mentre prendono forma inediti Nazareni. Lo scenario.

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Mezzo milione di siciliani sono chiamati al voto il prossimo 28 aprile per il rinnovo delle amministrazioni di 36 Comuni, di cui sette avendo più di 15 mila abitanti verranno elette con il sistema proporzionale e 29 con il maggioritario. Si tratta delle ultime votazioni prima delle Europee: anche per questo stanno assumendo una inusuale centralità nel dibattito politico nazionale.

Oltre al comune di Caltanissetta, unico capoluogo di provincia interessato, si vota a: Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Naro, Racalmuto, Santa Elisabetta, Gela, Mazzarino, San Cataldo, Aci Castello, Motta Sant’Anastasia, Ragalna, Zafferana Etnea, Aidone, Brolo, Condrò, Forza D’Agrò, Leni, Longi, Mandanici, Mistretta, Oliveri, Rometta, Spadafora, Tortorici, Bagheria, Borgetto, Bompietro, Cinisi, Monreale, Roccamena, Calatafimi-Segesta, Castelvetrano, Mazara del Vallo, Salaparuta e Salemi. Di questi, due sono commissariati (Gela e Alessandria Della Rocca), mentre altri due (Borghetto e Castelvetrano) gestiti dalla commissione prefettizia.

LE SPACCATURE ALL'INTERNO DI CENTROSINISTRA E CENTRODESTRA

Come si anticipava, data la prossimità con le Europee del 26 maggio, anche questa tornata elettorale, benché squisitamente locale, verrà utilizzata da tutti i partiti come ultimo test in vista della sfida principe per il parlamento europeo. Sono diverse le situazioni che meritano rilievo e quasi tutte hanno un denominatore comune: sull'Isola il centrosinistra appare scisso al proprio interno mentre la coalizione di centrodestra corre in più parti divisa, con la Lega che affronterà diverse competizioni in solitudine. Si segnala, inoltre, il fatto che il Partito democratico in più piazze ha preferito di non utilizzare il simbolo nazionale, come già accaduto alle Regionali 2019.

PATTI DEL NAZARENO SICILIANI: IL REBUS DI GELA

Ma a Gela è andato oltre: là, il Pd oltre a non esporre il logo corre di fatto con Forza Italia, che in città si è scissa nella corrente ufficiale, che fa riferimento al deputato regionale Michele Mancuso contro la fronda che ha seguito le indicazioni dell'ex deputato regionale forzista Federico Giuseppe. Un “patto del Nazareno” della Trinacria che rischia di avere come unico scopo – fanno notare gli avversari – di unire due debolezze. Pd e Fi sostengono l'avvocato 61enne Lucio Greco, a capo della lista civica "Un'altra Gela". Per di più, fino all'ultimi, i due partiti, un tempo centrali sulla scena nazionale, rischiavano di non riuscire nemmeno a presentarsi in città dato che la commissione elettorale circoscrizionale aveva deciso l'esclusione della lista di Greco per questioni burocratiche. È stato il Tar di Palermo ad averla riammessa alla corsa. Il candidato sostenuto da Pd e Fi dovrà vedersela anzitutto con il candidato di centrodestra Giuseppe Spata, 42 anni, commercialista, coordinatore provinciale della Lega, sostenuto da Udc, Fratelli d'Italia e dai dissidenti forzisti di Federico Giuseppe. Seguono Simone Morgana, 42 anni, avvocato, per la lista del M5s e Maurizio Melfa, 48 anni, imprenditore, indipendente, espressione di due liste civiche.

LA SFIDA LEGHISTA A CALTANISSETTA

Se il Pd fatica persino a presentare il simbolo, la Lega, mai così forte, corre da sola in diverse realtà: Caltanissetta, Monreale e Mazara, solo per citarne alcune. Ed è proprio la sfida per Caltanissetta, unico comune capoluogo di provincia al voto, a essere la più interessante e anche la più frammentata, con sei candidati (due recentemente esclusi per questioni burocratiche), di cui quattro in rappresentanza dei partiti tradizionali. Anche qui il Pd corre in incognito, senza il supporto (ritenuto evidentemente un fardello), del logo nazionale. Questo nonostante il buon risultato ottenuto con le primarie, che hanno saputo richiamare 80 mila votanti (a Caltanissetta Nicola Zingaretti ha preso il 70% delle preferenze). Il partito comunque supporta il farmacista 60enne Salvatore Messana, già sindaco della città due volte, dal 1999 al 2009. Michele Giarratana rappresenta il centrodestra, che deve però fare a meno della Lega, in fuga solitaria con il consigliere comunale uscente Oscar Aiello. Roberto Gambino corre per il Movimento 5 stelle.

COALIZIONI DIVISE ANCHE A MONREALE

Anche a Monreale dove, si è detto, la Lega corre da sola, lanciando Giuseppe Romanotto, del Pd nemmeno l'ombra. A sostenere il sindaco uscente Piero Capizzi, appoggiato dalle liste Alternativa Civica e Popolari per Monreale, pezzi del partito che fanno capo a Leoluca Orlando e Davide Faraone. Il resto sembrerebbe invece vicino a Roberto Gambino. E anche qui il centrodestra tradizionalmente inteso è spaccato in tre: oltre a Romanotto si sfidano infatti Salvino Caputo, candidato di Forza Italia e Alberto Arcidiacono sconfitto dal sindaco uscente alle passate Amministrative e sostenuto da liste civiche. A margine il pentastellato Fabio Costantini. Dove i grillini saranno più centrali invece è a Bagheria, comune amministrato dal 2014 proprio dai 5 stelle. Per loro corre la 31enne Romina Aiello, assessore uscente alla Cultura. Il tridente Fi, Lega e Udc corre con Gino Di Stefano mentre il Pd, senza simbolo, si raccoglie attorno a Filippo Tripoli, d'estrazione democristiana. Articolo 1 – Mdp appoggia la la lista unitaria Cento Passi di Rosario Tomasello e +Europa Alessandra Iannì.

LE BEGHE DI CASTELVETRANO

Tenta faticosamente di ritornare alla normalità Castelvetrano, sottoposto da due anni alla gestione prefettizia dopo lo scioglimento per mafia, ma il recente arresto di uno dei candidati a sindaco nell'ambito dell'operazione Artemisia (corruzione e massoneria) non fa ben sperare. Restano così in corsa: il candidato Pd, l'architetto Pasquale Calamia, il cinquestelle Enzo Alfano, il legale sorretto da Fdi Davide Brillo, l’ufficiale della Guardia di Finanza - ora in pensione - Antonio Giaramita della lista Legalmente, l'avvocato Vita Alba Pellerito e Calogero Martire, entrambi sorretti da civiche.

COME SI VOTA: SÌ AL DISGIUNTO

La materia è stata recentemente aggiornata dalle leggi regionali n. 6 del 05-04-2011 e n. 8 del 10-04-2013. Inoltre, la legge regionale n.17 del 11 agosto 2016 ha esteso il sistema maggioritario ai comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti e reintrodotto il cosiddetto "effetto trascinamento", per cui il voto espresso per la lista si estende al candidato sindaco, ma non viceversa. Ammesso il voto disgiunto, che rende libero l'elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata oltre alla possibilità di esprimere sino a un massimo di due preferenze per i candidati al Consiglio comunale, nel rispetto della rappresentanza di genere. Si ricorda infine che, qualora le preferenze espresse per i candidati della stessa lista, anche se di genere diverso e appartenenti alla medesima lista, siano più di due, vengono ritenuti nulli i voti ai candidati, mentre si convalidano i voti per la sola lista. Per altre informazioni relative alla modalità di voto rimandiamo al sito elezioni regione Sicilia.it.

EVENTUALI BALLOTTAGGI IL 12 MAGGIO

Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 28 aprile dalle 7 alle 23. È prevista la pubblicazione di tre rilevazioni sull'affluenza, con il raffronto dei dati con quelli delle ultime elezioni amministrative dei comuni interessati alle ore 12, 19 e 23. Lo scrutinio avrà inizio subito dopo la chiusura dei seggi. Le operazioni di voto dell'eventuale ballottaggio si svolgeranno domenica 12 maggio 2019 sempre dalle 7 alle 23. Per votare occorre presentarsi con la carta d'identità e la tessera elettorale.

23 Aprile Apr 2019 0703 23 aprile 2019
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