Casapound Salone Del Libro Esposto Altaforte Polemiche

Esposto di città e Regione contro Altaforte al Salone del libro

La Appendino e Chiamparino interpellano i magistrati per le frasi del direttore della casa editrice vicina a CasaPound: «È apologia di fascismo». Un comportamento «estraneo allo spirito» della kermesse di Torino.

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Dopo polemiche, rinunce e aut aut è arrivato anche l'esposto alla procura della Repubblica. Il caso dei fascisti al Salone del libro di Torino 2019 si è ingrossato ed è intervenuta la politica: Regione Piemonte e Città di Torino hanno voluto coinvolgere i magistrati affinché possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo.

L'iniziativa del governatore Sergio Chiamparino e della sindaca Chiara Appendino - condivisa anche dal vicepremier Luigi Di Maio - è stata presa alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate da Francesco Polacchi, della casa editrice Altaforte, scelta anche da Matteo Salvini per il suo libro-intervista. Nelle sue parole le due istituzioni hanno intravisto «una possibile violazione delle leggi dello Stato» e hanno considerato quindi la sua attività «estranea allo spirito del Salone del libro».

Sono fascista, sì. Lo dico senza problemi. Mussolini è stato sicuramente il miglior statista italiano. L'antifascismo è il vero male di questo Paese

Il direttore di Altaforte Francesco Polacchi

VIOLATO QUANTO DISPOSTO DALLA LEGGE MANCINO

Nell'esposto si legge: «Anche la forma più radicale dell'intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello stato di diritto». Gli editori di CasaPound andrebbero contro «quanto disposto dalla legge Mancino 305 del 1993». L'articolo 4, in particolare, prevede che venga punito chi «pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche»

GLI ORGANIZZATORI: «IL SALONE È DEMOCRAZIA, NON DIVIDIAMOCI»

Gli organizzatori dell'evento torinese hanno lanciato un appello: «Il Salone del Libro di Torino è un luogo di scambio, di confronto, di condivisione, di festa. Coinvolge centinaia di migliaia di persone. È un esempio virtuoso per tutto il Paese. Questa esperienza deve unirci, non dividerci. Una grande manifestazione popolare, un luogo che è diventato uno dei simboli della democrazia e della civile convivenza».

LEVI (AIE): «AUSPICO CHE PARTECIPINO TUTTI»

Il presidente dell'Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi, ha detto che «chi opera professionalmente nel mondo dei libri e, più in generale, chiunque ami i libri e la lettura ha nel proprio Dna, come principio fondante, la difesa della libertà di pensiero, di espressione e in particolare di edizione in tutte le sue forme. Per questo Aie continua ad auspicare la partecipazione di tutti al Salone internazionale del libro di Torino».

Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli (a destra) con il presidente dell'Associazione italiana editori (Aie), Ricardo Franco Levi.
Ansa

BONISOLI: «ANCHE LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE È UN VALORE»

Sulla vicenda ha detto la sua il ministro della Cultura Alberto Bonisoli, parlando all'Ansa: «Il Salone del libro è un luogo di democrazia perché i libri sono idee. I toni si sono alzati troppo. Anche la difesa della libertà di espressione è un valore dell'antifascismo». Sull'esposto alla procura il ministro ha detto che «il quadro legislativo è chiaro e protegge la Repubblica dal fascismo. Se ci saranno reati sarà la magistratura a stabilirlo».

7 Maggio Mag 2019 1656 07 maggio 2019
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