Aumento Iva Conte

Cosa ha detto Conte sull'aumento dell'Iva

Il premier ha ribadito che non sarà facile evitarlo. In cantiere spending review e potenziamento della lotta contro l'evasione. E attacca i paradisi fiscali in Ue. 

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Il punto resta quello: evitare l'aumento dell'Iva. «Non sarà un'impresa facile», ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando mercoledì 15 maggio all'assemblea di Rete Imprese Italia. Per questo, ha aggiunto, «stiamo lavorando a un'operazione profonda di spending review e stiamo pontenziando il nostro sistema di contrasto all'evasione fiscale». Toni più cauti di quelli usati a Verona dal suo vice Matteo Salvini che su un possibile aumento dell'Iva era stato perentorio: «Non aumenterà, lo garantisco: devono passare sul mio corpo».

CONTE CONTRO I PARADISI FISCALI IN UE

Conte nel suo intervento ha sottolineato la necessità di avviare, «in sede europea, un serio dibattito di dumping fiscale». Perché «non è possibile che in Ue in un sistema così integrato ci siano dei Paesi che costituiscono nella loro effettività dei paradisi fiscali: competere con loro diventa oltremodo svantaggioso». Non solo. Il governo, secondo il premier, si è concentrato «sulla riduzione del carico fiscale per le imprese, obiettivo rispetto al quale sono stati fatti passi importanti pur nella consapevolezza che resti ancora molto da fare». Sottolineando come dopo i primi interventi presi «nei soli primi tre mesi di quest'anno sono state aperte oltre 196 mila nuove partite Iva, di cui oltre la metà ha aderito al regime forfettario».

IL GOVERNO VERSO UNA FASE 2

Nella road map tracciata da Conte, «dopo una prima fase, nella quale il governo ha posto le basi per ricostruire il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni, rispondendo con urgenza alle istanze delle fasce più deboli della popolazione, si apre adesso una 'fase 2', che ha come obiettivo prioritario quello di rilanciare la crescita, liberando le migliori energie produttive e innovative del Paese». Il presidente del Consiglio ha quindi attaccato i cosiddetti «europeisti a buon mercato»: «Non abbiamo di europeisti fideistici né di derive nazionalistiche ma di offrire un contributo critico all'Europa, costruttivo, un approccio da nuovo umanesimo».

«LO SPREAD IN RIALZO? LO COLLEGO ALLE ELEZIONI»

Il premier ha poi commentato l'aumento dello spread, che ha sfondato la soglia dei 290 punti, ricollegandolo « alla competizione elettorale, che crea evidentemente agitazione sui mercati». «Tutti i partiti», ha aggiunto Conte, «sono impegnati per raggiugere dei successi, stanno rimarcando il territorio politico, ci sono dichiarazioni anche molto forti, ma confido che tutto venga ricondotto in ordine il giorno dopo le elezioni europee».

15 Maggio Mag 2019 1228 15 maggio 2019
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