Matteo Salvini Sud

I motivi della folgorazione di molti meridionali per Salvini

Nonostante gli insulti ricevuti, molta gente del Sud applaude al leader leghista. E in questo storico ribellismo straccione, privo di memoria, c'è la volontà di consegnarsi a chi promette di rovesciare il tavolo.

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Come è potuto accadere che molti elettori meridionali abbiano deciso e decideranno di votare per Matteo Salvini? La domanda ripropone questioni antiche, dibattiti storici sulla questione meridionali, interpretazioni ardite su cui si sono misurate splendide personalità della cultura e della politica.

Io la voglio fare semplice. Salvini per anni ha dato fiato, con altri dirigenti della Lega ma, come capita sempre a lui, senza misura, a una campagna di denigrazione del Sud e della sua gente, e soprattutto dei suoi giovani, che si è nutrita di feroci insulti, di canzoncine indecenti cantate in coro, di auspici (forza Vesuvio, forza Etna) al limite del codice penale. La gente del Sud ha saputo tutto questo e per un lungo periodo prima a Umberto Bossi poi a Salvini era difficile aprirsi un varco nel Mezzogiorno. Fallì anche il tentativo di formare Leghe del Sud da associare alla casa madre lombardo-veneta.

IL SENTIMENTO ANTI-RISORGIMENTALE DEL SUD

In tutto questo periodo, invece, è cresciuto un altro sentimento nel Sud che si è alimentato di libri, di affollati convegni, con professori, giornalisti, gente di spettacolo per diffondere la storia del Mezzogiorno occupato dal Nord, del Risorgimento come invasione accompagnata da una strage di meridionali. I Terroni di Pino Aprile, ma anche altri libri, conoscevano un successo editoriale senza precedenti che faceva immaginare il formarsi di una vera formazione politica meridionale con intenzioni separatiste. La “grande cultura” ha ignorato questo passaparola che ha coinvolto tutte le città, piccole e grandi, del Mezzogiorno e solo poche voci hanno difeso il Risorgimento. Intendiamoci la questione meridionale nasce anche dalla durezza e dalla cecità con cui si unificò il Paese. Ma il passaparola di cui ho parlato tendeva a ristabilire un primato etico della rivolta sobillata dai Borboni.

ITALIA PREDA DI NORDISMO E MERIDIONALISMO STRACCIONE

L’Italia di questi anni è stata, nel disinteresse della “cultura alta”, preda di vecchie idee del mercato dell’usato cioè nordismo e meridionalismo straccione. È accaduto così che molti meridionali, e soprattutto molti ragazzi, abbiano a poco a poco perso identità. Non hanno avuto nulla da difendere di una terra che non dà loro lavoro, non dà futuro e che per di più ha un passato segnato da una violenza etnica delle classi dirigenti del Nord. Salvini si è presentato come l’anti-Casta, il nemico delle classi dirigenti del Nord e del Sud e molti meridionali – come è purtroppo accaduto più volte nella storia – si sono gettati fra le braccia del nuovo “ribelle” ignorando i suoi insulti e le sue parole di odio.

Salvini si è presentato come l’anti-Casta e molti meridionali – come è purtroppo accaduto più volte nella storia – si sono gettati fra le braccia del nuovo “ribelle” ignorando le sue parole di odio

LA SUBALTERNITÀ OTTUSA AL VINCITORE

C’è nel ribellismo meridionale qualcosa che lo rende ottusamente subalterno al vincitore o al probabile vincitore. C’è in questo ribellismo straccione, privo di memoria sulla propria storia, la volontà di consegnarsi a chi promette di rovesciare il tavolo. «Franza o Spagna purchè si magna». La storia del Sud è piena di tradimenti di meridionali passati con i nemici della propria terra. È sempre stata questa la malattia che ha impedito la nascita di una classe dirigente meridionale che potesse aiutare la sua gente a fare passi avanti. Maledetti meridionali da cortile. Salvini è l’ultimo trasformista che sta cercando di portare i meridionali in un gioco che li distruggerà. Paghiamo così la colpa di aver rinunciato, non come sinistra ma come mondo civile, a una battaglia culturale che contrastasse le sciocchezze sul Risorgimento, che mettesse in primo piano le virtù meridionali e non il suo ribellismo straccione, che cercasse di fare di questa parte di Italia il luogo della più forte domanda di civiltà e non, come oggi accade, il mondo della più devastante disgregazione intellettuale, un vero mercato all’aperto per falsari di ogni latitudine.

16 Maggio Mag 2019 0913 16 maggio 2019
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