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Il governo rischia di spaccarsi anche sul caso Rixi

Di Maio chiede un passo in caso di condanna. Ma la Lega minaccia: «Non possiamo continuare se ci danno dei corrotti». E il sottosegretario del Carroccio accusa: «M5s totalitari».

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C'è un nuovo problema in casa gialloverde. Non bastassero le discussioni su debito, misure per la famiglia e dl sicurezza, ora il nuovo fronte di tensione potrebbe concentrarsi sul sottosegretario ai trasporti Edoardo Rixi. L'ultimo affondo contro il leghista è arrivato in un'intervista al Fatto Quotidiano.

DI MAIO: «SE CONDANNATO RIXI VA ALLONTANATO»

«Se certe inchieste si stanno svolgendo è anche grazie alle nuove leggi che abbiamo votato assieme alla Lega. Dopodiché se alcuni filoni territoriali dovessero arrivare più in alto, ci sarebbero dei problemi», ha detto infatti Luigi Di Maio. Il leader M5s ha poi aggiunto: «Ma si può andare avanti con il contratto di governo, in cui sono previste le norme etiche che abbiamo applicato al caso Siri. E come M5s, essendo maggioranza in Consiglio dei ministri, le faremo sempre applicare». Il vicepremier, in ogni caso, ha ribadito che se Rixi venisse condannato dovrà andarsene: «Lo stabilisce il codice di comportamento previsto dal contratto».

MOLINARI: «DIFFICILE DURI SE CI DANNO DEI CORROTTI»

Di altro avviso Riccardo Molinari, intervenuto a Radio anch'io: «Di Maio ha impostato la campagna elettorale del M5s su distinzione morale tra loro e noi», ha detto il capogruppo del Carroccio alla Camera, «che stia usando il tema delle inchieste per fare propaganda è una cosa molto grave. Un conto è il teatrino della campagna elettorale, un conto è quando si fa una differenza antropologica tra onesti e disonesti e si mettono i propri alleati dall'altra parte del mondo. Se manca la fiducia e se Di Maio è convinto che la Lega sia un partito di corrotti, andare avanti diventa molto complicato».

FONTI M5S: «FANNO FINTA DI NON CAPIRE»

A stretto giro la controreplica del M5s: «Le dichiarazioni di Molinari sembrano mettere le mani avanti per salvare Rixi se dovesse essere condannato», hanno fatto sapere fonti grilline, «se pensano che dopo le elezioni cambierà qualcosa e che con la minaccia di far cadere il governo il M5s accetterà di tenersi un condannato nell'esecutivo, continuano a non capire il valore dell'anticorruzione per il Movimento».

SALVINI: «TEMPI DI TANGENTOPOLI SONO PASSATI»

Interpellato dalla stampa estera, ha parlato anche Matteo Salvini: «Fortunatamente i tempi di Tangentopoli sono passati», ha detto il leader della Lega, commentando gli arresti a Legnano nell'ambito della maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Le indagini, ha detto Salvini, «riguardano tre persone e io non faccio il giudice, ho piena fiducia nella magistratura». Salvini, con una diretta Facebook, ha anche risposto all'attacco arrivato da Beppe Grillo: «Vieni a fare il ministro dell'Interno per una settimana e poi vediamo cosa fai. Posso starti simpatico o antipatico, ma i risultati dicono che lo sto facendo bene». L'appello al M5s è chiaro: «Lasciate lavorare la Lega e smettetela con tutti questi no». La risposta lo è altrettanto: «Salvini mente con questa storia dei no. Il 90% dei provvedimenti di questo governo sono a firma del M5s mentre tutti sanno che Salvini passa più tempo nelle piazze ed è un desaparecido nel suo ministero. Il M5s governa, Salvini comunica».

RIXI: «PENTASTELLATI COME I REGIMI TOTALITARI»

Infine è toccato anche a Rixi dire la sua: «Mi hanno dato molto fastidio le affermazioni degli ultimi giorni contro Salvini. E anche oggi, quando dicono che vogliamo la gestione della quasi totalità del Paese. Mi sembra che nei regimi totalitari usino strumenti che forse sono più vicini all'ideologia M5s che non alla nostra».

17 Maggio Mag 2019 1148 17 maggio 2019
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