Fondo Famiglie Di Maio Fontana

Scontro Di Maio-Fontana sul fondo per le famiglie bisognose

Il vicepremier lo vuole istituire presso il ministero del Lavoro utilizzando i soldi "risparmiati" del reddito di cittadinanza. Il leghista si oppone per l'invasione di campo. Mettendo in difficoltà così il decreto sicurezza bis di Salvini.

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Matteo Salvini le sta provando tutte per convincere i cinque stelle a far passare il suo decreto sicurezza bis.

Con i sondaggi che vedono rallentare la corsa della Lega, deve portare a casa qualcosa prima del 26 maggio. Ma a mettere i bastoni sulle ruote nella sua strategia è involontariamente un suo fedelissimo come Lorenzo Fontana. Il ministro per le Politiche della famiglia, infatti, avrebbe iniziato una sua crociata personale contro il titolare del Lavoro, Luigi Di Maio, e il suo provvedimento per aiutare i nuclei più bisognosi. Questa ennesima querelle in maggioranza s’insinua in una guerra che Lega e M5s fanno fatica a chiudere. Nelle ultime ore Salvini - vistosi al momento respingere le sue aperture per modificare il decreto Sicurezza bis - ha tuonato via Facebook contro Di Maio e il premier Giuseppe Conte: «Nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far arrivare le navi con i migranti in Italia. Se qualcuno pensa di riaprire i porti ha trovato il ministro e il partito politico sbagliato». Per tutta risposta l’altro vicepremier ha fatto sapere che il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi «dovrà dimettersi» se condannato in primo grado nel processo per le spese pazze alla regione Liguria.

DAL REDDITO DI CITTADINANZA RISPARMIATO CIRCA 1 MILARDO

Nonostante il clima, però, anche i leghisti si sarebbero sorpresi dell’attacco di Lorenzo Fontana a Di Maio. Il vicepremier - che come il Capitano ha bisogno di presentarsi al voto con l’approvazione di una misura pesante - vuole istituire presso il suo ministero un fondo ad hoc per le famiglie bisognose con il quale finanziare un assegno da far erogare all’Inps per i nuclei più numerosi. E che a regime potrebbe anche comprendere tutti i bonus oggi esistenti. Per finanziare l’operazione il leader dei pentastellati vuole utilizzare i fondi che non saranno spesi per il reddito cittadinanza. Una cifra che stando alle prime stime che circolano tra i ministeri dell’Economia e del Lavoro e l’Inps oscillano tra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro.

Secondo il ministro della Famiglia non si possono individuare come copertura a una legge risorse che al momento sono incerte

Se ci sarà un risparmio, lo si saprà soltanto a fine anno. E non a caso nelle bozze del decreto i dirigenti di via Veneto parlano di fondo «alimentato da eventuali risorse» provenienti dalla dotazione del reddito. Ed è proprio su questo aspetto che Fontana e i suoi tecnici si starebbero appigliando per provare di bloccare Di Maio. Secondo il ministro della Famiglia non si possono individuare come copertura a una legge risorse che al momento sono incerte. E dello stesso avviso sarebbe anche il ministero dell’Economia, dove Giovanni Tria si sarebbe mostrato indispettito dal tentativo di Di Maio di accaparrarsi un tesoretto che dovrebbe andare invece al taglio del deficit.

Luigi Di Maio e Lorenzo Fontana.

Fontana avrebbe anche fatto rilevare che la competenza a intervenire su queste materie è sua e della presidenza del Consiglio, dalla quale dipende il suo dicastero senza portafogli. Difficile dire quanto siano sostenibili queste accezioni. Ma dietro le quinte ci sarebbe anche un certo nervosismo di Fontana, dettato dal fatto che il ministro ha presentato nel decreto Crescita un pacchetto di emendamenti per la famiglia (potenziamento del bonus bebè da 80 a 110 euro mensili, alzamento del tetto dell’Isee fino a 35 mila euro per ottenere le prestazioni sociali e detrazioni fiscali per l’acquisto di pannolini e latte in polvere) che potrebbero esseri cassati.

17 Maggio Mag 2019 1730 17 maggio 2019
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