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Tensioni sul Reddito di cittadinanza tra Regioni e Di Maio

Impossibile indire i concorsi per le assunzioni nei centri per l'impiego. Software in alto mare. Mancanza di comunicazione. I governatori contro il ministro del Lavoro. 

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Non si possono indire i concorsi per assumere i 4 mila addetti previsti nei centri dell'impiego. Sono sparite le risorse per rilanciare queste strutture. Manca il software per far dialogare gli enti impegnati nella gestione del reddito di cittadinanza a livello centrale (Inps e Anpal), quelli in ambito locale (Regioni e Cpi) e le imprese.

LA MACCHINA DEL REDDITO DI CITTADINANZA È FERMA

Tornano così a manifestarsi le tensioni tra i governatori e Luigi Di Maio sul reddito. Nel cronoprogramma fissato tra le parti, le Regioni avrebbero già dovuto iniziare a convocare i disoccupati nei centri per l'impiego. Invece la macchina è ferma e con essa la definizione dei piani per la formazione e la ricerca delle offerte di lavoro. I governatori - attraverso gli assessori del Lavoro - hanno avvertito il vicepremier M5s che il reddito di cittadinanza, già zoppicante, potrebbe incepparsi su un punto che gli sta molto a cuore: l'attività di outplacement, di reinserimento nel mondo del lavoro destinata a disoccupati e inoccupati, rendendo la misura soltanto l'ennesimo provvedimento assistenziale del Paese.

PARISI E IL NODO DELL'APP DA ACQUISTARE

La tensione era già palpabile a inizio settimana quando gli assessori regionali hanno incontrato il nuovo presidente dell'Anpal, l'agenzia nazionale per il lavoro, Mimmo Parisi. Gli enti hanno chiesto al sociologo che ha fatto carriera nel Mississippi dove fosse finito il software che aveva promesso per gestire i percorsi di reinserimento dei percettori del reddito e i posti di lavoro messi a disposizione dalle imprese. La questione è delicata perché Parisi vorrebbe che il governo acquistasse l'applicazione Mississippi works che lui stesso ha messo a punto quanto lavorava in America e a che suo dire ha dato grandi risultati per incrociare la domanda e l'offerta tra imprese e disoccupati. Ma l'operazione è complessa: sia perché si profila un conflitto d'interessi (quello di Parisi, come ha denunciato il Pd) sia perché l'acquisizione passa per una gara d'appalto aperta a tutti i fornitori. Infatti il dossier è congelato, con gli uffici legali del ministero del Lavoro e di Invitalia, il soggetto in house del governo che dovrebbe comprare l'app, all'opera per trovare una quadra.

Tornando alle richieste delle Regioni, Parisi avrebbe risposto che per il software si dovrà ancora aspettare. E quando la coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro - la toscana Cristina Grieco - gli ha fatto notare che in questo modo i Cpi non sono neppure in grado di conoscere gli iscritti al reddito e di poterli convocare, il professore italoamericano ha replicato che al momento il governo può solo inviare alle Regioni una lista con i nominativi. Nell'era digitale, in fondo, si torna alla carta.

MANCA IL DECRETO ATTUATIVO PER LE ASSUNZIONI

Ma sono altri i nodi più delicati aperti al tavolo tecnico tra Regioni e ministero del Lavoro per l'avanzamento del reddito. Nella scorsa finanziaria i governatori hanno ottenuto da Di Maio il reclutamento dei 4 mila dipendenti, ma a oggi il governo non ha ancora approvato il decreto attuativo per permettere alle Regioni che per motivi di bilancio non possono assumere nuovo personale di indire i bandi per i concorsi. Questo atto deve arrivare entro il 30 giugno, altrimenti le selezioni rischiano di slittare al 2020. Sempre le Regioni aspettano da Palazzo Chigi un altro decreto non meno importante: quello per il riparto dei 120 milioni di euro che il Decretone stanzia per ristrutturare e rafforzare i Centri per l'impiego. I governatori, per non perdere tempo, hanno stabilito senza aspettare il governo i criteri per dividersi questo monte di risorse. Ma fino a quando Di Maio non firmerà l'atto necessario, sarà impossibile far partire il rilancio delle strutture che dovrebbero trovare le offerte di lavoro ai disoccupati percettori del reddito.

17 Maggio Mag 2019 0600 17 maggio 2019
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