tendenze
28 Giugno Giu 2011 0833 28 giugno 2011

Il seme della felicità

Il 63% degli italiani con l'hobby terapeutico del verde.

  • ...

Tra fiori e ortaggi alla ricerca della felicità. Secondo gli ultimi dati di Coldiretti, il 63% degli italiani dedica almeno 15 minuti al giorno alla cura delle piante e del green. Non solo un hobby ma una passione terapeutica smpre più diffusa, come dimostrano una serie di iniziative editoriali che puntano a recuperare un rapporto con «verde perduto».
STORIE DI VITA E DI GIARDINI. Dai diamanti non nasce niente, (Rizzoli) scritto dalla conduttrice di Parla con me Serena Dandini, è tra i cinque libri più venduti della prima settimana di giugno. Non un manuale, ma una storia di vita e giardini, «un’occasione per condividere il bisogno profondo di riposare i nostri occhi inquinati su qualcosa di verde e di vivo», come spiega la stessa autrice.
Una raccolta di esperienze e riflessioni maturate in prima linea per non dimenticare che «cosa eravamo prima di diventare schiavi delle application del nostro smartphone». Ma anche un diario sul «giardino planetario che è il nostro pianeta». Tra storia, letteratura e arte, dalle pagine scaturisce un messaggio non scontato: quella che potrebbe sembrare un’attività solitaria, capace di liberare la mente dalle ansie quotidiane, ha assunto una nuova connotazione sociale e politica.
SONO 6,5 MILIONI I BALCONI COLTIVATI. All’insegna della fantasia e della sperimentazione, è in atto una rivoluzione al grido di «davanzali di tutto il mondo unitevi». Un esercito pacifico e rilassato che avanza alla ricerca del “paradiso perduto”, consapevole della necessità di ritmi più vivibili e sostenibili. E che, intanto, mette a frutto quel che c’è: basti pensare che sono ben 6,5 milioni e mezzo i balconi italiani coltivati con erbe aromatiche, fiori e ortaggi.

Alla ricerca di un Eden planetario

«Possiamo davvero coltivare la felicità, liberare la mente da tensioni e sofferenza», conferma Pia Pera, scrittrice e autrice di Giardino & orto terapia (Salani editore), di cui la stessa Dandini consiglia la lettura, «perché a contatto con le piante si riscopre un’allegria naturale, una curiosità per il mondo che ci aiuta a uscire dalla preoccupazione di noi stessi».
Quello che, quindi, non è più un semplice hobby, ma uno stimolo al recupero dell'equilibrio psico-fisico, coinvolge stabilmente quattro italiani su dieci. Un fenomeno che interessa tutti gli strati sociali, dai bambini agli over 65, di entrambi i sessi. Tutti contribuiscono alla realizzazione di un “eden” planetario in grado di sfidare inquinamento e cementificazione.
LO SVILUPPO DEGLI ORTI URBANI. «Siamo sempre di più a renderci conto che la terra è un grande giardino, l'unico che abbiamo, ed è imperativo che ciascuno di noi impari a prendersene cura», sottolinea Pia Pera. Ne è un esempio il progetto Orti di pace, lanciato della stessa scrittrice, diventato luogo di condivisione delle esperienze di orti didattici, sparsi in tutta Italia, che coinvolge bambini e insegnanti di oltre 100 scuole. Un fenomeno, quello degli orti - siano essi sociali, urbani o metropolitani - che si sta estendendo a macchia d’olio, con esperienze significative sia nelle grandi città come Bari, Genova, Milano e Venezia, sia in piccole realtà comunali.

Decrescita felice e autoproduzione verde

«Tutte esperienze che nascono dalla necessità di ritornare a ritmi naturali, non dettati dal consumismo o dalla grande distribuzione» precisa Grazia Cacciola, più conosciuta come Erbaviola, dal nome del suo blog.
Esperta di ecosostenibilità, autrice de L’orto sul balcone: coltivare naturale in spazi ristretti, (Fag edizioni), manuale all’insegna dell’agricivismo, ha iniziato a parlare di «decrescita felice» e autoproduzione quando aveva a disposizione solo un balcone nella periferia milanese, riempito di fiori ma con un «cuore di verdure».
«La nostra è la seconda generazione italiana che, vivendo in città, ha perso completamente ogni conoscenza del ciclo della natura», racconta. Ora che si è trasferita in campagna, continua a diffondere l’esperienza maturata sul campo, oltre che sul web, con incontri gratuiti a gruppi e associazioni sensibili, lungo lo stivale.
DAL FIORDALISO ALLA MENTA. «Basta anche solo un piccolo terrazzino per essere gratificati». Qualche esempio? «Dal fiordaliso è possibile ricavare un tonico naturale per la pelle, mentre dalla menta si può realizzare un detersivo bio per la lavastoviglie. E tra la frutta da coltivare in giardino o sul balcone suggerisco i frutti di bosco: crescono benissimo in vaso con un’ottima resa», spiega l'esperta.
Ma quello che è più importante è recuperare il piacere di « ricavare tempo per se stessi, accompagnati dai miracoli della natura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso