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IL PROGETTO
29 Febbraio Feb 2012 1455 29 febbraio 2012

Rifiuti, Varese s'ispira al Sud

Raccolta differenziata ferma al 48,9%.

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I cartelloni apparsi a Varese per sostenere la raccolta differenziata.

Grandi cartelloni pubblicitari rossi con un messaggio emblematico: «Varese non è Salerno». Quella che a prima vista poteva sembrare una provocazione in salsa leghista - il sindaco della città Attilio Fontana è esponente del Carroccio - in realtà nascondeva un altro obiettivo. Perché tra le strade erano comparsi anche altri cartelloni: «Varese non è Pordenone».
PUBBLICITÀ PER LA DIFFERENZIATA. Dopo giorni di mistero, è stato poi svelato l'arcano. Si tratta di una forma di pubblicità alternativa per spingere i varesini verso la raccolta differenziata che a Varese si ferma al 48,9% contro il 70,8% di Salerno e il 78,1% di Pordenone, la città più virtuosa d'Italia (la media nazionale è del 31,7%, dati Istat 2011).
Per cercare di recuperare nei confronti di chi eccelle per la raccolta differenziata - tra le città che hanno superato la soglia del 60% ci sono anche Novara, Carbonia, Verbania, Avellino, Nuoro, Belluno, Oristano, Asti, Tortolì, Rovigo e Trento - Varese ha iniziato una fase di sperimentazione di 60 giorni dedicata all'educazione dei cittadini attraverso un sistema per valutarne la capacità a separare correttamente i rifiuti.
SISTEMA DI CARTELLINI PER I RIFUTI. È previsto infatti che i sacchetti della raccolta differenziata vengano controllati dagli uomini dell'Aspem, la società che a Varese si occupa del ritiro porta a porta: in caso di comportamenti corretti, allora deve essere lasciato un cartellino verde con tanto di ringraziamento da parte del Comune.
Cartellino giallo invece per chi sbaglia la raccolta differenziata: un avviso per evitare errori, visto che da maggio il colore è destinato a diventare rosso con i sacchetti che si prevede non siano più ritirati.
Obiettivo di Fontana è raggiungere quota 65% di raccolta differenziata, affiancandosi alle altre città virtuose d'Italia.
Per aiutare i cittadini a districarsi sull'esatta divisione dei rifiuti, sul sito dell'Aspem è stato creato anche un motore di ricerca che permette di conoscere in pochi passaggi come effettuare la differenziata. Una sorta di Google della spazzatura.

A Salerno il sindaco è soddisfatto di essere un modello per il Nord

Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno.

Mentre Varese ha lanciato la rincorsa a Salerno, in Campania il sindaco della città Vincenzo De Luca gongola felice: «Siamo diventati un modello di riferimento per i brillanti risultati raggiunti».
Così ha preso carta e penna e ha scritto al collega del Nord: «Il vostro apprezzamento ci riempie di orgoglio. Salerno non ha mai conosciuto, dal 2006, un solo giorno di emergenza rifiuti nonostante la disastrosa situazione di Napoli (la raccolta è ferma al 17,7%, ndr) e di tanti altri centri della Regione che purtroppo il mondo ha avuto modo di conoscere».
RACCOLTA COSTOSA PER I CITTADINI. Non mancano però i commenti di quanti contestano i metodi con cui Salerno ha raggiunto i risultati. Alessandro Alfani, uno dei Figli delle chiancarelle, un gruppo nato a novembre 2011 su Facebook, ha scritto: «Forse a Varese non sanno quanto costa alle nostre tasche la raccolta differenziate e che la civiltà, l'educazione civica di noi cittadini è quella che ha contribuito ad avere questo risultato».
Brigantessa Partenopea, invece, dice che «sono tante le città del Sud che fanno un'ottima raccolta differenziata, meglio del Nord. Portici, per esempio, o altre realtà della provincia di Caserta». Napoli, poi, non si può paragonare a Varese «che è un decimo della città partenopea. Guardate, invece, i dati sulla differenziata di Milano e Roma. Nei grossi comuni, è molto più problematico».
Intanto a Varese sperano di vedere tra qualche tempo altri cartelli per la città: «Varese è come Salerno».

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