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MOBILITÀ
26 Marzo Mar 2012 1348 26 marzo 2012

Bici, 20 mila per #Salvaiciclisti

In 10 anni 2556 morti su due ruote.

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Sono 2556 le vittime degli incidenti stradali su due ruote avvenuti in Italia negli ultimi 10 anni. A denunciarlo è la campagna per la sicurezza sulla mobilità in bici #Salvaiciclisti partita sulla scia dell'iniziativa Cities fit for cycling, lanciata dal quotidiano Times dopo che una sua giornalista di 27 anni, Mary Bowers, è stata investita da un camion a Londra.
A un mese dal lancio, il tam tam virtuale ha già raccolto oltre 20 mila adesioni tra media e social network e l’appoggio di decine di sindaci italiani. A Milano, da lunedì 26 marzo su 38 pannelli luminosi compariranno due frasi a rotazione per sensibilizzare gli automobilisti al rispetto e all'attenzione verso biciclette e pedoni scelte tra quelle inviate dagli utenti di Twitter con l'hashtag #bikewrite.
MORTALITÀ IN BICI, ITALIA TERZA IN UE. «L'Italia è il terzo Paese in Europa per mortalità, il doppio di quella inglese», ricorda Marco Mazzei, attivista di Salvaiciclisti, «ecco perché vogliamo mantenere viva l’attenzione di politici e amministratori, spingendoli a prendere misure immediate».
Una prima risposta è arrivata dal senatore del Partito democratico (Pd) Francesco Ferrante a cui si deve la trasformazione degli otto punti del manifesto sulla sicurezza in bici pubblicato dal Times, in una proposta di legge per lo sviluppo e la tutela della mobilità ciclistica.
«È arrivata già in commissione Ambiente e trasporti, con l’adesione trasversale di 62 parlamentari e senatori, appartenenti a ogni colore politico», spiega Ferrante a Lettera43.it.
Si tratta di promuovere semplici interventi: sensori e allarmi sonori per gli autoarticolati che entrano in città, specchi da posizionare nei 500 incroci più pericolosi della penisola, il coinvolgimento dei privati per sponsorizzare la creazione di piste e superstrade ciclabili prendendo a esempio lo schema di noleggio bici londinese finanziato dalla Barclays. Il tutto, per rendere più vivibili i centri urbani e salvare centinaia di vite.

Dall’inizio del 2012, 67 ciclisti uccisi. La maglia nera a Potenza

Solo dall’inizio del 2012, infatti, sono 67 i ciclisti e 154 i pedoni uccisi in Italia, come ricorda il triste contatore del sito A chi tocca oggi, curato dal coordinamento spontaneo di ciclisti urbani e utenti leggeri della strada. Secondo un rapporto Aci/Istat a ottenere la maglia nera è Potenza, con un tasso di mortalità pari al 16,83%. Seguono L’Aquila (12,67), Torino (4,24), Napoli (3,92), Palermo (3,71), Firenze (3,52), Roma (3,46), Milano (2,71) e Bologna (2,59).
OGNI GIORNO 38 INCIDENTI SU DUE RUOTE. E stando ai dati della Das, compagnia del gruppo Generali specializzata nella tutela legale, ogni giorno sulle strade italiane 38 persone vengono coinvolte in incidenti mentre si spostano in bicicletta.
La regione con il maggior numero di sinistri in rapporto alla popolazione (1 ogni 1.341 abitanti) è l'Emilia Romagna dove, nel 2010, si sono registrati 3.024 incidenti. Al secondo posto, c'è il Veneto con 2.008 incidenti nel 2010 (1 ogni 2.261 abitanti), seguito dalla Lombardia con un dato leggermente inferiore: 3.785 incidenti, uno ogni 2.410 abitanti.
FERRANTE: «PIÙ PISTE CICLABILI». In queste condizioni, «la mobilità nelle nostre città non è più un diritto. Bisogna trasformarle in luoghi sostenibili e sicuri per tutti con l’obbligo del limite di 30 km/h di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili e destinando il 2% del budget delle società dei gestori stradali e autostradali per la loro realizzazione», aggiunge Ferrante.
Misure davvero necessarie in un Paese che dispone in totale, di 3.297,2 chilometri di piste ciclabili urbane, tante quante ne hanno tre città europee - Stoccolma, Hannover e Helsinki - come ricorda l’ultimo rapporto Fiab, Legambiente e CittàinBici.
E il 28 aprile a Roma, in contemporanea con Londra, è prevista una 'bicifestazione' (manifestazione in bicicletta) organizzata dal movimento #Salvaiciclisti.

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