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NUOVI LAVORI
26 Maggio Mag 2012 0900 26 maggio 2012

Wikipedia, mercenari di voci

Contro la crisi, articoli per l'enciclopedia.

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Erez Safar e Aaron Wertheimer.

Non capita tutti i giorni di inventarsi una professione nuova di zecca. Ma la crisi aguzza l'ingegno e il 33enne Erez Safar con il 34enne Aaron Wertheimer, rispettivamente tecnico del suono e regista, si sono ritagliati un impiego su misura, adatto ai tempi e relativamente redditizio: scrittori di voci di Wikipedia. Servizio completo a 230 euro per ogni articolo.
LAVORO DAL DIVANO DI CASA. Lo fanno nel tempo libero, tutto online. Erez ha il compito di selezionare i clienti che vogliono apparire sull'enciclopedia attraverso Mywikipro.com, un sito web creato ad hoc. E Aaron scrive, comodamente seduto sul divano nel suo appartamento nel centro di Brooklyn.
IN PERICOLO LA LIBERTÀ DI WIKIPEDIA. Per molti utenti del web, la formula trovata dai due americani suona come un sacrilegio.
Wikipedia si vanta di essere un'enciclopedia libera, ma lo è ancora se gli articoli vengono pagati?
Per i due amici si tratta invece di un secondo lavoro, nato per arrotondare, ma realizzato con professionalità.

Due settimane di ricerca sulla reputazione del cliente

Wikipedia.

I due però non ci stanno a sentirsi dare dei truffatori, dei Totò che vendono la Fontana di Trevi. La premiata ditta Safar-Wertheimer chiede di essere pagata per qualcosa che è solitamente gratuito. Ma, come hanno spiegato in un'intervista al New York Daily, i due seguono criteri molto precisi.
SELEZIONE PER LE NUOVE VOCI. Innanzitutto nella selezione dei clienti: non vengono accettati coloro che non possono presentare una adeguata rassegna stampa che possa motivare la loro presenza tra le voci di Wikipedia. Seguono ricerche di almeno due settimane sulla reputazione del cliente. E molti alla fine di questo processo vengono scartati.
In circa due mesi, i due wikiscrittori hanno pubblicato 12 articoli - username Bernie44 -, ne hanno 10 ancora da completare e 100 richieste da vagliare.
SCARTATE LE AUTOPROMOZIONI. La loro forza, hanno argomentato, sta proprio nell'autonomia: molti di coloro che si affidano al servizio potrebbero scriversi gli articoli da sé, ma finirebbero per essere delle auto celebrazioni.
A quel punto, con il meccanismo di Wikipedia, il controllo degli utenti fa il resto e le voci sono prontamente cancellate. Piuttosto che perdere tempo, insomma, meglio investire del denaro.
GLI UTENTI FINANZIANO I PROGETTI. Il dibattito però non si arresta. In teoria l'enciclopedia è finanziata da Wikimedia foundation, che a sua volta raccoglie denaro da migliaia di sconosciuti donatori che pagano il servizio. Il fondatore Jimmy Wales vorrebbe eliminare i contenuti a pagamento dalle voci e limitarli agli spazi di discussione.
Altri sostengono che il modello di Safar e Wertheimer non sia poi così negativo. Copre manifestazioni, artisti e imprese che non sarebbero nemmeno citati. E soprattutto non è dettato da ideologia e fede politica. Finché il controllo della Rete funziona insomma, potrebbero esserci nuovi posti di lavoro online.

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