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SCANDALO
7 Marzo Mar 2014 1430 07 marzo 2014

Bitcoin, i misteri della moneta virtuale

La valuta di internet diventa un thriller.

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Il Bitcoin è una moneta virtuale nata nel 2009: nel 2013 è arrivata a valere 1.151 dollari.

Una donna morta a Singapore in circostanze non del tutto chiare, 350 milioni di dollari spariti nel nulla, un giapponese che vive da eremita in California. Un unico filo conduttore: una moneta virtuale su cui hanno messo gli occhi gli speculatori.
Non è la trama di un tecno-thriller, è la cronaca più recente legata al Bitcoin, la valuta elettronica che nasce dal web e per internet, ma che sta diventando un inestricabile intrigo internazionale di faccendieri, hacker, personaggi misteriosi e teorici del complotto.
L'ESORDIO DEL BITCOIN NEL 2009. Nato nel 2009 come una moneta esclusivamente online, il Bitcoin non è controllato dalle banche o da un ente centrale, ma è regolato attraverso un sistema autonomo che non prevede aumenti di massa circolante legati al mercato.
Il fenomeno è esploso nel 2011 quando il valore è passato da 0,3 a 32 dollari in pochi mesi. Contemporaneamente si è sviluppata un’economia Bitcoin e una serie di servizi, molti dei quali illegali, che accettano la moneta come pagamento.
NEL 2013 IL CAMBIO RECORD. Il boom è arrivato nel 2013 quando il cambio s'è impennato fino a raggiungere 1.151 dollari.
Sembra una storia di successo nel segno della rivoluzione digitale, ma il 24 febbraio la bella favola della valuta indipendente amata da innovatori, bucanieri del web e liberi pensatori della Rete è cambiata per sempre.
Il sito web Mt.Gox, uno dei più grandi servizi a livello globale ha chiuso improvvisamente i battenti. L’account Twitter è stato cancellato. E sono spariti milioni di dollari.

Nel 2006 la nascita di Mt.Gox: un sito per lo scambio di carte

Mt.Gox è accusato di aver fatto sparire 350 milioni di dollari. E gli utenti vogliono avere spiegazioni.

Mt.Gox non era una banca, né un organizzazione internazionale, era il progetto di quello che, in vernacolo della Rete verrebbe definito un «geek», Jed McCaleb.
Il sito era nato nel 2006 come Magic The Gathering Online' eXchange, un portale dedicato allo scambio e alla compravendita delle carte di un popolarissimo gioco di ruolo. Il sito ha avuto vita breve e McCaleb ha deciso di convertirlo, mantenendo la denominazione, in un punto di cambio per Bitcoin.
La proprietà di Mt.Gox è passata nel 2011 nelle mani di Mark Karpelès un giovane businessman francese trapiantato a Tokyo che lo ha trasformato in uno dei più importanti luoghi di scambio della valuta virtuale a livello globale.
IL CROLLO DOPO IL CRAC. Nell’aprile del 2013 il sito è stato responsabile di circa il 70% dei cambi complessivi in Bitcoin.
Sono iniziati però i problemi, attacchi di hacker, ritardi nel servizio e nell’accreditamento della valuta. Il sito dapprima ha annunciato un periodo di manutenzione, poi è scomparso.
Infine è stata annunciata la bancarotta e ipotizzato un buco di 350 milioni di dollari dovuto in parte alla vulnerabilità del sistema e in parte a operazioni sbagliate. Un crac da old economy con l’aggravante che alcuni dei colpevoli sono pirati informatici anonimi e irrintracciabili e l’oggetto del furto è immateriale e non fa capo a nessuna autorità.
Il valore di Bitcoin è così precipitato fino a 528 dollari e la credibilità dell’intero sistema riceve un colpo quasi fatale.
IL MISTERO SU RADTKE. A poche ore dal collasso di Mt.Gox, a Singapore è stato trovato il cadavere di Autumn Radtke, una 28enne dal curriculum di assoluto prestigio.
Aveva lavorato per T-Mobile, Verizon e Clear Channel. Era stata anche assistente personale del miliardario Richard Branson. Il suo ultimo ruolo era stato chief executive di First Meta una sorta di ufficio internazionale di cambio di monete virtuali, anche se in origine era nato come una piattaforma di scambio della valuta utilizzata nel sito Second Life, concentrandosi poi sui Bitcoin.
La polizia di Singapore ha parlato di suicidio e la coincidenza è apparsa inquietante, visto che Radtke si era trasferita a Singapore nel 2012.

Giallo sull'identità di Satoshi Nakamoto: vive negli Usa?

'Newsweek' ha ipotizzato che Satoshi Nakamoto sia l'inventore dei Bitcoin: si tratta di un americano di origine nipponica di 64 anni che vive a Temple City in California.

Nel giallo dei milioni polverizzati e di una tragedia umana s'è inserito anche un personaggio misterioso.
Il suo nome è Satoshi Nakamoto e se fossimo in un thriller potremmo chiamarlo Keyser Söze, il misterioso boss de I soliti sospetti. È infatti un nome che per anni è stato ritenuto solo uno pseudonimo, l’identità associata all’invenzione di Bitcoin.
Nel corso del tempo si è pensato che fosse un sociologo finlandese, uno studente irlandese, un matematico giapponese, un’identità collettiva, un uomo di paglia dell’intelligence americana. Il mistero si è solo infittito.
STUDI AVVOLTI NEL SEGRETO. Nel pieno della crisi finanziaria virtuale causata dal crollo di Mt.Gox, la giornalista americana Leah McGrath ha pubblicato su Newsweek una storia di copertina in cui identifica Nakamoto con un riservato americano di origine nipponica di 64 anni che vive a Temple City in California. Per tutti si chiama Dorian Nakamoto, ma all’anagrafe è Dorian Prentice Satoshi Nakamoto.
Per la giornalista non ci sono dubbi, il suo curriculum parla di una laurea in fisica California State Polytechnic University, di una vita misteriosa e oscura anche ai suoi familiari e di incarichi segreti nell’ambito della ricerca informatica.
IL WEB SMENTISCE LO SCOOP. Gli indizi porterebbero tutti a lui. Incalzato infine dalla reporter ha detto solo: «Non sono più coinvolto in questo e non ne posso discutere». Un no comment che sa di confessione. Ma dopo la pubblicazione online dell'articolo il 64enne giapponese smentisce ufficialmente. Anche la comunità del web crede poco allo scoop. Ma forse si vuole solo alimentare un mito e un mistero.
Che futuro possa avere la valuta virtuale? Sono veramente stati razziati dagli hacker i 350 milioni di euro della Mt.Gox? Come è morta Autumn Radtke? E chi è veramente Satoshi Nakamoto?
Il thriller Bitcoin è solo alle prime pagine.

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