Robot Legge Europa

L’Europa prepara una legge per farci vivere coi robot

Chi paga i danni causati dalle auto senza guidatore? E chi controlla la sicurezza dei pezzi delle macchine? Il parlamento Ue ne discute il 13 febbraio. Cercando regole e tutele comuni. L'articolo su pagina99.

  • Angela Simone
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Automobili senza guidatore, robot da compagnia e per assistenza di anziani e ammalati, macchine in grado di lavorare in sala operatoria con estrema precisione. La rivoluzione silenziosa della robotica che cambierà il nostro futuro è iniziata. Dal Giappone agli Stati Uniti le novità sono all’ordine del giorno ed è sempre più chiaro che gli scenari futuristici che la fantascienza descriveva qualche anno fa non sono lontani.

GRANDI POTENZIALITÀ. L’Europa, sia come università e centri di ricerca, con grossi poli di eccellenza italiani come il Sant’Anna di Pisa e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Genova, sia come settore industriale, ha grandi potenzialità, ma dovrebbe applicarsi di più. Soprattutto nello stabilire regole certe, trasparenti e uguali in tutti gli Stati membri. Ad affermarlo è lo stesso Europarlamento, che nelle scorse settimane ha portato a casa la prima approvazione del report European Civil Law Rules in Robotics, passo iniziale ufficiale verso una legislazione europea per regolamentare il settore. Il report, proposto in seno alla commissione Affari legali (anche detta Juri) del parlamento, nasce da una proposta del gruppo di lavoro sul tema nata già nel 2015.

DISCUSSIONE IL 13 FEBBRAIO. «Un numero crescente di settori delle nostre vite è ormai interconnesso con la robotica. Per assicurare che i robot siano e rimangano anche in futuro al servizio degli esseri umani, abbiamo urgente necessità di creare un sistema solido di leggi europee», ha commentato il responsabile del report, l’eurodeputata lussemburghese Mady Delvaux, subito dopo l’approvazione. Il prossimo 13 febbraio la discussione arriverà in plenaria al parlamento e, se tutti i rappresentanti saranno concordi, toccherà successivamente alla Commissione europea legiferare in materia, valutando se raccogliere o meno le richieste avanzate.

SICUREZZA PUNTO CHIAVE. Il rapporto pungola la Commissione infatti su diversi fronti: dall’istituzione di un’Agenzia europea per la Robotica e l’Intelligenza Artificiale, per supportare i vari organi attraverso pareri tecnici, etici e legali di esperti nel settore, all’introduzione di leggi specifiche in termini di standard, safety (sicurezza dei prodotti robotici) e compensazione in caso di danni provocati da un robot autonomo. In questo caso l’arena degli attori chiamati in causa alla responsabilità del danno – e quindi al connesso risarcimento – secondo il gruppo del parlamento dovrebbe allargarsi.

STANDARD DI DESIGN. Per esempio, se oggi in caso di incidente automobilistico è il guidatore (quindi l’utilizzatore dello strumento) a pagare e a doversi – obbligatoriamente – tutelare con una polizza assicurativa, in un mondo sempre più popolato da driverless car, auto complesse in cui la robotica è la tecnologia preponderante, la responsabilità e compensazione del danno investiranno più livelli, dal produttore al designer/progettista fino al fornitore dei dati. Un sistema quindi molto più complesso di quello attuale, che le norme correnti non sono in grado di dipanare. Allo stesso modo sarebbe fondamentale introdurre degli standard di design e di produzione dei pezzi che compongono le varie tipologie di robot, che siano uniformi su tutto il suolo europeo.

PROBLEMI SULLA PRIVACY. Se da un lato la robotica apre nuovi scenari, dall’altro porta alla luce anche problemi già presenti in altre aree tecnologiche, come quelli della privacy e del controllo dei dati. Negli strumenti cosiddetti smart, che acquisiscono dati ma allo stesso tempo ne restituiscono altri, personali, come si riuscirà a controllarne la raccolta, l’utilizzo e la condivisione? In un’auto senza conducente, che schiva vetture e imbocca strade meno trafficate grazie all’elaborazione e analisi di informazioni processate da fonti esterne, dove finiscono i dati relativi alla posizione di quell’auto? Avere regole certe significa avere un sistema limpido in cui consumatori si sentono tutelati e gli investitori si sentono motivati a offrire fondi e incentivi, «perché il sistema dev’essere trasparente e chiaro, affinché possa esserci fiducia», continua Delvaux.

IMPATTI ETICI E SOCIALI. Il report, però, non si ferma a raccogliere raccomandazioni su regole e leggi da attuare, ma pone l’attenzione anche su profili etici e sociali che la robotica chiama in causa. Come la possibilità di creare macchine capaci di manipolare e rendere emotivamente dipendenti persone e soggetti più fragili: malati, anziani o bambini. O l’impatto dell’introduzione di robot nell’esecuzione di compiti lavorativi rispetto alla già drammatica situazione occupazionale europea.

I ROBOT HANNO DIRITTI? Inoltre, guardando a un futuro in cui l’intelligenza artificiale darà ai robot la capacità di imparare e prendere decisioni senza il controllo umano, è sensato chiedersi se anche queste macchine hanno dei diritti? E quali potrebbero essere accettabili? Certo secondo l’Europa la robotica non deve soltanto far paura, ma può essere una grande opportunità da cogliere. A patto che sia conosciuta in tutti i suoi aspetti e regolata in anticipo. Ci abitueremo quindi a convivere con i robot e anche a lavorare con loro, ma con l’idea, come sottolinea Delvaux, che «non sono umani e non lo saranno mai».

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99, '"la sinistra è morta sul lavoro" , in edicola, in digitale e in abbonamento dal 28 gennaio al 3 febbraio 2017.

29 Gennaio Gen 2017 0900 29 gennaio 2017
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