Apple 42 Anni
Scienza e Tech
1 Aprile Apr 2018 1500 01 aprile 2018

Apple compie 42 anni: cosa c'è dietro la rivoluzione di Steve Jobs

Il primo aprile 1976 in un garage nacque l'azienda tecnologica della Mela. Capitale sociale: 1.300 dollari. Ora ne vale 230 miliardi. L'origine misteriosa del simbolo, i prodotti visionari e qualche fallimento: la storia.

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Altro che pesci. Il primo aprile dovrebbe essere ricordato come il giorno della "mela". E non una qualunque, ma quella morsicata da un lato che individua in tutto il mondo una delle principali società tecnologiche attiva tanto nel settore mobile, quanto in quelli dei computer e dei tablet: Apple. Nota anche come «l'azienda di Cupertino» per via della sua sede principale in California, la realtà fondata da Steve Jobs è rinomata soprattutto per la sua capacità di riuscire a rivoluzionare il mercato continuamente, nonostante i suoi 42 anni, coniugando l'alta tecnologia con un raffinato gusto per l'estetica.

1. L'inizio: il primo aprile 1976 in un garage con 1.300 euro di capitale sociale

Geniale e irascibile, divisivo e affascinante. Più che un amministratore delegato, un visionario. Più che un uomo d'affari, un maestro di vita capace di catalizzare su di sé - e sulle sue invenzioni - l'odio e l'amore non solo dei colleghi, ma anche dei clienti. Steve Jobs infatti o si amava o si odiava.

CIFRA MESSA INSIEME VENDENDO IL FURGONE. Apple, ancora oggi, o si ama o si odia, nonostante non sia più l'azienda fondata in un garage in compagnia di Steve Wozniak e Ronald Wayne il primo aprile 1976 con un capitale sociale di 1.300 dollari (che Jobs riuscì a mettere assieme vendendo il suo furgone) e divenuta, negli anni, una impresa capace di lanciare tendenze.

Steve Wozniak e Steve Jobs agli inizi.

2. Perché la mela: tante leggende e nessuna risposta certa

Non esistono risposte certe a riguardo. C'è chi sostiene che la mela rimandi all'incidente che permise a Newton di avere una illuminazione in campo fisico, chi ci legge un collegamento con la storica casa discografica dei Beatles, la Apple Records, chi ritiene fosse un escamotage per risultare, negli elenchi telefonici, prima di Atari (software house videoludica in cui Jobs lavorò) e chi, come scrive Leander Kahney (autore della biografia non autorizzata Nella testa di Steve Jobs, Sperling & Kupfer) la collega a una delle tante fissazioni e stramberie di Jobs: pare infatti che, per un certo periodo, il talento californiano abbia seguito una dieta di sole mele, convinto che gli avrebbe permesso non solo di risparmiare, ma anche di smettere di lavarsi.

DUE FILM SULLA VITA DEL GURU VISIONARIO. Naturalmente quando si parla del guru di Apple storia e mito si intrecciano. Per questo chi volesse saperne di più sull'uomo che ha rivoluzionato il nostro modo di approcciarci alla tecnologia - attraverso un computer, un palmare o uno smartphone - corra a vedere i due film sulla sua vita (Jobs di Joshua Michael Stern del 2013 e Steve Jobs, diretto e co-prodotto da Danny Boyle nel 2015), qui ripercorreremo la storia della sua azienda.

Il celebre simbolo della mela morsicata.

3. L'origine del logo: era arcobaleno e opera del creativo Janoff

Il logo di Apple Inc. oggi è annoverato nei testi universitari tra gli esempi di grafica vincente. Ma la mela morsicata, in origine color arcobaleno, negli ultimi anni “lucida” per rimandare alla scocca dei relativi device, non è di Steve Jobs, ma frutto dell'ispirazione di uno dei creativi più talentuosi di quegli anni: Rob Janoff (responsabile, tra gli altri, dei loghi di Ibm, FedEx, Volkswagen e Cnbc).

L'INTENTO DI CONIUGARE TECNICA ED ESTETICA. Anche sull'opera di Janoff circolano diverse leggende: per alcuni rimanderebbe alla mela avvelenata che avrebbe ucciso Alan Turing, uno dei pionieri dell’informatica, morto suicida dopo il primo morso; per altri, invece le proporzioni del frutto stilizzato conterrebbero la successione matematica di Fibonacci. Un chiaro rimando alla volontà, da parte della Casa californiana, di coniugare tecnica ed estetica.

Rob Janoff e il (suo) vecchio logo.

4. L'idea rivoluzionaria: avere «un computer in ogni casa»

Nel 1976 i computer erano oggetti tipicamente da ufficio, come possono esserlo oggi le fotocopiatrici. Nessuno pensava di poterne possedere uno e, forse, all'epoca, nessuno ne avvertiva nemmeno l'esigenza. Nessuno eccetto Steve Jobs e, in un altro garage della Silicon Valley, Bill Gates.

PRIMO MODELLO VENDUTO A 666,66 DOLLARI. Entrambi avevano il sogno di fare dei calcolatori un elettrodomestico comune. Apple I di Apple Computer Company nacque proprio con questo scopo: portare nelle case di tutti gli americani il computer utilizzato al lavoro. La capacità di Steve Wozniak di mettere assieme un computer con circuiti integrati molto semplici fu determinante per la riuscita del progetto. E Apple I arrivò sul mercato al prezzo di 666,66 dollari.

Il modello Apple I.

5. L'era del pc non per tecnici: monocromatico, memoria di 4 kb e solo maiuscolo

Se il primo Apple era un prodotto artigianale, con Apple II si iniziò non solo a fare sul serio, ma anche a gettare le basi per quella che sarà poi definita come «la rivoluzione dei personal computer». Apple I era nato con lo scopo di portare nelle case i computer utilizzati negli uffici dai tecnici. Apple II provava invece a dare a tutti la possibilità di avvicinarsi a questo strumento, soprattutto a chi tecnico non era.

COSTAVA 800 DOLLARI E FU UN SUCCESSO. Rispetto al primo modello Apple II arrivava nei negozi già completo e assemblato. Nel tentativo di mantenere bassi i costi, la macchina presentò limiti notevoli: lo schermo era monocromatico, la memoria di soli 4 kb e, aspetto curioso, la tastiera permetteva di scrivere unicamente in maiuscolo. Apple II debuttò nel 1977 al costo di circa 800 dollari e fu subito un successo.

Apple II.

6. Anche fallimenti: Apple III senza ventola andava in crash

Jobs era un visionario e, come tutti i geni, ha precorso più volte i tempi. Non tutte le sue invenzioni sono state accolte con entusiasmo dal pubblico. Apple III fu il primo, vero, fallimento della sua azienda. Il computer infatti non aveva una ventola interna e con un utilizzo prolungato si surriscaldava, andando ripetutamente in “crash”.

LA VERSIONE "LISA" RIMASE TROPPO DI NICCHIA. Apple Lisa rivoluzionò il modo di lavorare con un elaboratore, predisponendo, per la prima volta nella storia, un'interfaccia grafica (e non più comandi per stringhe testuali) antesignana di quelle che usiamo oggi. Tuttavia aveva un costo esagerato (circa 10 mila dollari, ed eravamo nel 1983) che lo condannò a restare un prodotto di nicchia.

Apple III.

7. I primi prodotti che hanno fatto la storia: il Macintosh e l'iPod

Sono invece i “magnifici quattro” ad avere forgiato, in epoche e mercati differenti, la fortuna della azienda di Cupertino. Il primo è il Macintosh del 1984, la risposta di Apple alla “tirannia” di Ibm (il rivale infatti era rappresentato come un despota nella campagna pubblicitaria dell'epoca). Aveva integrati il monitor Crt, un’unità floppy-disk, la tastiera e il mouse e poteva essere portato a casa con l'esborso di 2.495 dollari.

PIAZZATI 400 ESEMPLARI IN TUTTO IL MONDO. Il secondo prodotto dei miracoli è, senza dubbio, l'iPod (la “i” significa internet), lanciato il 10 novembre 2001, con cui Apple ha posto le basi per un connubio sempre più stretto tra tecnologia alla portata di tutti e design raffinato. Nonostante il costo non indifferente, Cupertino è riuscita a piazzarne oltre 400 milioni in tutto il mondo.

Jobs con l'iPod.

8. Il debutto nel mercato degli smartphone: l'iPhone nel 2007

Nel 2007 la mela ha invaso il mercato “mobile” con l'iPhone, che ha dato il via alla stagione delle lunghe file davanti agli Apple Store di tutto il mondo. Gli iPhone commercializzati in 10 anni sarebbero oltre un miliardo, a detta di Tim Cook, odierno amministratore delegato di Apple.

IL TABLET IPAD PRESENTATO NEL 2010. Infine è stato il turno dell'iPad, il tablet presentato il 27 gennaio 2010 da Steve Jobs (esattamente un anno prima della sua morte), subito capace di imporsi come ennesimo oggetto di culto: il primo giorno di commercializzazione furono vendute 300 mila unità, in meno di un mese raggiunse il primo milione.

VALORE AZIENDALE ODIERNO: 230 MILIARDI. Oggi Apple vale circa 230 miliardi di dollari: quando, 42 anni fa, Steve Jobs la fondò, in cassa di dollari ce ne erano soltanto 1.300. Non male per una mela già morsicata da qualcun altro.

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