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Scienza e Tech
11 Maggio Mag 2018 1144 11 maggio 2018

Dating, numeri e protagonisti di una guerra all'ultimo utente

Oltre 500 siti, piattaforme e app ci promettono l’incontro fatidico con l’anima gemella. Una sfida all'ultimo abbonamento che vale milioni di dollari. Lara, Happn, Once: gli attori di un mercato in crescita.

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«Fate l’amore, non fate la guerra» recitava uno slogan del ’68, scritto per la prima volta sui muri dell’università di Nanterre. Oggi, queste parole possono tornare utili non più come inno al pacifismo, ma come sintesi della milionaria industria del “dating” digitale: voi fate l’amore, ma soprattutto continuate a cercarlo, che a farsi la guerra ci pensano le grandi società del web, per accaparrarsi iscrizioni (con relativi abbonamenti) agli oltre 500 siti, piattaforme e app, che ci promettono l’incontro fatidico con l’anima gemella. Il business è così succulento che alla fine ha deciso di entrarci pure Mark Zuckerberg, annunciando, poche settimane fa, la imminente funzione Dating su Facebook, con l’obiettivo di creare un social parallelo a quello principale, riservato ai soli cuori solitari affamati di incontri al di fuori della propria cerchia di amicizie.

DOPO DATING ARRIVA LARA. Il primo effetto dell’annuncio è stato il crollo del valore di Tinder a Wall Street (meno 20 per cento), minacciato dal potentissimo concorrente. Ma anche Tinder appartiene a un gigante, la InterActiv Corp (Iac), che possiede e gestisce ben sette piattaforme di dating con centinaia di milioni di utenti nel mondo: Match, Tinder, Ok Cupid, Plenty of fish, Meetic, Pairs (che opera in Giappone, Corea e Taiwan) e Our Time, la app di incontri per over 50, ossia il gruppo demografico a maggiore incremento in futuro. In totale, con il solo business del dating, Iac nel 2017 ha realizzato utili per quasi 130 milioni di dollari, in crescita del 13% sull’anno precedente. Messo sotto attacco da Facebook, Iac risponde ora con il lancio di Lara, la prima chatbot per single in esclusiva per gli utenti di Meetic: un’intelligenza artificiale in grado di assistere gli utenti nella ricerca del partner ideale passo dopo passo.

UN VIRTUAL COACH PER I PIÙ PIGRI. Lara è una virtual coach in grado di condurre una conversazione amichevole, rispondendo a domande aperte, e soprattutto è capace di imparare, cioè di arricchire il proprio vocabolario personale e replicare in modo elaborato alle richieste. Lara prende in considerazione numerosi dettagli dai profili degli utenti (incluso il suo modo di parlare) e li analizza per trovare quelli più compatibili. Tutto ciò permette alla chatbot di consigliare il match più azzeccato. Così, anche i più pigri o i più scettici non avranno più scuse per sottrarsi alla ricerca attiva in campo sentimentale ed erotico. Il rischio, naturalmente, è qualcuno si innamori della stessa Lara, come accadeva nel film Her.

Il dating online sarà uno dei più fertili campi di applicazione dell’Intelligenza artificiale, con algoritmi sempre più sofisticati che compenseranno i nostri limiti

Ma se il mondo del dating ha una rilevanza sul piano economico (generando anche un indotto nei settori del beauty, della cosmesi, dell’abbigliamento e dell’intrattenimento), non meno interessanti sono le implicazioni sull’evoluzione del costume e della psicologia umana. Tanto che tre studiosi (gli psicologi Rossella Dolce e Fiorenzo Pilla e l’avvocato Raimondo Aiello) stanno per mandare il libreria un vero e proprio trattato sul tema, intitolato Digital Love (ed. Ledizioni, 14,90 euro, in uscita il 31 maggio). Il libro prende in esame tutto il processo di costruzione del legame amoroso in rete, nonché le fasi successive, inclusa la gelosia e il tradimento. Ma il punto di partenza della trattazione sono due dati ormai confermati da numerose ricerche condotte in tutto il mondo: 1) due coppie su tre si formano in rete; 2) le coppie nate sul web sono più felici di quelle tradizionali e anche più solide, il loro tasso di separazione è nettamente inferiore.

L'ECCEZIONE ONCE. Il dating online ha grande successo, secondo gli autori del libro, perché ci permette di selezionare il tipo di relazione che si desidera intraprendere, l’aspetto fisico della persona che si vuole incontrare e le modalità di comunicazione preferite: dalla semplice e veloce chat testuale fino alla videochiamata, il tutto mantenendo il livello di privacy desiderato. E con la possibilità di abbandonare in ogni momento la community, semplicemente disconnettendosi. Esistono persino strumenti che invertono lo schema virtuale/reale, come accade con Happn, che ti permette di contattare via web una persona che hai incontrato per caso nella vita reale (purché a sua volta sia un/una utente della app). Per chi poi è seriamente interessato a una relazione seria e duratura, c’è Once che disdegna gli algoritmi e utilizza dei matchmaker, persone in carne e ossa che, attraverso una specifica attività di analisi, propongono agli utenti i profili con cui ritengono ci sia più probabilità di trovare un’affinità a lungo termine. Once ti presenta un solo potenziale partner al giorno e te lo propone in esclusiva (non viene, cioè, mostrato a più utenti contemporaneamente). Insomma, cogli l’attimo, e chissà che non spunteranno i fiori d’arancio.

BARTHES DIXIT. Tolta l’eccezione di Once, è evidente che il dating online sarà uno dei più fertili campi di applicazione dell’Intelligenza artificiale, con algoritmi sempre più sofisticati che compenseranno i nostri limiti e la nostra dimostrata stupidità nello scegliere (quasi sempre) l’uomo o la donna sbagliata, quello/quella che ci farà soffrire o che ci deluderà. Purtroppo, una volta che le anime (e i corpi) di tutti gli esseri umani saranno accoppiati alla perfezione grazie agli algoritmi, forse non rimarrà più niente che possa nutrire la migliore letteratura e il miglior cinema. Più nessun Werther, nessuna Anna Karenina, nessun Swann a raccontare quell’ossessione inutile, quella “economia di puro dispendio” che (secondo Roland Barthes) è l’amore.

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