Droni Militari
Scienza e Tech
15 Maggio Mag 2018 1320 15 maggio 2018

Google: dipendenti si dimettono dopo lo sviluppo di progetti bellici

La big G ha iniziato una collaborazione con il Pentagono per la creazione di droni dotati di intelligenza artificiale ma gli sviluppatori non ci stanno. Dopo una lettera di protesta alcuni di loro si sono licenziati. 

  • ...

«Caro Sundar, noi crediamo che Google non debba entrare nel business della guerra». Inizia così una lettera firmata da quasi 4mila dipendenti uscita dagli uffici di Mountain View all'inizio di aprile. Quel Sundar a cui è destinata è Sundar Pichai, amministratore delegato della Big G dal 2015. Nella lettera veniva chiesta la cancellazione del Progetto Maven, il programma di collaborazione tra Google e il Pentagono. L'appello non è stato ascoltato e ora circa 12 dipendenti si sono licenziati dall'azienda in segno di protesta.

Sundar Pichai

L'intelligenza artificiale è il sale nella dieta tecnologica del terzo millenio. Si può mettere quasi su tutto, dalla fotocamera di uno smartphone a sofisticati strumenti bellici. L'obiettivo del Progetto Maven è permettere ai droni militari di riconoscere da soli quello che si trovano davanti. Dal punto di vista tecnico l'obiettivo è rendere i software montati dai droni capaci di decifrare le immagini raccolte dalle loro fotocamere e identificare diverse categorie di oggetti. Non si conoscono i dettagli del progetto ma il timore degli ingegneri Google è che i sistemi di intelligenza artificiale creati per questi droni non si limitino solo a classificare delle immagini ma permettano agli aerei senza pilota di lanciare armi una volta riconosciuti determinati bersagli.

DOPO LA LETTERA, LE DIMISSIONI. L'appello dei dipendenti non ha fermato il Progetto Maven, così un gruppo di dipendenti ha deciso di presentare le dimissioni. Il sito specializzato in tecnologia Gizmondo ha riportato le dichiarazioni di uno di loro: «Google non è una piccola start up di machine learning che cerca clienti in campi diversi. È meglio per Google e per la sua reputazione stare fuori da questo progetto». Nelle parole dirette all'amministratore delegato i dipendenti richiamano quel «Don't be evil» scelto come motto dell'azienda e chiedono non solo la cancellazione del Progetto Marven ma anche la definizione di linee guida che impediscano a Google di lavorare su tecnlogie belliche. Era già successo che gli ingegneri di Mountain View si mostrassero contrari alle scelte dei vertici, anche se in un campo totalmente diverso. Nel 2015 era nata una protesta contro la decisione della Big G di vietare i contenuti pornografici sulla piattaforma Blogger.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso