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In collaborazione con Reale Mutua
22 Maggio Mag 2018 1029 22 maggio 2018

Ci cureremo prima di ammalarci, il valore della medicina predittiva e della prevenzione

All'inizio fu semplicemente la prevenzione, una serie di regole più o meno ragionevoli che ognuno di noi doveva seguire per mantenere uno stato di salute il migliore possibile: alimentazione, movimento, igiene personale. Ogni ambito aveva le sue regole. Adesso, però, siamo molto più avanti.

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Si definisce come medicina predittiva quella branca della scienza che, attraverso lo studio del Dna, permette di definire in un soggetto sano la probabilità di andare incontro a malattie croniche di carattere degenerativo, oppure la possibilità di ammalarsi di tumore. Essenzialmente la medicina predittiva poggia su due grandi innovazioni: la possibilità di “leggere” e sequenziare il nostro Dna in maniera sempre più efficace ed economico e, dall'altra, la rivoluzione dei Big Data, ovvero la possibilità di mettere a confronto milioni di dati ricostruendo ricorrenze e studiando probabilità grazie all'enorme capacità di calcolo dei nuovi computer.
Tra le aziende che più hanno spinto in questi anni per far avanzare la medicina predittiva c'è Google, e, non a caso, Sergey Brin, cofondatore dell'azienda, ha iniziato a interessarsi di medicina predittiva quando ha scoperto che nella mappa del suo Dna compariva il gene Irrk2 con una mutazione associata al morbo di Parkinson con una probabilità statistica tra il 30 e il 75 per cento. A seguito di questa scoperta, Brin decise di lanciare l'azienda di Mountain View in una gigantesca opera di mappatura del Dna della popolazione mondiale che, coinvolgendo migliaia di persone in maniera anonima, sta andando avanti spedita in questi anni.

Ancora non sappiamo dove tutto questo ci porterà: ovviamente può essere molto frustrante scoprire di essere potenziali vittime di una malattia che non possiamo curare, ma da una parte molte persone desiderano comunque informazioni per pianificare al meglio la loro vita. Dall'altra, la medicina sta facendo progressi da gigante nel compito di intervenire sulle singole mutazioni per “silenziare” quelle parti di Dna che potrebbero avviare un processo degenerativo delle nostre cellule.
Ad ogni modo, appare evidente come tutto questo apra prospettive affascinanti nei nostri sistemi di welfare: avere un quadro esatto del quadro clinico potenziale e futuro di ogni uomo e donna permette di studiare le cure a livello personale e definire allo stesso tempo le migliori strategie e stili di vita adatti per prevenire eventuali criticità.
In questo senso un ruolo sempre maggiore lo avranno le compagnie assicurative che già oggi sono sempre più orientate nell'integrare le più classiche polizze salute a sistemi di copertura più ampi, un welfare integrativo rispetto a quello statale dove una parte importantissima la gioca la prevenzione. Perché, infatti, limitarsi a intervenire quando ci si trova davanti a malattie già conclamate? Da una parte, l'esistenza di test diagnostici sempre più semplici e potenti permette alle compagnie assicurative di definire chiaramente il potenziale pericolo a cui ciascuno di noi va incontro, dall'altra è possibile studiare piani in cui ciascuno di noi è incentivato ad adottare comportamenti virtuosi.

Per avere un'idea di massima di dove stiamo andando già ora, basta guardare alle offerte di Reale Mutua e in particolare a RealmenteWellness. Questo programma abbina la copertura sanitaria di RealmenteInSalute a un sistema di incentivi e stimoli all'attività fisica, primo “antidoto” a molte patologie.
Grazie all’offerta Meno 20 Più Protetti, RealmenteInSalute è scontata del 20%, a cui si può sommare l’ulteriore sconto destinato a chi può produrre documentazioni che attestano valori come il colesterolo e la pressione arteriosa nella norma.
Ma c'è di più: grazie ai dispositivi wearable – come i braccialetti che calcolano quanti chilometri camminiamo ogni giorno, il nostro battito del cuore, la qualità del sonno – è possibile tracciare la nostra attività fisica ed essere “premiati” per i nostri comportamenti virtuosi. Ovviamente tali strumenti non devono essere eccessivamente invasivi rispetto alla nostra vita privata, e tuttavia è chiaro come siamo davanti a una rivoluzione che mettendo assieme tecnologie digitali, progresso scientifico e anche psicologia – lo studio dei mini stimoli nell'incentivare comportamenti virtuosi è un campo sempre più studiato – può veramente cambiare il modo con cui concepiamo la nostra salute e i modi per proteggerla.

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